L’Ue non torni indietro sul regolamento metano

La nota fa eco alla lettera inviata dall'Osservatorio europeo della società civile sul metano promosso da Edf Europe e Deutsche Umwelthilfe in vista dell'incontro Usa Ue previsto oggi

Serve mantenere chiara e ferma la linea sulla normativa UE sul metano. A ribadirlo Environmental Defense Fund Europe in una nota stampa divulgata oggi 11 settembre. La nota anche in ottica delle discussioni in atto sulle importazioni tra Usa ed Eu sul metano come in parte ribadito anche ieri dal 17° segretario per l’energia degli Stati Uniti Chris Wright e Doug Burgum, 55° Segretario degli Interni degli Stati Uniti nel corso di Gastech a Milano.

La nota fa eco alla lettera (disponibile qui) inviata da alcune associazioni che partecipano all’Osservatorio europeo della società civile sul metano promosso da Edf Europe e Deutsche Umwelthilfe (DUH) proprio ieri in vista dell’incontro tra Wright e il Commissario europeo per l’energia e le politiche abitative Dan Jorgensen previsto per oggi 11 settembre.

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Una regolamento che tutela la competitività

“La legge europea sul metano non è un peso, è una salvaguardia per il nostro clima, per la sicurezza energetica e per una concorrenza leale. Indebolirla invierebbe il segnale sbagliato nel momento sbagliato”, ha affermato in una nota Helen Spence-Jackson, Executive Director di Edf Europe.

Edf Europe ricorda quindi come molte aziende statunitensi ed europee stiano già attuando le misure previste di riduzione del metano agendo anche nella rendicontazione delle stesse. Gli stessi principali esportatori statunitensi stanno sviluppando da oltre sei anni sistemi di misurazione e rendicontazione del metano, dimostrando che l’industria americana dispone già degli strumenti e dell’esperienza necessari per soddisfare i requisiti dell’UE.

Indebolire questa legge storica non è nell’interesse dell’Europa, ribadisce Edf Europe. Sottolineando come non rafforzerebbe la sicurezza energetica, ma minerebbe la capacità dell’Europa di regolamentare in modo indipendente, in linea con le raccomandazioni scientifiche e i suoi obiettivi climatici. Intanto l’Italia resta tra i pochi Paesi europei in infrazione rispetto gli adempimenti da compiere per quanto il comparto industriale si sia attivato.


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