Il primo impianto per la produzione di biometano dalla “differenziata” Basato su biosip, processo a “impatto zero” brevetto to da Agatos, riceve l’autorizzazione unica. Il nuovo impianto ha un valore di circa euro 15 mln

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L’innovativo processo rappresenta un sistema
a basso impatto ambientale per l’integrale valorizzazione delle tonnellate di frazione organica rifiuti solidi urbani (FORSU) da raccolta differenziata attualmente destinate alla discarica e all’incenerimento
Milano, 11 settembre 2017 – Agatos SpA, la holding del gruppo specializzato nella realizzazione chiavi in mano di impianti di energia rinnovabile, co-generazione e efficientamento energetico, annuncia che la Città Metropolitana di Milano ai sensi del D.lgs 387/03 ha emesso l’Autorizzazione Unica dirigenziale per la costruzione e la messa in esercizio in provincia di Milano del primo impianto di produzione di biometano da FORSU che impiega BIOSIP, il processo per la valorizzazione integrale della FORSU sviluppato, brevettato e ingegnerizzato da Agatos.
Valutato per la sua portata innovativa negli aspetti tecnici dalla Città Metropolitana di Milano con il sostegno della Regione Lombardia, BIOSIP prevede l’impiego di tecnologie collaudate e con bassissimo impatto ambientale nella produzione di biometano, che è incentivato dal GSE come energia rinnovabile, e destinato a qualsiasi tipo di utilizzo, compreso quello di alimentare la rete di gas cittadino. Indipendentemente dalla composizione della FORSU ricevuta, il processo BIOSIP garantisce assenza di rifiuti, emissioni e odori.
Agatos ha sviluppato con risorse interne tutti i progetti e l’engineering sottostante l’Autorizzazione Unica. L’impianto autorizzato è immediatamente cantierabile, si estenderà su una superficie di circa 12.000 metri quadrati e trasformerà fino a 35.000 tonnellate di FORSU all’anno in biometano per alimentare la rete gas urbana, acqua distillata e combustibile solido secondario. Ad Agatos Energia sarà affidato l’incarico esclusivo di implementazione del progetto: sarà cioè l’EPC responsabile della realizzazione chiavi – in – mano dell’impianto e della gestione e manutenzione (O&M) una volta collaudato. Il progetto autorizzato è già dotato di contratti di conferimento FORSU. Il valore dell’impianto è di circa Euro 15mn. Si prevede che l’inizio dei lavori avverrà entro la fine del 2017 e il collaudo entro la fine del 2018.
L’utilizzo di sistemi alternativi alla termovalorizzazione, quali BIOSIP, nello smaltimento dei rifiuti solidi urbani è incoraggiato a livello Europeo. Nel 2017, nella Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sul ruolo della termovalorizzazione nell’economia circolare, il Comitato economico e sociale europeo fa le seguenti considerazioni: “Il fatto che in certi Stati membri vi sia un elevato numero di inceneritori non è coerente con il conseguimento degli obiettivi di riciclaggio più ambiziosi proposti nel piano d’azione per l’economia circolare1. La sfida è quella di aiutare questi Stati membri a realizzare la transizione dalla dipendenza dall’incenerimento a un’ampia gamma di soluzioni di gestione dei rifiuti, attraverso elementi propri di una politica basata su incentivi e pressioni, tra cui:
• l’introduzione di imposte;
• la graduale eliminazione dei regimi di sostegno;
1 Comunicazione della Commissione europea L’anello mancante – Piano d’azione dell’Unione europea per l’economia circolare, COM(2017) 34 final,.
• l’introduzione di una moratoria sui nuovi impianti e lo smantellamento di quelli più vecchi.
Il biogas offre delle opportunità su molti fronti a livello dell’UE, in riferimento alla creazione di posti di lavoro, alla riduzione delle emissioni, al miglioramento della sicurezza di approvvigionamento del combustibile e altro. La biodigestione per la produzione di biometano per gli autoveicoli è in linea con l’accordo di Parigi. Una recente valutazione della Commissione2 mostra che la produzione di biogas nell’Unione europea potrebbe almeno raddoppiare e forse triplicare entro il 2030 rispetto ai livelli attuali. Sono necessari un cambiamento dei comportamenti e una trasformazione sul piano culturale, che si possono realizzare attraverso attività educative a tutti i livelli della società.”
Solo guardando all’Italia, il mercato potenziale per BIOSIP è molto importante. L’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA) stima che nel 2015 la produzione nazionale dei rifiuti urbani è stata pari a circa 29,5 milioni di tonnellate, di cui 14 milioni dalla raccolta differenziata. Delle 14 milioni di tonnellate di FORSU prodotte annualmente in tutto il territorio nazionale, il 25% viene smaltito in discarica e il 20% tramite incenerimento, soluzioni di smaltimento attualmente obsolete e dannose per il territorio; solo il 18% dei rifiuti organici viene oggi destinato ai vari trattamenti “biologici”. Il processo BIOSIP, trattamento biologico a “impatto zero”, potrebbe rappresentare pertanto un’alternativa efficace per le oltre 6 milioni di tonnellate attualmente destinate alla discarica e all’incenerimento. La sola Provincia di Milano produce annualmente 1.5 milioni di tonnellate di rifiuti, di questi 225.150 tonnellate sono rifiuti organici. Attualmente, le strutture esistenti riescono a gestirne solo meno della metà (43%).
“Ormai da anni, le normative comunitarie sono orientate alla riduzione dei rifiuti destinati alla discarica e alla termovalorizzazione, in particolare quelli di origine organica. Il progetto autorizzato in provincia di Milano è immediatamente cantierabile ed è una risposta concreta e a bassissimo impatto al problema dello smaltimento dei rifiuti della zona. Stiamo già lavorando per autorizzare progetti simili sia in Italia che all’estero – commenta Michele Positano, Amministratore Delegato di Agatos Spa. “Siamo fieri del traguardo raggiunto in quanto l’autorizzazione è il frutto delle competenze di engineering e innovazione interne alla nostra azienda e del lungo impegno di Agatos nello sviluppo di soluzioni tecnologicamente all’avanguardia nel campo delle energie rinnovabili. Auspico che questa autorizzazione possa rappresentare un primo importante passo verso la risoluzione del problema dei rifiuti urbani in Italia.”