Raccolta differenziata delle capsule in plastica di caffè e bevande nel Nord Italia parte la sperimentazione

L'iniziativa, promossa da Corepla coinvolge 170 Comuni

Il mondo del riciclo compie un passo avanti decisivo partendo dal cuore del Nord Italia. Dal 20 aprile 2026, circa 170 Comuni lombardi e delle province limitrofe hanno avviato una sperimentazione su larga scala per la raccolta differenziata delle capsule in plastica di caffè e bevande. L’iniziativa, promossa da Corepla, gioca d’anticipo rispetto alla normativa europea che, dal prossimo 12 agosto, renderà obbligatorio includere questi piccoli contenitori tra gli imballaggi conferibili nella plastica. Attraverso la campagna informativa “Dopo il caffè, fai la cosa giusta. Riciclami”, i cittadini sono invitati a compiere un gesto quotidiano che può fare la differenza per l’ambiente.

Un progetto pilota per l’economia circolare

Questa iniziativa rappresenta la prima esperienza strutturata a livello nazionale per testare il recupero di un oggetto diventato ormai onnipresente nelle case italiane. Il presidente di Corepla, Giovanni Cassuti, ha spiegato che inserire le capsule nel circuito del riciclo significa sottrarre materiali preziosi a un destino di spreco, offrendo loro una seconda vita.

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Il successo dell’operazione si basa sulla sinergia tra il consorzio nazionale, i cittadini e i gestori locali, con l’obiettivo di rendere il sistema di gestione dei rifiuti sempre più efficiente e orientato ai principi della circular economy. Restano escluse dal progetto solo le capsule compostabili, che devono continuare a seguire i canali di smaltimento dell’organico.

Il ruolo strategico di CEM Ambiente e Silea

Il bacino coinvolto è vasto e tocca diverse province tra Milano, Monza e Brianza, Lodi, Pavia, Lecco, Como e Bergamo. Corrado Boccoli, presidente di Cem Ambiente, ha espresso orgoglio per la scelta del territorio come area di sperimentazione, sottolineando come l’anticipo della normativa europea sia un riconoscimento alla qualità del sistema locale. Sulla stessa linea, la presidente di Silea, Francesca Rota, ha ricordato come i cittadini possano ora conferire le capsule nel sacco multimateriale leggero insieme a plastiche e lattine. Si tratta di un’evoluzione naturale per un territorio che già nel 2017 era stato pioniere nella selezione delle capsule in alluminio.

L’innovazione tecnologica al servizio del recupero

Il vero motore tecnico dell’operazione è l’impianto di Seruso SpA a Verderio, dove le tecnologie di selezione permettono di separare anche le frazioni più piccole. Il presidente di Seruso, Alberto Spreafico, ha precisato che grazie al recente rinnovamento tecnologico del sito, l’impianto è già pronto a gestire questo nuovo flusso di materiali. La capacità di riconoscere e smistare correttamente le capsule in plastica è l’esempio perfetto di come l’innovazione industriale sia indispensabile per raggiungere i traguardi di sostenibilità. Grazie a questa rete di eccellenze, il 10% della popolazione lombarda sta già sperimentando oggi quello che tra pochi mesi diventerà lo standard per tutta l’Unione Europea.


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