Auto elettriche in assestamento dopo l’effetto incentivi

Il mercato cresce ma resta il divario con l'Europa

Il settore automobilistico italiano chiude il mese di luglio evidenziando un netto riassestamento delle auto elettriche pure a batteria. Secondo i dati di Unrae (Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri), dopo il picco del 10% toccato nel mese di giugno, si riposizionano su una quota appena sotto il 6% del totale immatricolato. L’esaurimento dell’effetto propulsivo legato agli incentivi statali ha riportato i volumi dei veicoli a zero emissioni su livelli ordinari, pur mostrando una lieve crescita rispetto a circa il 5% dello stesso mese dell’anno precedente. Parallelamente, l’associazione Motus-E evidenzia come il costante rallentamento delle immatricolazioni di auto elettriche in Italia rischi di alimentare un clima di profonda incertezza, specialmente nel confronto con un contesto continentale che procede a ritmo sostenuto verso l’elettrificazione.

auto elettriche
Foto di Zaptec su Unsplash.

Rientro nei ranghi per le auto elettriche

Allargando lo sguardo al quadro complessivo disegnato dall’Unrae, il mercato italiano delle autovetture mantiene un’impostazione positiva, registrando a luglio 123.184 immatricolazioni, valore che traduce un incremento di circa il 4% rispetto alle 118.561 unità contabilizzate a luglio 2025. Nel bilancio cumulato dei primi sette mesi dell’anno, i volumi raggiungono quota 1.060.175 vetture, segnando un progresso di poco inferiore al 9% rispetto alle 973.471 unità del medesimo intervallo del 2025. Nonostante questo andamento, permane una flessione del 14% nel confronto con i livelli pre-pandemici del 2019, indicando che la fase di normalizzazione del settore risulta tuttora in corso.

Il presidente dell’Unrae, Roberto Pietrantonio, nella nota stampa osserva che la favorevole evoluzione degli ultimi mesi, supportata dal differito beneficio delle immatricolazioni incentivate e da un contesto macroeconomico superiore alle aspettative, ha condotto a una revisione al rialzo delle stime sull’intero 2026. L’associazione prevede ora che il mercato possa attestarsi a fine anno a quota 1.610.000 immatricolazioni, con una crescita del 5,5% sul 2025 e un recupero netto di oltre 84.000 unità, pur rimanendo sotto del 16% rispetto al 2019. Secondo i vertici dell’associazione, la propensione dei cittadini al rinnovo del veicolo è evidente, trasferendo così alle istituzioni la responsabilità di strutturare un quadro normativo stabile.

Politiche incentivanti e il nodo delle risorse per i privati

A livello di interventi governativi, l’attuazione del Decreto Automotive ha visto l’attivazione della piattaforma gestita da Invitalia per la prenotazione dei contributi destinati ai veicoli commerciali N1 e N2 e agli impianti di retrofit a gas. La totalità dei fondi disponibili, pari a 40 milioni di euro, è andata esaurita molto velocemente, confermando la prontezza della risposta della domanda in presenza di adeguate misure di sostegno. Come segnala Unrae, nel provvedimento non sono stati tuttavia inseriti incentivi diretti per l’acquisto di vetture elettriche pure da parte dei privati, elemento che colloca l’Italia in una posizione singolare tra i primari paesi europei.

Allo stesso tempo, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato il decreto attuativo per il programma di noleggio sociale, dotato di 50 milioni di euro e rivolto ai contribuenti con Isee inferiore a 30 mila euro per modelli fino a 14.800 euro Iva esclusa. Tuttavia, le tempistiche di esecuzione della gara europea richiederanno circa dieci mesi prima di consentire l’effettiva apertura delle prenotazioni.

