Nuova luce alla Cupola della Sacra Sindone del Guarini grazie a PERFORMANCE iN LIGHTING e IREN ENERGIA in collaborazione con GMS studio associato di Milano

Tecnologia e innovazione al servizio di un capolavoro inestimabile

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19 novembre 2018 – Il 27 settembre 2018 è stata riaperta al pubblico, dopo il tragico incendio del 1997, la Cappella della Sindone presso i Musei Reali di Torino: è ora possibile ammirare nuovamente l’opera architettonica del celebre architetto, teologo, filosofo e matematico Guarino Guarini. La cupola della Cappella è stata completata nel 1682, una spettacolare architettura diafana con sei livelli di archi sovrapposti, ruotati gli uni rispetto agli altri, che si riducono man mano che salgono a convergere nella stella/sole in pietra, al cui centro spicca la colomba dello Spirito Santo. Un magnifico esempio e icona dell’architettura barocca che riflette in maniera unica il pensiero teologico cristiano del tempo.

Il grande cantiere architettonico e strutturale è giunto al termine dopo un intervento che ha riguardato l’intero edificio, con la sostituzione di oltre 1400 elementi di marmo provenienti dalle medesime cave dell’epoca, il consolidamento e l’integrazione materica di 4000 componenti, l’inserimento di nuove catene in acciaio inox a supporto di quelle storiche, il consolidamento delle murature, il rifacimento delle coperture e dei serramenti e, in ultimo, l’inserimento degli impianti di illuminazione, di sicurezza e speciali. Un cantiere unico al mondo, che testimonia l’eccellenza e la capacità italiana nel reagire ad un evento disastroso attraverso la ricerca, la progettazione, l’impegno congiunto di competenze diversificate e l’unione di risorse pubbliche e private.

I protagonisti indiscussi di questo scenario sono l’architettura e le luci, sui quali è stato creato un progetto formidabile per ridare vita a questo pezzo di storia. La luce, diviene dunque un elemento di rinascita che incarna appieno il linguaggio architettonico del Guarini, reso al meglio da una storia ventennale fatta di studi, progetti e lavori di persone che a vario titolo hanno contribuito alla rinascita dalle ceneri di un monumento unico.

Il progetto di illuminazione interna ed esterna della cappella è stato pensato, realizzato e sponsorizzato unitamente da IREN ENERGIA e PERFORMANCE iN LIGHTING con la consulenza di GMS Studio Associato di Milano. Un lavoro particolarmente complesso e sfidante, avente come scopo quello di creare un’illuminazione artificiale diffusa che rappresentasse al meglio l’idea progettuale originaria.

Il progetto prevede che le fonti di luce artificiale rimangano completamente nascoste alla vista del visitatore, rendendo la luce e l’architettura le uniche protagoniste, dando vita ad un effetto luminoso che ricerca quella elevazione verso l’Altissimo, a cui tendeva lo stesso Guarini, quale principio fondativo e connotativo dell’intervento. L’illuminazione artificiale, come quella naturale, assume una funzione caratterizzante lo spazio e soprattutto contribuisce all’esaltazione dell’architettura guariniana.

L’architetto Marco Montani, partner dello studio GMS di Milano interviene: “Collocare gli apparecchi in modo non visibile allo spettatore è stato il criterio ispiratore per ottenere una soluzione illuminotecnica che enfatizzasse le linee di costruzione definite originariamente  per la Cappella, direzionando il flusso in modo degradante verso l’alto. Grande attenzione è stata posta al fatto che si tratti di una cupola singola che si staglia in un cielo aperto, senza costruzioni nell’intorno; il tutto per impedire una eccessiva dispersione nell’area circostante. Il coinvolgimento di Iren Energia è stato fondamentale non solo per il forte valore nei servizi di gestione, ma anche per la grande esperienza per quanto riguarda l’installazione di impianti su manufatti storici della città. Inoltre, la collaborazione con PERFORMANCE iN LIGHTING è stata determinante in quanto ha permesso la scelta ottimale degli apparecchi di illuminazione che, in taluni casi, hanno subìto modifiche a seconda delle specifiche esigenze di progetto”.

