Rinnovabili al 40,9%: record fotovoltaico a settembre 2025

Focus sui dati Terna

I dati diffusi da Terna mettono in luce un segnale positivo e significativo per la transizione energetica italiana: a settembre 2025, le fonti rinnovabili hanno coperto il 40,9% della domanda elettrica nazionale. Un incremento tangibile rispetto al 39,4% registrato nello stesso mese del 2024. A guidare questa performance è il fotovoltaico, che ha fatto registrare un eccezionale aumento del +30,7% nella sua produzione.

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Foto di Markus Spiske su Unsplash.

Questo boom è stato alimentato sia dal maggiore irraggiamento solare (+426 GWh) sia dall’aumento della capacità installata (+556 GWh), evidenziando l’efficacia degli investimenti in questo settore.

La spinta delle rinnovabili: record fotovoltaico

Nonostante l’ottima prestazione del solare, altre fonti rinnovabili hanno registrato un calo: l’idroelettrico è sceso del 4,1%, l’eolico del 23,4% e il termico del 2,6%. L’unica altra fonte in crescita è stata il geotermico (+1,2%). Nel complesso, la produzione nazionale netta è stata di 22,5 miliardi di kWh, soddisfacendo l’85,3% del fabbisogno totale.

Nel mese di settembre, il fabbisogno di energia elettrica in Italia si è attestato a 26 miliardi di kWh, segnando un aumento dell’1,2% rispetto a settembre 2024. La crescita è parzialmente influenzata dalla presenza di un giorno lavorativo in più (22 contro 21), ma anche depurando l’effetto calendario e temperatura, la variazione si mantiene positiva al +0,4%. A livello territoriale, la crescita della domanda è stata diffusa, risultando positiva in tutte le aree: +1,2% al Nord, +1,3% al Centro e +1,1% al Sud e nelle Isole.

Consumi industriali: siderurgia ed edilizia brillano

Il motore della crescita della domanda è stato il settore industriale. L’indice Imcei (Indice Mensile dei Consumi Elettrici Industriali) di Terna, che monitora le aziende energivore, ha registrato un aumento del 2,9% (+2,6% la variazione rettificata). In particolare, hanno mostrato segni di forte vitalità i comparti della siderurgia, del cemento, calce e gesso, della meccanica, ceramiche e vetrarie, e dell’alimentare. In controtendenza negativa, invece, i settori della cartaria, dei metalli non ferrosi e della chimica.

Per quanto riguarda il bilancio energetico complessivo, l’Italia ha coperto il restante 14,7% del fabbisogno grazie al saldo dell’energia scambiata con l’estero. L’import netto mensile, pari a 3,8 TWh, è risultato in aumento del 5,7% rispetto a settembre 2024. Tuttavia, guardando ai primi nove mesi dell’anno (gennaio-settembre), l’import netto è in netta diminuzione, scendendo dell’8,9% rispetto al 2024. Questo dato si inserisce in un contesto dove, sul periodo gennaio-settembre 2025, il fabbisogno nazionale complessivo è in diminuzione dell’1,2% rispetto all’anno precedente.

Settore terziario in flessione: dati dell’indice Imser

L’indice Imser (Indice Mensile dei Servizi), che Terna pubblica in differita di due mesi, ha mostrato nel mese di luglio 2025 una variazione tendenziale negativa del 5%. Tutte le classi di attività del terziario hanno registrato una diminuzione dei consumi rispetto a luglio 2024, ad eccezione delle attività professionali, scientifiche e tecniche, e del comparto informazione e comunicazione. Da gennaio a settembre 2025 la capacità rinnovabile in esercizio è aumentata di 4.476 MW (di cui 4.078 MW di fotovoltaico).

Negli ultimi dodici mesi, la capacità installata di fotovoltaico ed eolico è aumentata di 6.576 MW (+13,7%), raggiungendo i 54.542 MW complessivi. Al 30 settembre 2025 si registrano in Italia 17.417 MWh di capacità di accumulo (valore in aumento del 49,3% rispetto allo stesso mese del 2024), che corrispondono a 7.069 MW di potenza nominale, per circa 849.000 sistemi di accumulo. Nel dettaglio, da gennaio a settembre la capacità di impianti utility scale è aumentata di 2.794 MWh, che corrispondono a 709,1 MW di potenza nominale.

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