L’evidenza più allarmante che emerge dal World Energy Outlook 2025 dell’Iea è la conferma che la rotta per limitare l’aumento della temperatura globale del clima a 1.5°C è, forse, svanita. Il rapporto, pubblicato parallelamente alla Cop30, in corso di svolgimento in Brasile, sottolinea che, sulla base delle attuali politiche e intenzioni dichiarate, il mondo si sta dirigendo verso un aumento delle temperature compreso tra 2.5°C e 3°C con gravi implicazioni per la vita e i mezzi di sussistenza in tutto il mondo.

Il rapporto evidenzia che, nonostante i progressi nelle tecnologie pulite, la convergenza di crisi e vulnerabilità su più fronti (petrolio, gas, elettricità, minerali critici, data center e AI) ha posto l’energia al centro delle preoccupazioni economiche e di sicurezza nazionale.
Clima: la mancata rotta 1.5°C e le implicazioni
Il panorama della domanda energetica globale è in profonda trasformazione, guidato da due fattori principali: l’elettricità e le economie emergenti e in sviluppo. Secondo lo scenario delle politiche dichiarate (Steps), la domanda totale di energia a livello mondiale è destinata a crescere moderatamente entro il 2050. Tuttavia, la composizione di questa energia cambia radicalmente. La domanda di elettricità mondiale è prevista in quasi raddoppio, passando da 27.290 TWh nel 2024 a 49.657 TWh nel 2050.
Le fonti rinnovabili rappresentano il motore di questa espansione. Nello scenario Steps, l’offerta di energia da fonti rinnovabili è proiettata a crescere da 83 EJ nel 2024 a 233 EJ (Exajoule) nel 2050, arrivando a coprire il 31% dell’offerta totale di energia. La fonte solare è la più dinamica, con un tasso di crescita annuale composto del 8,5% fino al 2050, raggiungendo 79 EJ.
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Rinnovabili in forte crescita e la persistenza dei combustibili fossili
Nonostante l’accelerazione pulita, il declino dei combustibili fossili non è abbastanza rapido per limitare il riscaldamento globale. Le emissioni derivanti dalla combustione di carbone diminuiranno drasticamente, passando da 15.730 Mt CO2 nel 2024 a 8.138 Mt CO2 nel 2050. Le emissioni del petrolio mostrano una leggera diminuzione, da 11.451 Mt CO2 nel 2024 a 9.927 Mt CO2 nel 2050.
Le emissioni da gas naturale si mantengono stabili o in leggero aumento, passando da 7.768 Mt CO2 nel 2024 a 8.154 Mt CO2 nel 2050. Questa persistenza sottolinea le sfide nella decarbonizzazione di settori chiave e il ruolo del gas, sebbene controverso, come combustibile di transizione in alcune regioni.
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Minerali critici e l’impatto dell’intelligenza artificiale
Un tema centrale del rapporto è la sicurezza dei minerali critici. L’Iea ribadisce il rischio di un’elevata concentrazione delle forniture: un singolo Paese è il principale raffinatore per 19 dei 20 minerali strategici legati all’energia. Questa dipendenza solleva notevoli rischi di interruzioni della catena di approvvigionamento e di coercizione economica, con implicazioni che vanno oltre il settore energetico e toccano l’automotive, la difesa e l’AI.
Inoltre, il documento dedica un focus all’impatto dell’intelligenza artificiale sul sistema energetico, evidenziando le crescenti prospettive di domanda di elettricità dai data center, una nuova area di vulnerabilità e pianificazione per la sicurezza elettrica.
Infine, si evidenziano due aree cruciali in cui il mondo è chiaramente in ritardo: l’accesso universale all’energia e l’azione per il clima. Nonostante i progressi, la mancanza di accesso universale all’elettricità e a sistemi di cottura puliti (clean cooking) rimane un fallimento globale che richiede una rinnovata focalizzazione e investimenti. La salvaguardia della sicurezza energetica, avverte l’Agenzia, richiede lo stesso spirito di cooperazione mostrato dopo lo shock petrolifero del 1973.
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