Small scale e domanda di Gnl da Livorno un terminale in crescita

Il punto con Giovanni Giorgi DG di Olt Offshore Lng Toscana

La svolta del trasporto marittimo verso il Gnl è sempre più una realtà. È uno dei segnali che emerge da un osservatorio privilegiato come il Terminale di Olt Offshore Lng Toscana, la Fsru situata a circa 22 chilometri al largo di Livorno che ha visto quest’anno partire con grande successo il servizio di small scale. A fine giugno è arrivata la prima bettolina di collaudo e successivamente sono stati offerti 12 slot l’anno, “uno al mese”, chiarisce Giovanni Giorgi amministratore delegato di Olt Offshore Lng Toscana ai microfoni di Canale Energia. “Ma stiamo pensando di offrire un ulteriore slot al mese, a seguito di alcune richieste che stiamo ricevendo in questi giorni“.

L’interesse maggiore è per l’uso di combustibile navale in quanto il Gnl permette di abbattere le emissioni del trasporto marittimo con una tecnologia affidabile sulle lunghe distanze.

“Il 2025 è stato un anno ottimo” afferma Giorgi. “Stiamo importando circa 43 slot di rigassificazione soprattutto dagli Stati Uniti. La quota del Gnl americano è circa l’80% del Gnl che riceviamo. Dal punto di vista sicurezza e ambiente, anche qui i risultati sono ottimi con zero incidenti”.

L’infrastruttura ha una capacità di rigassificazione annua complessiva di circa 5 miliardi di metri cubi, aumentata nel 2023 rispetto ai precedenti 3,75 miliardi di metri cubi, e pari a quasi l’8% della domanda complessiva di gas in Italia.

L’FSRU è già pronta a gestire BioGNL, offrendo agli utenti la possibilità di effettuare transazioni al PSV e ricevere in cambio GNL nei serbatoi del terminale. Una volta ottenuta la necessaria certificazione, qualora la partita al PSV riguardi gas certificato come biometano, il GNL presente nel terminale sarà identificato come BioGNL, in conformità con quanto previsto dallo schema volontario ISCC.

Si tratta dell’International Sustainability & Carbon Certification, uno schema di certificazione volontario, riconosciuto dall’Unione Europea e valido anche a livello internazionale, che garantisce catene di approvvigionamento sostenibili e tracciabili. È stato sviluppato per assicurare la conformità alla Direttiva europea RED III (Renewable Energy Directive), verificando sia la sostenibilità sia il risparmio di emissioni di gas serra legati ai biocarburanti e all’energia da biomasse.

Intanto proprio nelle scorse settimane Snam ha sottoscritto un accordo con Igneo Infrastructure Partners per acquisire la partecipazione del 48,2% detenuta da quest’ultima in Olt Offshore Lng Toscana. Al termine dell’operazione Snam deterrà una partecipazione complessiva pari al 97,3%, con conseguente consolidamento di Olt nei bilanci di Snam.

Il closing dell’operazione è previsto entro la prima metà del 2026 subordinatamente alle consuete condizioni regolatorie, tra cui l’ottenimento delle autorizzazioni previste dalla normativa italiana in materia di antitrust e golden power.

Il corrispettivo complessivo dell’acquisizione, comprensivo della quota di Igneo e della parte residua del finanziamento soci erogato da Igneo a Olt, ammonta a circa 126 milioni di euro.


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Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.