In un contesto di incertezza geopolitica e volatilità dei prezzi, i gas naturali rinnovabili (RNG) stanno accelerando la transizione. Sostituti diretti del metano fossile, sono compatibili con le reti esistenti e scalabili senza nuovi sistemi di utilizzo finale. La domanda globale di biogas e biometano è destinata a balzare da 0,9 EJ nel 2022 a quasi 8,0 EJ entro il 2050 (un terzo della domanda di carburanti sostenibili).
L’Europa e il Nord America coprono oggi il 60% della domanda, ma la crescita futura sarà guidata dai mercati emergenti: la Cina peserà per il 40% dell’aumento globale al 2035 e l’India triplicherà i consumi. Ciononostante, l’attuale mercato sfrutta solo una frazione del potenziale tecnico globale delle biomasse, stimato in circa 1.000 miliardi di metri cubi all’anno (36 EJ). Vediamo una indagine realizzata da McKinsey, Scaling biomethane: The next phase of growth in renewable gas, dedicata all’evoluzione del biometano da mercato ancora frammentato e dipendente dagli incentivi a vera e propria asset class infrastrutturale a firma A. Agosta, F. Bacchini, B. Enrico e M. Giudici.
L’Evoluzione Radicale del Modello di Business
Il settore sta vivendo una profonda trasformazione strutturale, passando da asset agricoli sussidiati a una vera e propria classe infrastrutturale:
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Fase 1 (Anni ’90): Impianti elettrici locali. Piccole imprese agricole focalizzate sulla produzione di elettricità da autoconsumo di scarti, con alti costi di alimentazione (>2 M€/anno) e forte dipendenza dalle tariffe omnicomprensive (FiT). Rendimenti modesti TIR<8%.
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Fase 2 (Recente): Biometano tradizionale. Investitori e multi-utility convertono il biogas in biometano per immissione in rete o trasporti (bio-CNG/LNGL). Modello ancora frammentato, logistica frammentata e rendimenti medi TIR 8-12%.
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Fase 3 (Futuro): piattaforme professionalizzate. Fondi di private equity e oil majors creano portafogli industriali ottimizzando logistica, efficienza e ricavi multi-stream indipendenti dagli incentivi. Rendimenti elevati (TIR>20%).
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I 6 Pilastri dei Leader di Mercato
Le piattaforme best-in-class applicano sistematicamente sei leve strategiche per incrementare l’EBITDA dei progetti dal 40% al 90%:
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Strategia di Cluster: portafogli di almeno 10 impianti vicini per condividere logistica, manutenzione e bacini di biomassa.
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Standardizzazione delle Strutture: Abbandono del “su misura” per ridurre i CAPEX e applicazione del cleansheet costing con i fornitori.
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Advanced Analytics: monitoraggio digitale dei parametri di fermentazione in tempo reale per aumentare le rese di metano fino al 30% e tagliare i costi logistici del 20%.
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Internalizzazione Competenze: gestione in-house di logistica e manutenzione ordinaria, esternalizzando solo le tecnologie iperspecializzate (es. liquefazione).
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Targeting della Domanda: focus sui segmenti a più alto valore aggiunto, come i trasporti (con prezzi stabili a >100 MWh), in attesa dello sviluppo dello shipping marittimo e del carbon pricing industriale.
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Monetizzazione dei Co-prodotti: Contratti strutturati di vendita per la CO2 biogenica e per il digestato trasformato in biofertilizzante.
Il Ruolo Critico dei Gestori di Rete (DSO e TSO)
La vera scalabilità del biometano si gioca nel segmento midstream. I gestori di rete devono superare l’approccio “caso per caso” e industrializzare le connessioni agendo su tre fronti:
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Modelli di Sviluppo: bilanciare hub di immissione centralizzati (economie di scala) e modelli distribuiti per intercettare i cluster locali di biomassa, introducendo flussi bidirezionali e compressioni inverse.
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Quadri Regolatori: armonizzare le regole di ripartizione dei costi di connessione e i sistemi tariffari per ridurre il rischio degli investimenti privati.
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Prontezza Tecnica: aggiornare sistemi di misurazione, miscelazione e strumenti digitali di previsione dei flussi variabili.
Per i gestori, il biometano non è solo un obbligo tecnico, ma un’opportunità strategica: garantisce la sicurezza energetica locale, preserva il valore delle reti esistenti contro il rischio di stranded asset e crea una connessione diretta tra il sistema energetico e l’economia circolare del territorio. Chi saprà industrializzare l’esecuzione per primo catturerà la fetta più grande del mercato.
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