L’oli de Milan

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10 novembre 2014 – Lunedì 17 novembre, alle ore 11.00, presso l’Orto Botanico Città Studi del Dipartimento di Tecnobiologie (via Valvassori Peroni) si terrà la prima giornata della settimana che conclude la grande iniziativa AMICOULIVO promosso da ATA, associazione che da anni si occupa di proporre nelle scuole di tutta Italia progetti didattici per avvicinare gli alunni di elementari e medie al mondo degli animali e della natura, e dal Consiglio di Zona 3 del Comune di Milano nell’ambito del più grande progetto OLIVETO DELLE RADICI. Centinaia di bambini provenienti dalle scuole elementari di Milano si incontreranno per partecipare dal vivo al processo di produzione che si nasconde dietro a una bottiglia d’olio, dalla frangitura delle olive, all’imbottigliamento fino all’etichettatura con etichette disegnate da loro stessi!

Le olive utilizzate per la produzione del primo Oli de Milan provengono dalla Puglia, precisamente da oliveti sulle rive del Lago di Varano nel Gargano, una parte e un’altra dalla preziosa qualità Peranzana di Torre Maggiore: un gemellaggio tra nord e sud che intende anche attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sul problema dell’epidemia di Xylella fastidiosa che sta mettendo in serio pericolo le piantagioni di ulivi secolari in Puglia.

L’evento vanta il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari Forestali e della Regione Lombardia Assessorato Istruzione Formazione Lavoro.

Le classi partecipanti al progetto riceveranno in dono un ulivo in vaso da tenere a scuola,e un ulivo in adozione a distanza e 5 litri di olio per 5 anni offerti dalla Federazione Italiana Shorinji Kempo. Dopo aver studiato in classe cos’è l’olio, come si prepara e quali qualità meravigliose può avere, oltre condire l’insalata, gli alunni impareranno ciò che hanno studiato sul campo: a partire dal 17 novembre 61 classi elementari si recheranno all’Orto Botanico dove, con l’assistenza degli studenti delle classi seconde dell’“Amerigo Vespucci”, Istituto Professionale Servizi per L’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera, in qualità di tutor, i bambini potranno assistere e partecipare alla frangitura delle olive per la produzione dell’olio, gustare bruschette preparate con l’olio prodotto e, se vogliono, prepararle. L’evento sarà ripreso da teleoperatori, giornalisti e fotografi e vi parteciperanno numerose personalità.

Chiunque può partecipare al progetto OLIVETO DELLE RADICI, di cui Amicoulivo è solo una parte. A tutti i cittadini singolarmente o nelle loro forme aggregative è infatti rivolta l’iniziativa ADOTTA UN ULIVO. Vengono messi in adozione a distanza i primi 100 ulivi che rappresentano il nucleo nascente dell’Oliveto delle Radici. Ad oggi ne sono stati adottati già 20. Sono tante le occasioni per fare un regalo dal valore simbolico – e non solo – legato al concetto di radici. Un matrimonio, per esempio; la nascita di un figlio; in ricordo di qualcuno che ci è stato particolarmente caro e non c’è più. O più semplicemente il desiderio di avere una pianta che resti oltre la nostra esistenza. Gli ulivi ci sopravvivono. Un modo, tra l’altro, di porre fine allo scempio dell’espianto di meravigliosi esemplari, costretti a viaggiare e a essere collocati in luoghi dove troveranno estreme difficoltà ad attecchire e che non gli appartengono. Tutto ciò che è, tra l’altro, contrario al concetto stesso di ‘radici’. L’adozione prevede la cartellinatura della pianta prescelta, con nome e cognome dell’adottante o della persona cui la si vuole dedicare, la manutenzione della pianta, la foto e l’ubicazione territoriale GPS della stessa – visionabile via web o anche in loco per chi lo desiderasse -, 5 litri di olio extravergine di oliva ricavati dalla pianta per la durata di 5 anni (costi di spedizione a parte) per coloro che rientreranno nei primi 100 adottanti. Allo scadere dei 5 anni sarà possibile, per chi lo desidererà, rinnovare l’adozione della pianta stessa o passarla a nuovo adottante. L’ulivo in ogni caso, conserverà per sempre la targa e la memoria del suo primo benefattore e sarà accatastata con tali riferimenti. La quota di adozione è utilizzata per il recupero degli ulivi e degli uliveti abbandonati e ogni operazione d’intervento sul territorio e sulle piante avviene nell’assoluto rispetto dei principi naturali e biologici, per preservare intatto il patrimonio che il progetto pone sotto la propria tutela.

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