Dopo mesi di negoziati, la presidenza del Consiglio e i rappresentanti del Parlamento EU hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla regolamentazione del gas destinata a riscrivere la mappa energetica europea. La misura introduce una proibizione legalmente vincolante, e a fasi, per le importazioni di gas naturale dalla Russia, sia quello liquefatto (Gnl) che quello trasportato via gasdotto.

Questo provvedimento rappresenta un pilastro centrale della roadmap REPowerEU, l’iniziativa strategica dell’Unione Europea volta a porre fine alla dipendenza dai combustibili fossili russi. Tale dipendenza è stata evidenziata come una vulnerabilità critica, soprattutto dopo la “strumentalizzazione” delle forniture di gas da parte della Russia con effetti dirompenti sul mercato energetico continentale. L’obiettivo finale è la creazione di un mercato energetico comunitario resiliente e indipendente, garantendo al contempo la sicurezza dell’approvvigionamento.
Stop al gas russo: tempistiche del phase-out
Il regolamento stabilisce un calendario preciso per l’uscita dal gas russo:
- Gnl: il divieto totale di importazione entrerà in vigore a partire dalla fine del 2026
- Gas via gasdotto: il phase-out completo è fissato per l’autunno del 2027
Questa distinzione nelle scadenze riflette presumibilmente le diverse complessità infrastrutturali e contrattuali legate a ciascun tipo di fornitura, dando tempo agli Stati membri e alle aziende per adeguarsi.
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Regolamentazione: maggiore vigilanza e Piani nazionali
L’accordo potenzia significativamente il ruolo di sorveglianza della Commissione Europea. Gli Stati membri saranno tenuti a notificare alla Commissione, entro un mese dall’entrata in vigore del regolamento, se dispongono ancora di contratti di fornitura di gas russo attivi o se hanno già implementato divieti legali a livello nazionale.
Inoltre, viene introdotto un nuovo requisito fondamentale: gli Stati membri che importano ancora petrolio russo dovranno presentare un piano nazionale di diversificazione, con l’obiettivo esplicito di interrompere tali importazioni. Parallelamente a questa regolamentazione, la Commissione ha annunciato l’intenzione di presentare una proposta legislativa per l’eliminazione graduale delle importazioni di petrolio russo nell’UE, al più tardi entro la fine del 2027, allineando la strategia per gli idrocarburi liquidi a quella del gas.
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Sorveglianza della Commissione EU: sanzioni e clausola di sospensione
Rispetto alla proposta iniziale della Commissione, i co-legislatori (Consiglio e Parlamento) hanno rafforzato le misure di compliance. Sono state introdotte disposizioni per l’applicazione di sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive in caso di mancato rispetto delle norme del regolamento. Tali sanzioni includono una soglia massima per le multe, applicabile sia alle aziende che ai singoli individui.
È stata mantenuta la clausola di sospensione, che offre la possibilità di sospendere temporaneamente l’applicazione del regolamento in caso di sviluppi improvvisi che mettano a rischio la sicurezza dell’approvvigionamento energetico di uno o più Stati membri. Tuttavia, l’accordo ha inasprito le condizioni per l’attivazione di tale sospensione da parte della Commissione. Il temporaneo via libera al divieto di importazione potrà essere concesso solo sulla base di una stretta necessità, di uno stato di emergenza dichiarato da un Paese membro e solo per un periodo limitato, coprendo esclusivamente contratti di fornitura a breve termine.
Infine, per garantire la trasparenza e l’efficacia della misura, i co-legislatori hanno richiesto alla Commissione di effettuare una revisione dell’attuazione del regolamento entro due anni dalla sua entrata in vigore, includendo una valutazione delle procedure di autorizzazione preventiva.
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