Il piano di risanamento ambientale per la Terra dei Fuochi accelera. Il Governo ha annunciato lo stanziamento di ulteriori 200 milioni di euro destinati a interventi massicci di rimozione dei rifiuti, caratterizzazione dei siti e bonifiche integrali dei territori colpiti dagli sversamenti illeciti.

L’annuncio è arrivato durante il sopralluogo ad Afragola e Casoria del Viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Vannia Gava, accompagnata dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. La visita ha segnato ufficialmente l’avvio delle operazioni previste dal cronoprogramma governativo per il risanamento dell’area.
Oltre la repressione: il ruolo della prevenzione tecnologica
Se da un lato il decreto-legge 116/2025 ha già portato a un sensibile incremento dei sequestri e delle attività di contrasto alla criminalità ambientale, il Governo punta ora a una strategia di “presidio costante”.
Per evitare che le aree appena bonificate tornino a essere discariche abusive, il piano prevede:
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Control room interforze: un centro di coordinamento per la gestione dei flussi informativi.
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Monitoraggio hi-tech: implementazione di reti di telecamere intelligenti nelle zone critiche.
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Riqualificazione territoriale: interventi urbanistici per restituire dignità ai suoli risanati.
“Fondamentale sarà il lavoro di prevenzione attraverso telecamere e control room per monitorare le aree bonificate ed evitare nuovi sversamenti”, ha sottolineato Vannia Gava.
Educazione ambientale e riconoscimento europeo
Un passaggio chiave del discorso del Viceministro ha riguardato il cambio di paradigma culturale. Accanto alle misure repressive, Gava ha ribadito la necessità di investire nelle nuove generazioni: “È necessario rafforzare l’educazione ambientale, a partire dai più giovani, per incidere in modo strutturale sui comportamenti”.
Il lavoro svolto finora ha trovato eco anche oltre i confini nazionali. Il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ha espresso apprezzamento per i progressi italiani, riconoscendo l’efficacia del modello di coordinamento adottato per far fronte a una delle emergenze ambientali più complesse del continente.
Prossimi passi: il tavolo interministeriale
La strategia non si ferma alle bonifiche. È già in programma un vertice tecnico tra il Ministero dell’Ambiente, l’Interno e l’Economia (MEF). L’obiettivo della riunione sarà duplice: da un lato blindare i controlli sul territorio attraverso il potenziamento delle forze in campo, dall’altro sbloccare i fondi necessari per i nuovi progetti di riqualificazione sociale ed economica dei comuni interessati dal Piano.
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