Il mondo si sta dirigendo in modo verso il superamento del limite di riscaldamento del clima di 1.5°C già nei primi anni del 2030 a causa dell’insufficiente azione degli anni recenti. Questo significa che il Pianeta affronterà un periodo di overshoot dell’obiettivo chiave dell’Accordo di Parigi. Il rapporto Rescuing 1.5°C: New evidence on the highest possible ambition to deliver the Paris Agreement, pubblicato da Climate Analytics, evidenzia come questa possibilità sia una conseguenza diretta del fallimento politico nel tagliare le emissioni tra il 2020 e il 2025.
Secondo lo scenario di massima ambizione possibile (Hpa – Highest Possible Ambition), elaborato dagli autori del documento, si prevede che le temperature globali eccederanno la soglia di 1.5°C per circa 40 anni. Il picco di riscaldamento è stimato a circa 1.7°C intorno al 2040. Tale picco risulta 0.1°C più alto e la durata del superamento circa un decennio più lunga rispetto ai precedenti scenari compatibili con 1.5°C dell’Ipcc. Nonostante ciò, il rapporto afferma che è ancora possibile riportare il riscaldamento ben al di sotto della soglia limite entro il 2100, con le temperature che si stabilizzerebbero a circa 1.2°C, mantenendo così in vita l’obiettivo finale di Parigi.
Piano d’azione per il clima: net zero anticipato
Per limitare l’entità e la durata del superamento, lo scenario Hpa delinea una tabella di marcia estremamente accelerata per la riduzione delle emissioni globali di gas serra. Sebbene l’azione inizi con un ritardo di cinque anni (partendo dal 2025 anziché dal 2020 come ipotizzato negli scenari Ipcc AR6), lo scenario del rapporto prevede di recuperare il tempo perduto grazie a una trasformazione sistemica radicale.
- Le emissioni nette di CO2 devono essere azzerate a livello globale prima del 2050, precisamente intorno al 2045.
- Le emissioni nette totali di gas serra devono raggiungere lo zero all’inizio degli anni 2060. Questo traguardo viene raggiunto circa dieci anni prima rispetto alla mediana degli scenari Ipcc AR6.
Le tappe intermedie per la riduzione delle emissioni globali, rispetto ai livelli del 2019, mostrano la necessità di un’accelerazione sostenuta negli anni ’30:
- 2030: riduzione del 17% (contro il 41% previsto dagli scenari AR6).
- 2035: riduzione del 49% (contro il 56% previsto dagli scenari AR6).
- 2040: riduzione del 73% (superando la mediana AR6 del 66%).
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Salvare obiettivo 1,5°C: quattro leve della transizione energetica
Il rapporto identifica quattro leve fondamentali che devono essere azionate in parallelo per minimizzare l’overshoot e mantenere l’obiettivo di Parigi a portata di mano:
- elettrificazione diffusa alimentata da energie rinnovabili;
- una più rapida eliminazione graduale dei combustibili fossili;
- rimozione di anidride carbonica su scala commerciale;
- azione più rapida sul metano.
L’elettrificazione rinnovabile è il pilastro centrale della transizione, essendo l’opzione, come indica il rapporto, che supera significativamente tutte le altre per costo, scalabilità ed efficienza energetica.
Nello scenario Hpa, l’elettricità fornirà direttamente oltre due terzi della domanda finale di energia entro il 2050. La generazione globale di elettricità è prevista in aumento di quasi quattro volte entro il 2050, con l’eolico e il solare che forniranno oltre il 90% della domanda di elettricità. La capacità rinnovabile dovrà crescere di 3,5 volte entro il 2030, in linea con l’obiettivo globale concordato alla Cop28.
Questa rapida diffusione spinge i combustibili fossili fuori dal sistema energetico a un ritmo e una scala accelerati. Il consumo di tutti i combustibili fossili deve raggiungere immediatamente il picco e diminuire rapidamente: carbone (eliminato di fatto entro gli anni 2040); gas (eliminato negli anni 2050); petrolio (eliminato negli anni 2060).
Le economie avanzate sono chiamate a farsi carico della leadership, raggiungendo un’economia priva di combustibili fossili entro la metà del secolo (pre-2050). L’intera economia globale sarà fossil-free entro il 2070. È cruciale notare che la cattura e lo stoccaggio del carbonio (Ccs) applicata ai combustibili fossili giocherà un ruolo trascurabile in questa transizione, data la superiorità dell’elettrificazione e di altre opzioni a zero emissioni.
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Il ruolo cruciale della rimozione di carbonio e del metano
Una volta superata la soglia di 1.5°C, il solo abbandono dei combustibili fossili non è sufficiente per abbassare le temperature, ma può solo arrestarne l’aumento. Per invertire la rotta termica, sono essenziali una profonda riduzione delle emissioni non CO2 e la rimozione attiva di anidride carbonica dall’atmosfera.
Lo scenario Hpa prevede una rapida escalation delle tecnologie di rimozione di CO2 (Cdr) a partire dagli anni 2030. Le rimozioni ingegneristiche dovranno raggiungere oltre 5 GtCO2 all’anno entro il 2050. Il cumulo di CO2 rimosso guiderà un raffreddamento di circa 0,23°C rispetto ai livelli di picco entro il 2100. La Cdr è complementare e non sostitutiva dell’eliminazione dei combustibili fossili.
Infine, un’azione rapida sul metano è fondamentale per ridurre i picchi di temperatura. Il metano, gas serra potente e di breve durata, dovrà vedere una riduzione di circa il 20% entro il 2030 e del 32% entro il 2035 (rispetto ai livelli del 2020). Tali riduzioni sono guidate in particolare dal settore dell’estrazione di combustibili fossili.
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