L’idro-paradosso italiano: preoccupati per il clima, ma intanto si consuma troppa acqua

Se da un lato gli italiani si dicono fortemente preoccupati per il riscaldamento globale, dall’altro dimostrano di avere una percezione del tutto distorta dei propri consumi quotidiani di acqua. È il ritratto in chiaroscuro che emerge dalla nuova indagine della Community Valore Acqua di TEHA, presentata da Benedetta Brioschi (Partner e Project Leader) durante l’incontro “Acqua, progettare il futuro” alla Stazione Leopolda di Firenze.

Il dato più clamoroso riguarda il divario tra percezione e realtà: l’Italia è uno dei Paesi più idrovori d’Europa con ben 215 litri giornalieri pro capite consumati (contro una media UE di 167 litri). Eppure, il 96% dei cittadini non sa quanta acqua consuma e la stragrande maggioranza è convinta di restare sotto la soglia dei 60 litri al giorno. Una clamorosa sottostima che evidenzia un serio problema di consapevolezza.

Il clima perde terreno nell’agenda degli italiani

Nonostante il 70% della popolazione si dichiari in ansia per gli effetti del cambiamento climatico, l’ambiente sembra aver perso priorità nel dibattito pubblico, scendendo di tre posizioni rispetto al passato. Nelle preoccupazioni degli italiani passano in primo piano altre urgenze:

  • 1° e 2° posto: Economia/Occupazione e Sanità (si confermano stabili in cima alle priorità).

  • 3° e 4° posto: Sicurezza e Immigrazione (in forte ascesa rispetto al 2024).

Il rischio d’ombra: Con il clima fuori dalla “top-3” dei problemi percepiti come urgenti, si rischia di sottovalutare l’impatto di siccità ed eventi meteo estremi proprio nel momento in cui la gestione della risorsa idrica sta diventando più complessa.

Buone intenzioni, ma manca la “misura” del consumo

L’impegno teorico non manca. Il 96% degli intervistati ritiene di adottare comportamenti responsabili e il 57% afferma di impegnarsi attivamente e costantemente per ridurre gli sprechi (un dato in crescita di 5,5 punti percentuali).

Tuttavia, come sottolineato da Benedetta Brioschi:

“La sfida dell’acqua è sempre più una sfida di conoscenza e consapevolezza. I cittadini dimostrano attenzione, ma non riescono a misurare il proprio impatto: senza una reale percezione dei consumi è difficile trasformare l’impegno del singolo in una strategia collettiva efficace.”

C’è inoltre una forte richiesta di interventi strutturali: oltre la metà degli italiani ritiene fondamentale la costruzione di infrastrutture idriche strategiche per rendere le città più resilienti. Al contempo, però, ben 8 cittadini su 10 segnalano forti criticità e ostacoli nella realizzazione di tali opere sul proprio territorio.

Verso il Libro Bianco 2027

I dati appena presentati segnano l’avvio ufficiale dei lavori della Community Valore Acqua di TEHA 2027. Questa piattaforma multi-stakeholder – che unisce gestori, istituzioni, imprese e partner tecnologici – lavorerà nei prossimi mesi per elaborare analisi e proposte concrete volte a garantire la sicurezza idrica dell’Italia.

Il percorso culminerà a Roma, il 10 e 11 marzo 2027, con la presentazione dell’8ª edizione del Libro Bianco, il documento strategico per rimettere l’acqua al centro dell’agenda politica ed economica del Paese.


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