“Abbiamo firmato e quindi emanato un decreto End of waste molto atteso, quello sugli pneumatici fuori uso”. L’annuncio, atteso da anni dagli operatori del settore, è stato dato oggi dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa in una nota stampa. Dopo l’emanazione il 15 maggio del decreto sui prodotti assorbenti per la persona, quello sulla gomma vulcanizzata da Pfu, in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, dà una scossa alla promozione in Italia dei principi di economia circolare.

Cosa prevede il decreto Eow sugli Pfu

Il decreto, precisa la nota, coinvolge un tessuto industriale articolato e tocca 25 aziende di trattamento e utilizzatrici del granulo e del polverino di gomma riciclati. Consentirà di recuperare circa 400 mila tonnellate generate ogni anno nel mercato del ricambio e della demolizione dei veicoli in un anno.

La norma, riporta la nota, identifica le “tipologie di rifiuti ammessi alle lavorazioni negli impianti” e “individua un sistema di test e di tracciamento che garantirà qualità e sicurezza delle applicazioni realizzate con l’utilizzo del granulo e polverino dagli Pfu da parte di un numero sempre crescente di aziende specializzate“. Gli impianti di riciclo avranno la certezza di come il materiale riciclato in uscita dall’impianto sarà inquadrato, anche grazie alle Linee guida recentemente emanate dall’Snpa. Al contempo, le aziende che utilizzano granulo e polverino acquisteranno materiale certificato per qualità, caratteristiche e sicurezza.

I criteri fissati

I criteri e le condizioni specifiche che stabiliscono quando la gomma vulcanizzata derivante da PFU cessa di essere qualificata come rifiuto e diventa risorse riguardano:

  • la tipologia dei rifiuti cui il regolamento si applica;
  • le modalità di ricevimento e accettazione dei conferimenti;
  • alcune caratteristiche dell’impianto;
  • le modalità di controllo e verifiche dell’output per lotti di produzione per il rilascio della dichiarazione di conformità;
  • i vincoli di conservazione della documentazione e di tracciamento;
  • gli impieghi consentiti e i limiti di utilizzo della Gvg-Gomma vulcanizzata granulare.

Usi finali della materia rigenerata

La misura prevede che la materia prima seconda venga impiegata nel settore degli asfalti stradali, dell’impiantistica sportiva, dell’edilizia e dell’arredo urbano. In particolare, nella produzione di articoli e/o componenti di articoli in gomma, materiali compositi bituminosi quali bitumi modificati, membrane bituminose, additivi per asfalti a base gomma, mastici sigillanti, asfalti o conglomerati cementizi alleggeriti e materia prima per l’industria chimica.

Il confronto corale per una normativa chiara

La misura, conclude Costa in nota, “corona un ampio e articolato percorso di confronto, verifiche ed analisi condotte dal ministero dell’Ambiente con il ministero dello Sviluppo economico, il ministero della Salute, l’Istituto superiore di sanità, Ispra e l’Unione europea”. Il frutto di questo impegno è una “normativa nazionale chiara, completa e dettagliata”, vanta il ministro, “a tutela dell’ambiente e della salute delle persone, che costituirà anche un modello di riferimento per prossimi provvedimenti in adozione presso altri Paesi europei, confermando l’Italia come eccellenza internazionale nella gestione e riciclo degli Pfu”.

Il prossimo Eow sulla carta da macero

Accanto all’attenzione riversata sull’emergenza legata al Covid-19, il ministero fissa già un nuovo obiettivo: entro giugno 2020 sarà firmato il decreto Eow sulla carta da macero. “Parliamo di 6 milioni e mezzo di tonnellate su base annua. Subito dopo, ci sarà quello per i rifiuti da costruzione e demolizione, 51 milioni di tonnellate su base annua, circa il 70% dell’end of waste”, precisa Costa.

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