Mercato illegale pneumatici: fino a 40.000 per 80 mln € di evasione IVA

I "bachi dell'illegalità" dalla vendita al recupero presentati questa mattina dell'Osservatorio sui flussi illegali di pneumatici e Pfu. In due anni e mezzo 361 segnalazioni su 136 operatori e 301 società

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La pratica del whistleblowing promossa con la piattaforma CambioPulito ha pneumatici.2 jpgdato i suoi frutti. I numeri dell’Osservatorio sui flussi illegali di pneumatici e Pfunumeri dell’Osservatorio sui flussi illegali di pneumatici e Pfu in Italia parlano di 361 segnalazioni, “affidabili” ha sottolineato stamane in conferenza stampa il coordinatore Enrico Fontana, registrate tra maggio 2017 e settembre 2019.

I numeri dell’Osservatorio sui flussi illegali

Le denunce a 136 operatori e 301 società, segnalate agli avvocati dei Centri di azione giuridica, si sono tradotte in 8 esposti alle Forze dell’ordine. Si tratta per lo più di commercializzazioni illegali online, smaltimento illecito, esercizio abusivo della professione, concorrenza sleale e furti per l’immissione nel mercato nero. Attività concentrate in Campania, Lombardia e Abruzzo.

Il dato forse più allarmante, tra quelli presentati stamane alla stampa, riguarda le 30-40 mila tonnellate di pneumatici che vengono immessi illegalmente sul mercato nazionale, a insaputa del consumatore che cerca il massimo risparmio. L’impatto economico è diretto: allo Stato non vengono versati 12 milioni di euro per il contributo ambientale per la raccolta e il riciclo e 80 milioni di euro per l’IVA.

Un momento della presentazione al ministero dell’Ambiente

Gli imprenditori e operatori onesti, ha evidenziato Fontana, hanno recuperato 380 mila tonnellate presso gommisti, autofficine e stazioni di servizio. Numeri in realtà falsati per il flusso collaterale, insieme a quelli dei target di gestione, alzati del 5% nel gennaio 2019 dal ministero dell’Ambiente.

La pratica di whistleblowing oggi è legge, a differenza di quando è stata lanciata la piattaforma nel 2016. Per riuscire nel suo intento dovrà essere affiancata da alcuni cambiamenti, che costituiscono le proposte della mattinata: l’istituzione di un tavolo permanente di consultazione e di un ufficio di controllo dei soggetti autorizzati alla raccolta di PFU presso il ministero, l’aggiornamento semestrale della Banca informativa pneumatici e l’istituzione di un Registro dei produttori e degli importatori di pneumatici e la costituzione di una task force tra forze dell’ordine e Agenzia delle Dogane.

L’avviso ai consumatori di Enrico Fontana

Norme per la gestione legale degli pneumatici

Due le misure normative, oggi “all’ultimo miglio”, citate dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che contribuiranno all'”azione di controllo preventiva” e all'”orientamento produttivo”: il decreto di revisione del DM 82/2011 sulla gestione degli pneumatici, che “ragionevolmente entro la fine del prossimo mese dovrebbe essere pronto per la firma”, e il decreto End of Waste sul polverino di gomma vulcanizzato, “stimo che entro 15 giorni il percorso sia completato”. Resta da definire chi guiderà la nuova Direzione generale sull’economia circolare.

Il commento degli operatori

Nel corso della mattinata sono intervenuti i promotori dell’iniziativa che hanno evidenziato i benefici ottenuti dall’attivazione della piattaforma. CambioPulito è frutto dell’incontro tra “il mondo pratico dell’ambiente e il mondo pratico dell’industria”, ha dichiarato il presidente di Legambiente Stefano Ciafani, e propone quella che dovrebbe essere la semplicità di “un mercato che si basa su numeri e localizzazione geografica”, ha commentato il presidente di Ecotyre Enrico Ambrogio. I dati prodotti dall’Osservatorio potrebbero aiutare all’elaborazione della “nuova norma di cui si parla”, ha proseguito il presidente di Greentire Roberto Bianco. Infine, “se riusciremo a dare concretezza alle indicazioni di economia circolare”, ha puntualizzato Guido Gambassi dell’Airp, la rigenerazione degli pneumatici “evita la generazione di 22 mila Pfu”.

Altri hanno parlato alla platea dei fattori ostativi alla floridità del settore: il “problema della raccolta”, per Antonella Grasso, responsabile CNA Autoriparazione, e per Giovanni Corbetta, direttore generale di Ecopneus, che ha parlato di un “disavanzo di fine 2019 difficile da smaltire” di 59 mila tonnellate. La lunga attesa per la revisione del DM 82 che conferma “la secondarietà del tema data al recupero dei Pfu”, Giancarlo Veronesi, presidente Federpneus. Il comportamento sleale “dei magazzini che fanno da intermediari” e “l’elusione dell’IVA da parte delle imprese” che, pur volendo, non possono versarla perché non hanno sede in Italia e non hanno gli strumenti per farlo, ha commentato il presidente Confartigianato Autoriparazione Alessandro Angelone. Tema non ultimo quello citato da Fabio Bertolotti, direttore Assogomma, la minaccia alla sicurezza stradale per gli “pneumatici che hanno marchi contraffatti”.

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