IL PROGETTO ILLUMINOTECNICO

Ogni postazione è connotata dalla presenza di apparecchi con caratteristiche fotometriche peculiari alla specifica funzione. In generale, salendo dal basso verso l’alto, i valori di illuminamento delle superfici aumentano, evidenziando la percezione del percorso ascensionale dalle tenebre alla luce.

Di seguito si descrivono in dettaglio le specifiche funzioni previste per singola zona:

1.        L’illuminazione dagli “occhi” è funzionale per mettere in evidenza l’intradosso degli occhi e il bacino tronco. L’illuminazione artificiale “diffusa” proveniente dall’esterno vuole porsi in continuità con il linguaggio architettonico della cappella del Guarini.

2.        Sul piano di calpestio del loggiato, in corrispondenza dei finestroni del tamburo, sono installate due tipologie differenti di apparecchi di illuminazione, in base alle specifiche funzioni a cui sono destinati. La luce che proviene da questi apparecchi (completamente nascosti alla vista) si irradia sull’imbotte degli archi del loggiato e sulle superfici del tamburo cercando di proporre una continuità di linguaggio rispetto ai concetti espressi dai volumi architettonici.

3.        Al di sopra delle cornici alla base delle arcate del loggiato sono stati inseriti gli apparecchi lineari che hanno la specifica funzione di illuminare a proiezione l’interno della cupola con l’intento di proporre la lettura dei giochi di volumi pensati dal Guarini.

4.        Sull’estradosso della stella sono installati gli apparecchi destinati a illuminare la parte sommitale interna della lanterna. In quest’area si hanno i valori di illuminamento più elevati, rendendola, di fatto, l’area più illuminata della cupola. Parallelamente si è previsto l’uso di sorgenti luminose a LED con temperature di colore calde, con TTC pari a 3000 K che differisce volutamente dalle sorgenti LED a 4000 K utilizzate per tutti gli altri apparecchi. Anche questa differenza di temperatura di colore contribuisce alla percezione della parte sommitale interna della lanterna quale elemento generatore dell’illuminazione “divina”.

5.        Alla base della cupola, sopra il manto di copertura, sono stati installati gli apparecchi dedicati all’illuminazione della stessa e della base della lanterna.  Per ogni “spicchio” della cupola vi sono due apparecchi di cui uno caratterizzato da luce a LED bianca calda 3000 K e l’altro a luce a LED colorata RGBW (Red Green Blue White). La miscellanea degli apparecchi garantisce un sapiente gioco di luci e ombre in grado di rendere evidente la struttura ad archi che compone la cupola.

6.        Completano la proposta gli apparecchi posti a quota +50m circa. Tali apparecchi sono funzionali alla riduzione delle ombre riportate sulla base della punta della lanterna evidenziando la struttura e gli elementi decorativi.

Tutti gli apparecchi di illuminazione sono equipaggiati con driver digitali con protocollo DALI (nel caso degli apparecchi a luce bianca) o DMX (nel caso degli apparecchi cambiacolore). Grazie all’uso di questi sistemi di controllo digitali si determina l’estrema flessibilità dell’impianto di illuminazione nel ricreare diversificati aspetti luminosi scenografici e suggestivi. Tale soluzione diventa indispensabile per l’illuminazione della cappella, che di volta in volta potrà valorizzare i caratteri connotativi della propria immagine in relazione agli eventi che in essa si svolgeranno.

Dati riassuntivi dell’impianto:

In totale è prevista l’installazione di n.66 corpi illuminanti, per una potenza totale installata di 3.43 KW.

Di seguito gli assorbimenti totali reali secondo i differenti scenari:

  • Scenario celebrazione, assorbimento massimo totale (con utilizzo degli RGBW): 2.83 kW
  • Scenario quotidiano, assorbimento totale quotidiano (senza RGBW – solo luce bianca):1.93 kW
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