Bikesharing, in free floating o station based, carsharing, per la maggior parte elettrico, e ridesharing: la sharing mobility è protagonista dei Piani urbani di mobilità sostenibile (Pums) redatti dai comuni d’Italia.

A dimostrarlo una ricerca, condotta l’anno scorso, che ha analizzato la presenza della mobilità condivisa nei Pums di 48 città di diversa grandezza. A mostrarlo Giovanna Rossi, già dirigente al ministero dell’Ambiente, intervenuta durante l’evento “C’è la Sharing mobility nei Pums delle città?” promosso da Kyoto club, Euromobility, Osservatorio Pums e Cnr Iia sulla piattaforma #lesscars dell’Osservatorio di sharing mobility.

I relatori dell'evento
I relatori dell’evento

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La sharing mobility nei Pums

Tre le domande per fotografare la presenza della sharing mobility: se è stata prevista nella pianificazione la condivisione e con quali servizi; se sono state previste nelle flotte condivise veicoli a basso impatto; se esiste la complementarietà tra il trasporto condiviso e lo sharing. “Il trend nazionale degli ultimi anni è positivo – ha affermato la Rossi – Lo sharing è presente ovunque ed è frutto di politiche consolidate”. In alcuni ambiti ha vocazione è fortemente turistica, come a Capri, Anacapri e Rosignano Marittimo. In altre segue l’impronta industriale della città. Buoni risultati si sono registrati anche per l’intermodalità: ci sono velostazioni, colonnine di ricarica e corsie ciclabili in corrispondenza delle stazioni ferroviarie, della metropolitana e dei bus.

I piani urbani di mobilità sostenibile a marzo-aprile 2020

Le città italiane hanno capito l’importanza di rendere la città a misura d’uomo. Valerio Piras, segretario di Euromobility, ha illustrato dati più recenti. A marzo 2020 erano 39 i piani approvati, 35 adottati e 98 in redazione. A guidare la classifica redatta in base al numero di Pums approvati è la Puglia, com’è stato l’anno scorso.

Per discutere su quanto il Covid-19 stia influenzando la pianificazione strategica dei piani urbani di mobilità sostenibile c’è da aspettare la quarta conferenza nazionale sui Pums organizzata da Euromobility. Dal 9 settembre al 28 ottobre, ogni mercoledì, si terrà un evento digitale per “capire come redigere un Piano in questo momento, come fare le indagini”, ha spiegato il direttore Lorenzo Bertuccio, e “per vedere che fine ha fatto Primus oltre che “discutere delle ultime misure previste dai decreti ministeriali“.

Nella lista degli organizzatori della conferenza nazionale c’è anche il comune di Ravenna, che a maggio avrebbe dovuto ospitare fisicamente l’evento. “Abbiamo comunque voluto dare il nostro contributo”, ha affermato il sindaco Michele De Pascale. Il primo cittadino ha ricordato la voglia della città di “dare una svolta al modo in cui ci spostiamo e viviamo la città” con l’approvazione a gennaio 2019 del Piano.

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