La crisi climatica esiste ma non conosciamo davvero come si potrà evolvere quindi perchè spaventiamo i bambini parlando dei terribili effetti? Se lo chiede il 17° segretario per l’energia degli Stati Uniti Chris Wright auspicando che ci sia una visione che definisce “reale” del climate change nel corso dell’intervista che si svolta alla fiera Gastech oggi a Milano (9-12 settembre) il cui pensiero è proseguito nella conferenza stampa.
Intanto il focus è sul gas. Gli Usa hanno doppiato le esportazioni di gas naturale negli ultimi 5 anni a dimostrazione del ruolo centrale di questa risorsa. Dati che hanno goduto anche, ma non solo, della guerra tra Russia e Ucraina che ha visto chiudere i rubinetti del gas russo verso l’Europa grande importatrice di gas e partner apprezzato dagli Usa rimarca il segretario per l’Energia.
Se calcoliamo l’effort delle rinnovabili a rispondere alla maggiore necessità di energia che c’è nel pianeta, “non vediamo un riscontro di produzione energetica pari a quanto è stato investito in queste tecnologie”, evidenzia Wright tant’è che conferma lo stop alle sovvenzioni. Particolarmente critico verso l’eolico off-shore ma anche il solare, che è “una industria che foraggia la Cina”, ma certamente aperto come Governo a far proseguire il libero mercato. Insomma chi vuol fare rinnovabili le facesse ma senza contare su un aiuto di Stato.

Eppure la visione è verso un’aria pulita che grazie a tecnologie sempre più efficienti e a un controllo sempre maggiore delle emissioni, potranno portare un clima sempre più pulito.
D’altronde abbiamo bisogno di più energia difatti dove abbiamo avuto un calo dei consumi in Europa “è perchè le industrie se ne sono andate” rimarca Wright. Un tema, quello del ritorno delle industrie, su cui sta premendo invece molto l’Europa come ha rimarcato poche ore fa nel suo discorso sullo stato dell’Unione per le priorità dell’anno a venire Ursula Von der Leyen.
Innovazione non regolazione
Tutti vogliono che il proprio paese sia industrializzato, su questo non sappiamo che risposte darà la scienza, rimarca un ottimistico Wright, magari in pochi anni avremo la fusione nucleare o altro.
La delusione delle rinnovabili in USA
Per quanto rassicurano entrambi: l’impegno è uscire dalle sovvenzioni ma non bloccare la realizzazione degli impianti. Mentre si continuerà a investire in batterie e tecnologie innovative. Uno scenario che guarda anche al potenziale di risorse dell’Alaska. Insomma l’intento è riprendere in mano, qualora fosse sfuggito, il timone della produzione energetica nel mondo producendo a basto costo e esportando risorse energetiche, in primis all’Europa.
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