A Ecomondo MinAmbiente e IFC presentano le opportunità di investimento per il clima nei paesi emergenti

Uno studio IFC rileva che l’Accordo di Parigi ha contribuito ad aprire 23 mila miliardi di dollari di opportunità di investimento a favore del clima in 21 mercati emergenti

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Rimini, 9 novembre 2018 – Per la prima volta a Ecomondo il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, e IFC, membro del Gruppo Banca Mondiale, hanno organizzato un evento congiunto incentrato sulle tendenze del clima e sulle opportunità di investimento del settore privato in Medio Oriente, Nord Africa e Africa sub-sahariana. L’evento, che ha visto la partecipazione di rappresentanti del settore privato italiano e internazionale e di altri stakeholder, ha illustrato un’ampia gamma di opportunità di investimento per il clima in diversi settori.

In un recente rapporto di IFC, basato sugli impegni nazionali in materia di cambiamenti climatici e sulle politiche di sviluppo di 21 economie dei mercati emergenti, l’organizzazione stima che l’Accordo di Parigi presenti circa 23mila miliardi di dollari in opportunità di investimenti green  nei Paesi emergenti entro il 2030.

In Medio Oriente e Nord Africa, per esempio, il totale del potenziale degli investimenti per Egitto, Giordania e Marocco è stimato in 265 miliardi di dollari, di cui oltre un terzo per la generazione di energia da fonti rinnovabili, mentre il 55% (146 miliardi di dollari) è destinato a edifici intelligenti ed eco-efficienti, trasporti e soluzioni per la gestione dei rifiuti.

Affrontare il cambiamento climatico è una priorità strategica per IFC, che nel 2018 ha investito e mobilizzato 8,4 miliardi di dollari in progetti a favore del clima a livello globale (3,9 miliardi di dollari in investimenti intelligenti per il clima e ulteriori 4,5 miliardi dollari nella mobilitazione di risorse esterne), ovvero il 36% degli investimenti e mobilitazione di IFC.

Sufyan Al Issa, Responsabile regionale delle operazioni IFC in Medio Oriente e Nord Africa, ha detto: “L’Italia sta giocando un ruolo importante nell’affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici in Medio Oriente e Nord Africa, tra le altre regioni. L’Italia è un partner strategico per lo sviluppo di IFC in una serie di aree prioritarie, inclusa quella legata al clima.

IFC ha, inoltre, una relazione di lunga data con multinazionali italiane e società di medie dimensioni con le quali ha co-investito nei mercati emergenti a livello globale. L’evento, organizzato a Ecomondo in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, ha rappresentato la cornice ideale per discutere le tendenze del clima e le opportunità di investimento nei mercati emergenti”.

“La base imprenditoriale italiana è stata storicamente composta da una forte aggregazione di piccole e medie imprese, con anche alcune grandi realtà internazionali in settori specifici. È prioritario per IFC operare come catalizzatore nei mercati emergenti, contribuendo alla creazione di nuove opportunità di investimento per le aziende italiane in questi mercati, consentendo loro di investire a livello internazionale in progetti sostenibili”, hanno spiegato Gherardo Vivarelli e Gabriella Rossi Crespi dell’AT SOGESID, società in-house del Ministero dell’Ambiente. “È fondamentale creare un luogo di incontro in cui IFC possa sensibilizzare il settore privato italiano alle opportunità di investimento nei mercati emergenti, fornendo supporto, esperienza e conoscenza finanziaria per creare la struttura più adatta per ogni progetto. Allo stesso modo è importante che le società italiane siano messe in condizione di poter valutare al meglio le opportunità di investimento, i rischi e i benefici per diversificare il proprio portafoglio di iniziative”.

Il Ministero dell’Ambiente collabora con IFC da molti anni, contribuendo alla realizzazione di iniziative della Banca Mondiale dedicate ai cambiamenti climatici e allo sviluppo sostenibile. Tra questi il Programma di accesso all’energia pulita attraverso il quale il Ministero sostiene Lighting Global, una piattaforma messa in atto con IFC, che mira a stimolare la crescita sostenibile nel mercato solare off-grid e all’accesso all’energia nei mercati emergenti africani. Nell’ambito di questa iniziativa, il Ministero ha anche recentemente aggiunto un programma mirato specificamente alla realizzazione su scala delle soluzioni energetiche off-grid attraverso partenariati pubblico-privato (PPP) come meccanismo per rendere bancabili tali progetti.

Tra i progetti per contrastare i cambiamenti climatici finanziati da IFC nel 2018 ci sono anche quelli realizzati con sponsor italiani. IFC si è impegnata a finanziare tre progetti con la società italiana Enerray, controllata di Seci Energia (Gruppo Industriale Maccaferri) nell’ambito del programma IFC Nubian Suns Feed-in-Tariff Financing. Il programma prevede la costruzione di 13 progetti solari fotovoltaici in Egitto con una capacità totale di 752 MW, rappresentando il più grande pacchetto di finanziamenti del settore privato per un impianto solare nella regione MENA. Gli impianti rientreranno all’interno del parco solare di Benban che, una volta completato, sarà la più grande installazione solare del mondo. Si prevede che l’investimento di IFC fornirà energia a basso costo e sostenibile a oltre 300mila clienti residenziali e creerà fino a 5mila posti di lavoro durante la costruzione. Il progetto contribuirà inoltre alla trasformazione del comparto energetico egiziano verso un sistema a minor impatto ambientale, aiutando il paese a soddisfare la crescente domanda di energia con fonti rinnovabili.

IFC è un partner attivo di affermate multinazionali italiane e di medie imprese interessate a investire nei mercati emergenti. A giugno 2018 gli investimenti a lungo termine di IFC con aziende italiane ammontavano a 1,4 miliardi di dollari, distribuiti per il 60% nel settore finanziario, per il 22% nell’industria manifatturiera, nell’agribusiness e nei servizi, e per il 18% nel comparto delle infrastrutture. Dal punto di vista della distribuzione geografica, gli investimenti di IFC realizzati con aziende italiane si sviluppano soprattutto in tre aree di riferimento: 39% in Europa e Asia Centrale, 25% in Medio Oriente e Nord Africa, e 14% in America Latina e nei Caraibi.

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