idrogeno

Il 96% della produzione globale di idrogeno è prodotta mediante reforming di gas naturale, petrolio e carbone mentre solo il 4% è generato da elettrolisi. Lo riferisce un recente position paper che indica alcune sfide nella realizzazione di un progetto in Australia per la produzione di H2 verde su larga scala.

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Fig. 1: La domanda globale e le fonti di produzione dell’idrogeno (Fonte Gulf Energy).

Il progetto in Australia: idrogeno verde da acqua di falda

Nell’articolo viene illustrato il progetto Arrowsmith hydrogen plant, localizzato in Australia occidentale, che prevede lo sviluppo di un sistema che utilizza energia eolica e solare per produrre idrogeno verde. La prima fase del programma ingegneristico prevede la realizzazione di un impianto di produzione da 25 tonnellate al giorno di H2 dall’acqua di perforazione (circa 540 tonnellate) utilizzando l’elettrolisi a energia rinnovabile, fino ad aumentare la capacità degli elettrolizzatori a 300 tonnellate al giorno.

L’acqua da falda acquifera viene immagazzinata in un serbatoio giornaliero. Viene poi pompata in un sistema di trattamento per rimuovere minerali e sali tale da poter soddisfare le specifiche per gli elettrolizzatori alcalini (giudicati più competitivi, affidabili e migliori dal punto di vista applicativo rispetto ad altre tipologie).

Elettrolisi alimentata da solare e eolico

Il processo dielettrolisi utilizzerà energia rinnovabile che sarà fornita da un impianto solare fotovoltaico da 70 MW e da un parco eolico da 96 MW.

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Fig. 2. I dati di irradiazione solare e di dati di velocità e direzione del vento presso il sito di Arrowsmith. (Fonte: Gulf Energy).

Nel position paper, gli autori affermano che sarà “difficile garantire una potenza sufficiente, costante, affidabile e continua per soddisfare la richiesta di energia elettrica dall’unità elettrolizzatore da una o da entrambe le fonti. Per compensare eventuali cali di energia solare ed eolica è necessaria una fornitura di elettricità di riserva affidabile”, si legge.

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Fig.3. Schema dell’impianto di Arrowsmith (Fonte: Gulf Energy).

La connessione alla rete può essere utilizzata anche per esportare l’energia in eccesso generata durante il giorno. Oltre che mitigare il rischio di una bassa domanda di idrogeno o di una fluttuazione dei prezzi sul mercato. Inoltre, è previsto un sistema di accumulo in batteria da 6 MWh.

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Redazione
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