La capacità globale di energia da fonti rinnovabili è destinata a raddoppiare entro il 2030, con un aumento straordinario di 4.600 GW, un volume pari alla capacità elettrica combinata di Cina, Unione Europea e Giappone. È questa l’evidenza centrale emersa dal nuovo e approfondito rapporto dell’Iea, intitolato Renewables 2025: analysis and forecasts to 2030. Il trend è indubbiamente storico e in crescita in oltre l’80% dei Paesi del mondo.
Tuttavia, l’analisi lancia un duplice allarme: in primo luogo, questo pur robusto aumento rischia di portare la capacità a soli 2,6 volte il livello del 2022, mancando così il cruciale obiettivo di triplicare la capacità globale entro la fine del decennio, come concordato alla Cop28. In secondo luogo, la stessa industria che sta guidando questa espansione è in profonda crisi finanziaria, con i principali produttori di solare fotovoltaico e eolico che registrano perdite ingenti.
Onda d’urto del fotovoltaico: 80% di nuova capacità
Il motore incontrastato della transizione energetica globale è il solare. Il rapporto sottolinea che il fotovoltaico da solo rappresenterà quasi l’80% dell’aumento globale di capacità rinnovabile tra il 2025 e il 2030. La capacità di solare fotovoltaico è prevista in un aumento di oltre il doppio nei prossimi cinque anni, spinto da costi ridotti, procedure di autorizzazione più rapide e ampia accettazione sociale.
L’energia eolica, pur affrontando problemi di catena di approvvigionamento, costi crescenti e ritardi nei permessi, è comunque prevista in un quasi raddoppio, superando i 2.000 GW entro il 2030. La crescita dell’eolico offshore, tuttavia, ha subito una revisione al ribasso di oltre il 25% rispetto alle previsioni dell’anno scorso, a causa dell’aumento dei costi, delle sfide della catena di approvvigionamento e delle modifiche politiche negli Stati Uniti.
L’idroelettrico e le altre fonti dispacciabili, cruciali per la stabilità della rete, contribuiranno in misura marginale. L’idroelettrico è previsto in un aumento di 154 GW nel periodo, con l’accumulo con pompaggio in raddoppio, ma le fonti dispacciabili nel complesso rappresenteranno solo il 4% delle nuove aggiunte di capacità rinnovabile.
Leggi anche Rinnovabili, freno a doppia cifra: Italia a rischio obiettivi
Il divario Cop28 e l’impatto delle politiche nazionali
Nonostante l’enorme crescita, la traiettoria attuale non è sufficiente per onorare l’impegno assunto da quasi 200 Paesi a Dubai nel 2023 di triplicare la capacità rinnovabile. L’Iea indica che nello scenario accelerato – che richiede la minimizzazione delle incertezze politiche, la riduzione dei tempi di autorizzazione e maggiori investimenti in infrastrutture di rete, il mondo raggiungerebbe al massimo 2,8 volte il livello del 2022, fallendo comunque il traguardo.
Le recenti revisioni del forecast globale (ridotto del 5% per il periodo 2025-2030 rispetto al rapporto precedente) sono in gran parte attribuibili a cambiamenti normativi in due economie chiave:
- Stati Uniti: la previsione è stata rivista al ribasso di quasi il 50% a causa di diverse modifiche politiche, tra cui l’anticipo della cessazione dei crediti d’imposta federali e le restrizioni all’importazione e all’autorizzazione di progetti eolici e solari su terreni federali.
- Cina: il passaggio da tariffe fisse ad aste ha un impatto sull’economia dei progetti; tuttavia, il Paese è ancora responsabile di quasi il 60% della crescita globale di capacità rinnovabile.
Al contrario, la previsione è più positiva in altre regioni: l’India è in procinto di diventare il secondo mercato di crescita più grande, con la capacità destinata ad aumentare di 2,5 volte in cinque anni. L’Unione Europea ha visto una leggera revisione al rialzo, guidata da installazioni di solare fotovoltaico utility-scale superiori alle attese, specialmente in Germania, Spagna, Italia e Polonia.
Leggi anche Rinnovabili, investimenti globali a 330 miliardi: record a due facce
Rinnovabili e il paradosso finanziario: utili a terra per i produttori
Un’evidenza clamorosa del rapporto è il disaccoppiamento tra il boom delle installazioni e la salute finanziaria di chi produce la tecnologia. I principali produttori di moduli solari e turbine eoliche hanno registrato perdite significative.
- solare: in Cina, i prezzi dei moduli sono crollati di oltre il 60% dal 2023 a causa di un eccesso di offerta, portando i margini dei maggiori produttori a -10% e le perdite cumulative a oltre 4 miliardi di euro dall’inizio del 2024.
- eolico: i produttori di turbine eoliche al di fuori della Cina hanno registrato perdite cumulative per 1 miliardi di euro l’anno scorso.
Nonostante questo scenario, la domanda rimane robusta. Gli sviluppatori e gli acquirenti (spesso tramite Corporate Power Purchase Agreements o Ppa) continuano a beneficiare dei costi più bassi del solare. I Ppa e i contratti con le utility rappresentano ora un terzo dell’espansione globale di capacità rinnovabile fino al 2030, una quota doppia rispetto alle previsioni precedenti.
Leggi anche Energie rinnovabili in arrivo 750 milioni da Bei
Sicurezza energetica: 1,1 trilioni di risparmi sui combustibili fossili
Oltre ai benefici climatici, il rapporto quantifica l’impatto delle rinnovabili sulla sicurezza energetica e sull’economia. Dal 2010 al 2023, la capacità rinnovabile non idroelettrica aggiunta, installata in gran parte in Paesi importatori di combustibili fossili, ha generato risparmi stimati in 1,12 trilioni di euro. Senza queste aggiunte, le importazioni cumulative globali di carbone e gas naturale in questi Paesi sarebbero state superiori del 45% nel 2023. Le rinnovabili hanno permesso di evitare l’importazione di 700 milioni di tonnellate di carbone e 400 miliardi di metri cubi di gas naturale.
Sebbene l’elettricità sia il settore trainante, l’uso delle rinnovabili nei settori del riscaldamento e dei trasporti è in crescita, ma con quote ancora modeste.
- Trasporti. La quota di energia rinnovabile nel settore dei trasporti è prevista in aumento dal 4% di oggi al 6% nel 2030. Circa la metà di questa crescita deriverà dall’elettricità rinnovabile utilizzata nei veicoli elettrici, concentrata principalmente in Cina e in Europa.
- Riscaldamento. La quota di rinnovabili nel fabbisogno globale di calore è prevista in aumento dal 14% attuale al 18% entro il 2030. Il riscaldamento rinnovabile è destinato ad aumentare del 42% nei prossimi cinque anni, guidato dall’uso di elettricità rinnovabile nell’industria e negli edifici (soprattutto tramite pompe di calore) e dall’aumento della bioenergia.
In conclusione, il rapporto Iea traccia un quadro di accelerazione storica, dominato dall’inarrestabile espansione del solare fotovoltaico, che non solo spinge la transizione ma garantisce anche enormi benefici in termini di sicurezza energetica e risparmio economico. Tuttavia, la velocità attuale, pur elevatissima, non è sufficiente per raggiungere l’obiettivo climatico, a causa soprattutto di incertezze politiche e di autorizzazione. A ciò si aggiunge il paradosso finanziario dell’industria manifatturiera, una crisi di liquidità che, se non risolta, rischia di frenare proprio l’espansione che sta riscrivendo le regole del futuro energetico globale.
Leggi anche Rinnovabili una sfida strategica oltre che ambientale
Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
















