L’Italia ha compiuto un passo positivo e puntuale nell’attuazione del Regolamento UE 2024/1787 sulla riduzione delle emissioni di metano. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato sul proprio sito le relazioni che quantificano le emissioni, documenti richiesti alle aziende del settore energetico. Tuttavia, secondo l’associazione Amici della Terra onlus, questa significativa premessa di impegno e competenza rischia di scontrarsi con un ritardo nella nomina delle autorità competenti, essenziali per una gestione attiva degli adempimenti previsti dalla normativa europea.

Emissioni di metano: Mase in linea con le scadenze UE
Il lavoro degli uffici del Mase ha permesso all’Italia di rispettare la scadenza del 5 novembre per la pubblicazione di questi documenti. Lo sforzo ha coinvolto anche le imprese, che hanno dovuto presentare le loro relazioni entro il 5 agosto. Un risultato reso possibile anche grazie all’attivazione da parte del Ministero, già nel mese di maggio, di una serie di Pec funzionali dedicate agli operatori dei vari segmenti della filiera oil & gas (distribuzione, trasporto, stoccaggio gas e upstream).
Questo meccanismo ha facilitato la conformità delle aziende con le nuove disposizioni europee, evidenziando una capacità operativa del settore energetico italiano che, secondo Amici della Terra, potrebbe proiettare il Paese in un ruolo di guida a livello europeo.
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Una vasta adesione: i numeri delle relazioni pubblicate
Un primo esame della rilevantissima mole di documenti messi a disposizione dal Mase, condotto dall’associazione, mostra un’ampia partecipazione delle aziende. Sono state presentate relazioni sulla quantificazione delle emissioni di metano da ben 65 imprese nel cruciale settore della distribuzione del gas naturale. A queste si aggiungono i principali attori nei comparti del trasporto, della rigassificazione (entrambe con Snam) e dello stoccaggio (Stogit).
Nel comparto delle attività di estrazione di petrolio e gas naturale (upstream), 11 imprese hanno presentato i loro dati. Tra queste figurano nomi di player importanti. Questa dettagliata rendicontazione sottolinea la trasparenza e il livello di esperienza del settore italiano nella gestione e riduzione delle emissioni di metano.
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L’appello al Governo: sbloccare il ritardo e valorizzare le competenze
Nonostante la performance positiva del Ministero e imprese, Amici della Terra lancia un chiaro avvertimento sul rischio che questo slancio venga sprecato. L’associazione sottolinea che il Governo italiano è in ritardo dal 2 febbraio nell’individuare e nominare le autorità competenti necessarie per la gestione attiva del Regolamento UE. La mancata nomina ha già innescato una procedura di infrazione a livello comunitario.
Per risolvere la situazione e valorizzare il patrimonio di esperienza delle imprese italiane, Amici della Terra chiede con urgenza che il Governo inserisca le norme per l’attuazione del Regolamento UE 2024/1787, che risulterebbero già pronte, all’interno del prossimo Decreto Legge Energia. L’approvazione è attesa nella prossima seduta del Consiglio dei Ministri. Un’azione rapida in tal senso non solo supererebbe la procedura di infrazione, ma consentirebbe anche di capitalizzare il know-how dimostrato dalle aziende.
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