Un compleanno senza festeggiamenti per il Regolamento sulla riduzione delle emissioni di metano nel settore dell’energia,(UE) 2024/1787. Il testo, pubblicato il 15 luglio del 2024, ha spento la prima candelina senza che molto sia stato fatto. Restano delle domande e delle azioni non compiute che portano l’Italia in procedura di infrazione europea insieme a pochi altri paesi dell’Ue.
A farlo presente l’Osservatorio della Società Civile sul Metano (Civil Society Observatory on Methane – CSO-M), iniziativa lanciata da Environmental Defense Fund Europe e Deutsche Umwelthilfe e ad oggi composta da 20 membri provenienti da 9 Paesi. Abbiamo raggiunto Tommaso Franci Responsabile per Amici della Terra della campagna per la riduzione delle emissioni di metano. L’ Associazione è tra i fondatori ufficiali dell’Osservatorio. Con lui commentiamo il ritardo italiano, ma sopratutto quando di già pronto c’è sul tavolo nel nostro Paese. Un lavoro che non trova riscontro in un interlocutore, “Il Governo ha individuato nel ministero Ambiente e Sicurezza Energetica, Mase, il coordinatore ufficiale dell’Autorità competente sul regolamento del metano, ma manca ancora l’ufficialità”.

Altra scadenza prossima: la pubblicazione dell’inventario dei pozzi tappati. “Si tratta di un elenco che l’Uni ha già fatto. Che facciamo non lo pubblichiamo?”
Serve una governance istituzionale
Una pronta investitura degli incarichi da parte del Mase aiuterebbe le imprese a superare alcune problematiche di attuazione del regolamento. Difatti la Commissione europea non ha ancora attivato il processo per avere a disposizione nuove norme tecniche. “In assenza di questo ci sono delle difficoltà da parte delle imprese, per quanto esistano degli standard riconosciuti. Si tratta di aspetti farraginosi che potrebbe essere gestito con flessibilità, secondo noi. Serve quindi un’Autorità competente, attiva, che si confronti con le imprese e l’Europa e che dia indicazioni su come gestire le scadenze in assenza di norme secondarie tecniche”.
“Purtroppo dopo l’annuncio del tavolo di lavoro a febbraio 2025 dal Mase non c’è stato seguito. Il tavolo degli Amici della Terra continua a essere l’unico punto di riferimento di imprese e istituzioni. Ma serve una governance istituzionale che inizi a coordinare diverse azioni che l’Italia sta portando avanti e che altrimenti restano fini a sé stesse”.
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come è possibile limitarle da oggi
Una soluzione per velocizzare gli iter attuativi
“Nonostante l’uscita e l’approvazione in Consiglio dei Ministri, per ora il disegno di legge non si sa se sia stato effettivamente trasmesso alle Camere per la proposta di legge. Si tratta di un iter della giustizia governativa che è ormai chiaramente insostenibile dal punto di vista delle tempistiche. Visto anche che è stata avviata una procedura di infrazione della Commissione europea”. Considerata la valanga di nuove scadenze in arrivo, le prime già citate del 5 agosto, è necessario che si avvicini l’orizzonte temporale rispetto l’iter autorizzativo finale.
Su questo Amici della Terra ha le idee chiare. “Visto che il Governo ha annunciato l’emanazione in Gazzetta di ufficiale di un nuovo decreto legge energia che tratta più o meno gli stessi argomenti. Si potrebbe trasferire in blocco il pacchetto delle norme previste per il regolamento metano in questo decreto legge. Così entro fine ottobre possiamo aspettarci che sia tutto operativo. Ci sono da aggiustare dei punti, ma sostanzialmente la norma va bene. Quello che manca potrà essere eseguito durante il periodo legislativo del decreto legge”.
Lanciato il Methane Regulation Tracker uno strumento per monitorare lo stato dei lavori in tutta Europa
Per celebrare il primo anniversario del Regolamento, il CSO-M ha lanciato il Methane Regulation Tracker, uno strumento che permetterà il monitoraggio degli adempimenti del Regolamento nei diversi Paesi europei.
La prima versione del Tracker è ora disponibile online e offre una panoramica iniziale sul rispetto delle scadenze previste dal Regolamento, a partire da quella della designazione delle Autorità Competenti (AA.CC.), prevista per il 5 febbraio 2025 e per la quale l’Italia è ancora inadempiente. “La scienza da sola non riduce il metano, sono le persone a farlo”, ha ricordato in una nota Flavia Sollazzo, senior director EU Energy Transition di EDF Europe.
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