SI CONCLUDE OGGI IL FESTIVAL DELL’ENERGIA:

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Milano, 14 maggio 2016 – Con le visite al Museo dell’Energia e ai laboratori del Politecnico di Milano, si chiude oggi la IX edizione del Festival dell’Energia. La manifestazione si conclude con un bilancio positivo in termini di qualità e quantità delle presenze registrate, sospinte anche dalle novità introdotte nel format.

A partire dal Public Hearing che, per la prima volta in Italia, ha aperto un inedito spazio di ascolto partecipato, rivolto agli operatori della filiera energetica, dalla produzione alla distribuzione, ma anche a cittadini, ricercatori e innovatori. Le richieste, istanze, idee e provocazioni, emerse nei diversi speech susseguitisi sul palco del Festival, saranno condensate in un Paper, che gli organizzatori del Festival dell’Energia porteranno all’attenzione del Ministero dello Sviluppo Economico.

“Abbiamo creato il Festival per stimolare politiche e decisioni che vogliamo all’altezza della sfida del cambiamento: la rivoluzione digitale, le trasformazioni geopolitiche, gli accordi sul clima e le oscillazioni nei prezzi sono tutti aspetti della ‘disruption’ che sta modificando per sempre i modelli di produzione e consumo dell’energia. Protagonisti di questo cambiamento sono le imprese, le istituzioni, gli enti pubblici e di ricerca e, in misura crescente i cittadini. A tutti questi interlocutori abbiamo offerto un evento per conoscere, condividere e partecipare l’energia. A tutti va il nostro ringraziamento”, commenta Alessandro Beulcke, presidente di Aris/Festival dell’Energia.

“Nel panorama italiano è raro avere panel a cosi alta concentrazione di operatori, stakeholder, opinion leader e ricercatori come il Festival dell’Energia. Essendo il tema dell’energia calato tanto nella quotidianità delle persone, quanto nelle decisioni macroeconomiche a livello mondiale, ciò spiega il successo di pubblico: i cittadini vogliono sapere cosa succede e perché al petrolio, e quali sono gli step che ci separano ancora dalla inevitabile rivoluzione energetica basata sulle fonti rinnovabili. Dal ruolo dell’Italia nell’ambito delle analisi geopolitiche alla situazione del mercato energetico nazionale, è emerso inevitabilmente dal Festival un ‘convitato di pietra’: il ruolo del Ministero dello Sviluppo economico, col neo ministro Calenda. In materia di energia i dossier sulla scrivania del ministro sono molti: non solo il futuro delle rinnovabili, lo sblocco della filiera del biometano e delle iniziative di efficienza energetica nell’edilizia e nei trasporti, ma anche il ruolo da assegnare agli idrocarburi sul territorio nazionale. L’auspicio è che Calenda imprima un’accelerazione, la politica energetica è driver fondamentale del sistema Paese“, dichiara Francesco Ferrante, vicepresidente di Kyoto Club e amministratore di GMI.

Oltre 90 relatori, circa 15 tra tavole rotonde e dibattiti e più di 65.000 contatti, tra presenze fisiche e online: questi i numeri del Festival dell’Energia, che ha portato l’energia nel cuore della Milano più innovativa, tra l’UniCredit Pavilion e la Fondazione Catella. La manifestazione si conferma, così, come aggregatore di esperienze, opinioni, visioni e progetti, che il grande pubblico e la community degli addetti ai lavori hanno condiviso sulla base di un linguaggio finalmente chiaro e semplice.

Per ripercorrere i contenuti della manifestazione, è possibile visitare il sito www.festivaldellenergia.it o collegarsi con i profili Facebook e Twitter (#FestivalEnergia).

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