In merito alle politiche finanziarie, il presidente Pietrantonio richiede un rapido reintegro dei 251 milioni di euro del Fondo Automotive temporaneamente destinati alle emergenze sul caro carburanti. Sebbene la proroga del taglio di 14 centesimi sulle accise del gasolio offra un beneficio congiunturale, l’Unrae ribadisce la necessità di una programmazione pluriennale per la tutela del potere d’acquisto e la stabilità delle imprese. La sigla evidenzia inoltre l’urgenza di riformare la fiscalità delle auto aziendali, allineando le aliquote e i tetti di deducibilità dei costi di acquisto, leasing e noleggio ai parametri comunitari, in modo da incrementare la competitività delle aziende, velocizzare il ricambio del parco circolante e generare ricadute positive per l’erario.

Confronto sull’elettrificazione e ritardo italiano rispetto all’Europa

La dinamica sulle auto elettriche mostra una forte vitalità nel comparto delle ibride plug-in, che a luglio conquistano il 10,5% del totale delle immatricolazioni, in aumento di 3 punti percentuali rispetto allo stesso mese del 2025 e in linea con il valore registrato a giugno. Questo segmento trae la sua forza principale dal canale del noleggio a lungo termine, che assorbe il 45% delle immatricolazioni complessive di vetture plug-in, portando la quota complessiva delle ricaricabili al a oltre il 16% nel mese.

Integrando le analisi di Motus-E, basate sui rilevamenti europei riferiti al mese di giugno, emerge una distanza marcata dell’Italia rispetto ai principali mercati continentali. Nello stesso mese in cui il nostro Paese raggiungeva il 10% grazie al picco degli incentivi, la quota delle auto elettriche si posizionava al 30% nel Regno Unito, al 29,6% in Francia, al 28,4% in Germania e al 9,6% in Spagna.

Il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, nella nota stampa individua “nelle difficoltà incontrate nella pianificazione di strumenti incentivanti chiari e prevedibili e nell’andamento frammentato degli incentivi” la ragione primaria delle difficoltà del mercato nazionale, sollecitando interventi chiari e durevoli. In tale prospettiva, e in totale accordo con Unrae, la revisione della fiscalità sulle flotte aziendali viene indicata come una priorità dell’intera filiera. Un valore capace di generare benefici per il mercato primario, per il settore produttivo e per il canale dell’usato.

Canali di vendita, motorizzazioni e geografia dell’immatricolato

La ripartizione della struttura del mercato stilata dall’Unrae evidenzia a luglio un consolidamento del canale dei privati, che sale al 57% di quota mensile e chiude i primi sette mesi al 53% del totale. Le autoimmatricolazioni rimangono pressoché stabili al 14,5% nel mese, mentre il noleggio a lungo termine contrae la propria incidenza al 18,4% mensile e al 21% nel cumulato, penalizzato dal calo delle società captive.

In forte espansione appare il noleggio a breve termine, che si attesta al 3,4% a luglio e sale al 9,8% nei primi sette mesi dell’anno, mentre le società chiudono il mese al 6,3% di quota. Sul fronte dei propulsori, la benzina registra un calo al 19% mensile, e il diesel arretra al 6,4% di quota. Il Gpl si posiziona al 10,6%, mentre la categoria delle ibride conferma la propria leadership assoluta toccando il 47,5% delle preferenze, suddivise tra un 30,4% di modelli mild hybrid e un 17% di soluzioni full hybrid.

Dal punto di vista geografico, la regione del Centro diventa l’area maggiormente rappresentativa con il 29,3% delle immatricolazioni mensili grazie al volume generato dal noleggio, superando il Nord Ovest che arretra al 27,5%. Segue il Nord Est con il 25,5%, mentre il Sud e le Isole salgono rispettivamente all’11,5% e al 6,1% del totale. Infine, le emissioni medie ponderate di CO2 scendono a luglio a 109,6 grammi per chilometro, con la fascia delle vetture a zero emissioni allo 5,9% e la fascia da 95 a 135 grammi per chilometro che concentra oltre il 61,4% del mercato totale.

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