Oceani, consenso globale su stop a pesca distruttiva

Focus sul Iucn World Conservation Congress 2025

Il congresso mondiale sulla Conservazione (Wcc) 2025 dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (Iucn) ha segnato un momento cruciale, con l’adozione di una risoluzione volta a porre fine alle pratiche di pesca distruttive sui seamount (i vulcani sottomarini) situati negli oceani. La Mozione 032, promossa da una vasta coalizione di organizzazioni tra cui la Deep Sea Conservation Coalition e il proponente principale Wwf Australia, richiede una transizione definitiva, entro la fine del 2026, dall’uso della pesca a strascico di fondo in queste aree vulnerabili.

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Foto di Tamara Gore su Unsplash.

L’approvazione è avvenuta con una maggioranza schiacciante, a testimonianza di un ampio consenso globale: hanno votato a favore il 95% degli Stati e delle agenzie governative e il 99% delle Ong e delle organizzazioni delle popolazioni indigene.

Traguardo storico per la tutela degli oceani

La risoluzione si fonda su una vasta mole di prove scientifiche accumulate negli ultimi due decenni che attestano l’unicità e la fragilità dei seamount e degli ecosistemi che supportano. Queste montagne sottomarine rappresentano veri e propri hotspot di biodiversità e sono aree di alimentazione essenziali che sostengono la vita marina, dai fragili coralli e spugne di acqua fredda alle specie migratorie come balene, squali e tartarughe.

Nonostante la loro importanza ecologica, per decenni sono state bersaglio di attività di pesca industriale distruttiva, in particolare lo strascico di fondo. Tale pratica non solo cattura le specie ittiche target, ma provoca la distruzione irreversibile di ecosistemi antichi, come le foreste di corallo e spugne, che impiegano secoli a svilupparsi e non sono in grado di riprendersi dal danno. Una conclusione del Secondo Rapporto Globale sugli Oceani (WOA 2) delle Nazioni Unite nel 2021 aveva già identificato la pesca, in particolare lo strascico di fondo, come la principale minaccia attuale per gli ecosistemi dei seamount.

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Implicazioni politiche e prospettive future

L’adozione della Mozione 032 riveste un’importanza strategica nel contesto della conservazione oceanica globale.

  • Rafforzamento dei trattati: la decisione si inserisce nel solco del recente Trattato sull’Alto Mare (High Seas Treaty) e rafforza gli sforzi internazionali volti a raggiungere l’obiettivo globale di proteggere almeno il 30% degli oceani entro il 2030.
  • Revisione Onu: la risoluzione pone le basi per una revisione critica che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite condurrà il prossimo anno. Tale revisione valuterà se le nazioni di pesca in alto mare e le Organizzazioni Regionali di Gestione della Pesca abbiano effettivamente dato seguito alle risoluzioni Onu degli ultimi vent’anni, che chiedevano una protezione urgente dei seamount e di altri ecosistemi vulnerabili.
  • Impegno internazionale: l’iniziativa dimostra che la comunità globale è sempre più consapevole dell’importanza vitale dei seamount, a lungo nascosti nelle profondità marine, per la sopravvivenza di un’ampia varietà di fauna marina.

L’atto dell’Iucn è considerato un rafforzamento degli obblighi legali e degli impegni internazionali preesistenti che impongono agli Stati di prevenire l’impatto della pesca di fondo sugli ecosistemi marini vulnerabili e di proteggere la biodiversità marina. Si tratta di un passo tangibile, contribuendo al successo degli obiettivi globali per fermare e invertire la perdita di biodiversità e rafforzare la resilienza climatica del mare profondo.

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