biocarburanti eni
Fonte: Eni

Guardare al futuro e trovare soluzioni alla sfida climatica che viviamo ogni giorno sono i punti cardine del lavoro quotidiano delle grandi aziende del settore energetico.
Per Eni una delle sfide principali è quella di assicurare a tutti l’accesso efficiente e sostenibile all’energia, così da attivare il processo di transizione verso un futuro low carbon. Questo percorso verso le zero emissioni di CO2 richiede un grande dispiegamento di tecnologie e innovazioni. Qual è il settore prioritario in cui intervenire per ridurre le emissioni di anidride carbonica? La risposta è presto detta: quello dei trasporti.

La produzione di biocarburanti è centrale per Eni. L’azienda, infatti, sta testando l’uso dell’olio di ricino, grazie a progetti agricoli attivati dalla stessa società. Ha inoltre avviato molte iniziative nel continente africano con l’obiettivo di sviluppare la filiera dei biocarburanti. L’obiettivo è di promuovere differenti coltivazioni di piante resistenti al clima caldo dell’Africa, per poterne ricavare materia prima da destinare alla bioraffinazione, generando entrate dirette per gli agricoltori e creando nuove opportunità di lavoro. Va segnalato che queste coltivazioni vengono scelte e sviluppate senza togliere spazio all’agricoltura per alimentazione.

In questo contesto è fondamentale ricordare l’accordo triennale sottoscritto da Eni con l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA) per accelerare il processo di decarbonizzazione nei paesi che sono esportatori di fonti fossili, tra cui quelli del continente africano. Le iniziative promosse sono in linea con gli obiettivi strategici che l’azienda si è prefissata guardando al 2050: tra cui, l’aumento di produzione delle bio-raffinerie a 2 milioni di tonnellate entro il 2024 e a 5 milioni di tonnellate entro il 2050 e l’eliminazione dell’uso dell’olio di palma entro il 2023.

Il progetto di Eni per lo sviluppo di una bioraffineria in Kenya

Eni sta iniziando a sviluppare la filiera dei biocarburanti in Kenya con l’intento di rivoluzionare l’industria energetica del Paese e produrre un modello che sia d’esempio per altre realtà nel continente. Il Kenya, infatti, è uno dei paesi africani più attivi nella riduzione delle emissioni di CO2.

Tra i pilastri di questo progetto la conversione di una raffineria, situata a Mombasa, in una bioraffineria per produrre HVO Diesel e Saf, il carburante sostenibile per l’aviazione. Il progetto include lo sviluppo di iniziative agricole in Kenya per approvvigionare la bioraffineria, la raccolta e la raffinazione dell’olio alimentare usato e lo sviluppo di un impianto di bioetanolo e l’avanzamento delle partnership e dei finanziamenti internazionali.

Centrali per la transizione energetica del Kenya sono, infatti, le collaborazioni e il sostegno di enti internazionali quali Cassa depositi e prestiti, la Banca europea per gli investimenti, la Ifc World Bank e la Banca africana di sviluppo.

Le altre partnership internazionali: Congo, Angola, Benin, Ruanda e Mozambico

Molti i progetti che Eni sta attivando nel continente africano:

• nella Repubblica del Congo l’azienda ha recentemente firmato un accordo con il Governo per produrre olio di ricino su scala industriale, e sono già partiti diversi progetti pilota.

• In Angola, Eni, Angp e Sonangol hanno firmato un protocollo d’intesa per lo sviluppo del settore degli agro-biocarburanti, valutando lo sviluppo di coltivazioni a basso Iluc (Indirect land-use change, tasso di cambiamento della destinazione dei terreni).

• l’AD di Eni Claudio Descalzi ha incontrato il presidente del Benin, Patrice Talon, per discutere di future collaborazioni nell’ambito della valorizzazione degli scarti agricoli e la produzione di oleaginose non in contrasto con la filiera alimentare.

• L’AD di Eni ha incontrato il Presidente del Ruanda, Paul Kagame, per discutere la possibile collaborazione negli ambiti della transizione energetica e dell’economia circolare in una prospettiva regionale, valorizzando l’importante settore agricolo ruandese con progetti nella filiera agroindustriale.

• L’AD di Eni ha incontrato il presidente della Repubblica del Mozambico, Filipe Nyusi, per discutere tra i vari temi le opportunità nella filiera agro-industriale, centrate sulla valorizzazione dei rifiuti agricoli e sulla coltivazione di piante oleaginose che non impattino la produzione alimentare.

In collaborazione con Eni

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