Sostenibilità, il nuovo paradigma delle industrie ad alto impatto

Focus sui dati dell’Onterris Outlook

Il rapporto Onterris Outlook, intitolato Why environmental performance is business-critical, rivela un cambiamento epocale nel modo in cui le grandi aziende gestiscono la sostenibilità. Basato su un sondaggio condotto tra l’inverno 2025 e il 2026 su 500 decision maker senior di settori pesanti — come petrolio e gas, estrazione mineraria, manifattura chimica e gestione dei rifiuti — lo studio evidenzia che la strategia ambientale non è più un’opzione, ma un imperativo universale. Le organizzazioni coinvolte, con ricavi compresi tra circa 230 milioni di euro e oltre 4,6 miliardi di euro, hanno quasi tutte adottato una roadmap dedicata. In particolare, circa il 76% di queste aziende ha stabilito obiettivi chiari e misurabili, e il 75% dichiara di essere in linea con la tabella di marcia stabilita.

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Foto di Pramod Tiwari su Unsplash.

Oltre la conformità: una leva per la competitività

Il dato più significativo che emerge dalla ricerca è la percezione del valore della sostenibilità. Il 54% dei dirigenti intervistati considera le prestazioni ambientali come un pilastro fondamentale per la crescita e la competitività a lungo termine. Al contrario, solo una piccola minoranza, pari al 16%, vede queste attività esclusivamente come un esercizio di mitigazione del rischio o di semplice rispetto delle regole.

In Europa la fiducia è ancora più alta, con circa l’80% dei manager convinto della solidità della propria posizione. Le performance ambientali influenzano ormai direttamente la capacità di operare e competere, poiché clienti, regolatori e investitori esigono credenziali sempre più solide.

Leadership e incentivi: la sostenibilità nel portafoglio dei manager

L’integrazione dei valori ambientali nella cultura aziendale sta avvenendo attraverso una responsabilizzazione diretta dei vertici. Oltre la metà degli executive conferma che i compensi del cosiddetto C-level — ossia amministratori delegati e direttori operativi — sono ora direttamente legati al raggiungimento di indicatori chiave di prestazione (Kpi) ambientali.

Questa tendenza si estende anche ai livelli dirigenziali immediatamente inferiori. Ad esempio, in alcune aziende, le metriche relative all’intensità delle emissioni di gas serra e metano sono diventate fondamentali per il calcolo della remunerazione annua di tutti i dipendenti, dimostrando come la sostenibilità sia diventata un valore condiviso in tutta l’organizzazione.

Il ritorno economico: risparmi operativi e accesso al capitale

Essere ecologicamente responsabili conviene anche al bilancio. Molte aziende segnalano risparmi significativi derivanti da strategie ambientali proattive. Circa tre dirigenti su dieci riportano riduzioni superiori al 10% nei costi di gestione dei rifiuti, dell’energia e del trattamento dell’acqua. In Europa, i risparmi energetici sono stati particolarmente rilevanti, con il 40% degli intervistati che dichiara tagli ai costi superiori alla soglia del 10%.

Oltre all’efficienza operativa, la sostenibilità apre le porte dei mercati finanziari: nove intervistati su dieci hanno riscontrato un miglioramento dell’accesso al capitale o delle condizioni di finanziamento negli ultimi cinque anni grazie alle loro credenziali verdi.

Sostenibilità, reputazione e sfide: tra greenwashing e trasparenza dei dati

Sebbene i benefici siano tangibili, il percorso verso la sostenibilità presenta ancora degli ostacoli. La reputazione aziendale è una risorsa preziosa ma fragile: il 46% delle aziende ammette di temere lo scrutinio pubblico legato a potenziali accuse di greenwashing. Per questo motivo, sta diventando essenziale il ricorso a competenze tecniche indipendenti per garantire che i rapporti di sostenibilità siano basati su dati robusti e verificati.

Allo stesso tempo, il 60% delle società si affida a consulenti esterni per evitare il fenomeno del greenhushing, ossia la tendenza a minimizzare o tacere sui propri impegni ambientali per timore di critiche. In un mercato globale sempre più attento, la trasparenza e l’integrità dei dati sono diventate la nuova soglia minima per definire una performance di successo.

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