Ancora bassa la quota di rinnovabili sul totale della produzione elettrica, benché in aumento (dal 35% del 2015 al 49% del 2024), è ancora al di sotto del 63% auspicato dal PNIEC al 2030, ma è in crescita. E’ quanto evidenzia l’Electricity Market Report 2025 redatto dall’Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano, discusso oggi17 ottobre, insieme alle tante aziende partner della ricerca.
Ad esempio il Rapporto mappa 876 configurazioni di Comunità energetiche rinnovabili. Si tratta di un numero 19 volte quello di un anno fa.

Il secondo fenomeno rilevante evidenziato dai dati è l’evoluzione dei meccanismi di flessibilità globale, nella rete di trasmissione e locale nelle reti di distribuzione. Infine la diffusione dei sistemi di storage attraverso il MACSE. Già il 2024 e ancora di più il 2025 hanno mostrato una crescita negli investimenti in storage “centralizzato” e una maggiore coerenza nella copertura geografica del territorio.
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“Rimuovere alcune delle barriere e delle difficoltà oggi presenti, come la scarsa compatibilità tra i tempi lunghi necessari per costituire una CER e la scadenza di fine 2027 per richiedere la tariffa premio incentivante, potrebbe ulteriormente dare slancio a questo modello partecipato del mercato” Davide Chiaroni, vicedirettore di E&S e responsabile dello studio.
“In generale – aggiunge Vittorio Chiesa, direttore di E&S – ci sono segnali incoraggianti sull’evoluzione più prossima del mercato, che dovrà essere rinnovabile, con una quota preponderante del mix energetico complessivo decarbonizzato; partecipato, con modelli evoluti e aggregati di prosumer che generino e scambino energia; flessibile, con nuove modalità e tecnologie di stoccaggio dell’energia che compensino la crescente fetta di non programmabilità delle fonti di generazione”.
Cambiamento delle dinamiche di mercato
Il prezzo dell’elettricità resta ancora fortemente influenzato dalla generazione termoelettrica a gas. In questo il passaggio della Market Time Unit (MTU) da 1 ora a 15 minuti, scattato il 1° ottobre, rappresenta secondo l’analisi del Polimi un passo importante per rendere il mercato più capace di integrare le rinnovabili, riflettendo con maggiore precisione le dinamiche di produzione e domanda.
I volumi scambiati sul Mercato dei Servizi di Dispacciamento (MSD) nel 2024 (circa 12 TWh) e nel primo semestre del 2025 sono in linea con i valori del 2023, dunque in deciso calo rispetto ai circa 40 TWh del 2020, grazie all’introduzione di incentivi per il TSO volti a migliorare l’efficienza del dispacciamento e alla maggiore accuratezza delle previsioni di produzione e dei consumi.
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