idrogeno a basse emissioni

Un nuovo fondo di investimento per l’idrogeno a basse emissioni che punta a toccare quota 1,5 miliardi di euro è stato lanciato lo scorso primo ottobre. Il fondo inizierà concentrandosi sulla produzione di idrogeno da elettrolisi e sulle infrastrutture di rifornimento per flotte vincolate di camion, autobus e taxi, come rivela Recharge.

Una joint venture per gestire gli investimenti

Lanciata anche la nuova joint venture Hy24 che gestirà gli investimenti. 800 milioni di euro sono stati già impegnati da un gruppo di investitori industriali e finanziari di primo piano attivi nell’idrogeno pulito: tra questi, il produttore di celle a combustibile ed elettrolizzatori Plus Power; il gigante dei servizi Oil&gas Baker Hughes; Chart Industries, produttore di attrezzature per i settori dell’energia pulita e fossile, tra cui serbatoi di idrogeno. 100 milioni di euro arrivano da investitori francesi, tra cui TotalEnergies e Air Liquide. L’utility Edf e il produttore di celle a combustibile Ballard Hy24 hanno dichiarato di volersi unire alla joint venture.

Amir Sharifi, Ardian’s energy transition lead e chief investment officer di Hy24, ha dichiarato a Recharge che il nuovo business è a tutti gli effetti un fondo infrastrutturale:Quindi investiremo soprattutto in infrastrutture dedicate all’idrogeno, sia per la generazione che per la mobilità, come le stazioni di rifornimento. Penso che la priorità per i primi accordi saranno le flotte vincolate. Perché per queste hai un uso intensivo, quindi ciò ti permette di avere un migliore ammortamento della tua infrastruttura”. Le flotte vincolate dovrebbero includere camion e autobus ad uso intensivo, così come i taxi, in funzione 24 ore su 24 con diversi autisti. “In questo caso, un rifornimento veloce fa una differenza enorme rispetto al rifornimento di un veicolo elettrico a batteria che impiega qualche ora”, afferma Sharifi.

Il core business della piattaforma di investimento

Pierre-Etienne Franc, amministratore delegato sia di FiveT Hydrogen che di Hy24, spiega che la nuova piattaforma di investimento si concentrerà inizialmente sull’idrogeno “elettrolitico” a basso contenuto di carbonio prodotto per elettrolisi (cioè scissione delle molecole d’acqua in idrogeno e ossigeno) utilizzando l’elettricità, che potrebbe però non essere completamente verde. Ha affermato Franc: ”Alcuni Paesi hanno un’enorme fonte di energia decarbonizzata sulla rete, come ad esempio il nucleare, che saremo in grado di utilizzare, ecco perché non è completamente verde, ma è comunque pulita”.

Franc ha aggiunto che per soddisfare i criteri di idrogeno verde, l’attenzione inizialmente sarà rivolta ai progetti diretti, così come all’acquisto di certificati di energia rinnovabile.

La produzione e la domanda di idrogeno

Per quanto riguarda la produzione di idrogeno a basse emissioni, la società si concentrerebbe sul versante elettrolizzatore dei progetti, piuttosto che sulla generazione di energia.

Franc ritiene che, nel prossimo futuro, la domanda di idrogeno pulito proverrà dalle industrie che oggi utilizzano idrogeno grigio, ad esempio per la raffinazione del petrolio, fertilizzanti ammoniacali e per la produzione chimica e, da settori quali la mobilità pesante e l’acciaio. Qui, l’idrogeno costituisce l’unico sostituto pulito al carbone. Questo processo richiede una fonte di energia che fornisca allo stesso tempo calore ad alta temperatura e una reazione chimica che rimuova l’ossigeno dal materiale.

La prospettiva di altri fondi

Nei prossimi sei anni, il primo fondo di Hy24 mira a investire 1,5 miliardi di euro insieme ad altri fondi che potrebbero essere molto più grandi, ovviamente presumendo che la nuova società offra un buon rendimento agli investitori.

”In termini di future opportunità di investimento, direi che il cielo è il limite, da quanto indicano le previsioni sull’idrogeno pulito, che sarà un’industria da 2 trilioni di dollari entro il 2050. Ciò che guiderà la dimensione del fondo in futuro, non è quanto grandi possiamo diventare, ma quanto grandi vogliamo essere per essere un giocatore rilevante nel mercato dell’idrogeno”, ha concluso Sharifi.

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