Clima, gli europei dicono sì agli incentivi ma no alle tasse

Nuovo sondaggio rivela le preferenze dei cittadini dell'UE sulle politiche ambientali

Mentre l’Europa affronta cicliche ondate di calore, la questione legata al clima è più che mai al centro del dibattito pubblico e politico. Un nuovo sondaggio condotto nell’ambito del progetto di ricerca europeo Capable ha cercato di capire quali politiche climatiche sono considerate più accettabili dai cittadini europei. I risultati sono netti: c’è un forte sostegno per le misure che prevedono sussidi e investimenti, mentre quelle che introducono tasse o divieti incontrano una decisa opposizione.

clima-2
Foto di Immo Wegmann su Unsplash.

Questo orientamento riflette un desiderio di cambiamento che non penalizzi economicamente le famiglie e i singoli. La popolazione sembra disposta a sostenere la transizione ecologica, purché il peso finanziario venga gestito a livello collettivo o attraverso agevolazioni, piuttosto che tramite oneri diretti sui comportamenti individuali.

Sostenere il clima, ma senza penalizzare

Il sondaggio ha messo in luce un notevole consenso su diverse misure di mitigazione del cambiamento climatico. Tra le più popolari c’è la creazione di un Fondo ferroviario europeo, che ha ottenuto il supporto del 70% degli intervistati. Questo dato evidenzia un’ampia fiducia nel potenziamento del trasporto pubblico e sostenibile come soluzione efficace per ridurre le emissioni.

Anche le politiche legate all’efficienza energetica delle abitazioni hanno riscosso un forte successo: il 55% degli europei sostiene sia l’obbligo di isolamento termico per le case che il divieto dei jet privati. Secondo il ricercatore principale dello studio, Keith Smith dell’Eth di Zurigo, queste misure rappresentano “opportunità facilmente realizzabili per i decisori politici”, data la loro alta accettabilità.

Leggi anche Francesi “a destra”: crisi climatica non avrà impatti sulla loro vita

Le politiche più impopolari: tasse e divieti

All’estremo opposto, il sondaggio ha identificato una serie di misure impopolari in quasi tutti i Paesi esaminati. Le politiche basate su tasse, come quelle sulla carne bovina o sui voli aerei, e i divieti, come quello sulle auto a combustibili fossili, ottengono i punteggi di accettabilità più bassi.

Questa forte opposizione suggerisce che i cittadini percepiscono queste misure non come un incentivo a comportamenti virtuosi, ma come una punizione economica. L’idea di tassare beni o attività di uso comune, anche se inquinanti, genera resistenza, probabilmente per il timore di un aumento dei costi della vita.

Leggi anche Cambiamento climatico: comprensioni dei rischi e percezioni errate

Ricerca Capable: differenze regionali e socio-demografiche

L’analisi dei dati rivela anche notevoli differenze regionali. I Paesi dell’Europa meridionale, tra cui Italia, Francia e Grecia, mostrano un sostegno per un numero maggiore di politiche proposte, mentre il supporto è generalmente più basso nell’Europa orientale, in particolare in Polonia e Repubblica Ceca.

clima-1

Inoltre, il sondaggio ha individuato dei profili socio-demografici più propensi a sostenere le politiche climatiche: donne, giovani e individui con un livello di istruzione più elevato si sono dimostrati più favorevoli a tutte le misure prese in considerazione. Questo suggerisce che l’informazione, la consapevolezza e una diversa prospettiva generazionale e di genere giocano un ruolo cruciale nella percezione delle politiche ambientali.

Leggi anche Cambiamento climatico e città italiane: Torino la più inquinata


Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita

Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Un team di professionisti curioso e attento alle mutazioni economiche e sociali portate dalla sfida climatica.