L’intelligenza artificiale guida la rivoluzione energetica

L’eredità digitale si trasforma con l’IA: report Kpmg 2026

Il panorama industriale globale sta attraversando una metamorfosi profonda dove ogni azienda, percorrendo le nuove possibilità tracciate dall’intelligenza artificiale, diventa di fatto una tech-company. Secondo lo studio Kpmg Global Tech Report 2026 con focus su Energy, Natural Resources and Chemicals, realizzato dall’omonimo network globale operante nel settore dei servizi professionali per le imprese, il settore sta entrando con decisione in quella che viene definita l’Era dell’Intelligence. Il documento evidenzia che il 69% dei leader del settore energetico identifica oggi l’AI come una priorità assoluta per gli investimenti tecnologici. Sebbene questa percentuale sia leggermente inferiore alla media cross-settoriale del 77%, l’adozione sta accelerando rapidamente.

intelligenza artificiale
Foto di Hitesh Choudhary su Unsplash.

Un dato eclatante riguarda la maturità dei progetti: la quota di aziende ancora bloccate in fasi pilota è destinata a crollare dal 29% attuale al 2% entro il prossimo anno. Questo spostamento indica una transizione massiccia verso implementazioni su scala industriale che coinvolgono sia il front-end operativo che il back-office.

Investimenti e ritorni economici con il digitale

La capacità di generare valore finanziario reale dalle nuove tecnologie sta diventando il principale parametro di successo per i dirigenti. Lo studio riporta che il 21% delle organizzazioni nel comparto analizzato sta ottenendo un ritorno sull’investimento tecnologico superiore al 200%. Tuttavia, la maggioranza del mercato, circa il 57%, si trova ancora in una fase di pareggio con ritorni compresi tra il 91% e il 100%.

L’intelligenza artificiale emerge come un motore finanziario potente, con oltre il 50% delle organizzazioni che attribuisce all’IA una quota tra il 31% e il 40% dei benefici finanziari totali derivanti dal digitale. Nonostante questo potenziale, circa il 60% degli intervistati concorda sul fatto che i sistemi legacy rappresentino ancora una barriera significativa per catturare il pieno valore degli investimenti, generando quello che viene definito debito digitale.

Intelligenza artificiale: priorità tecnologiche e ruolo dei dati

Oltre all’IA, le strategie aziendali vedono una forte concentrazione di fondi in aree critiche per la resilienza operativa. L’analisi dei dati e i sistemi di analisi avanzata guidano la classifica delle adozioni con il 47% delle strategie già finanziate e in fase di scale-up, seguite dalla cybersecurity al 42% e dall’IA e automazione al 41%. La qualità dei dati è riconosciuta come la pietra angolare per il successo: il 42% dei leader punta prioritariamente a migliorare i flussi di dati per aumentare l’agilità decisionale.

Le preoccupazioni principali in questo ambito riguardano la sicurezza dei dati (13% come priorità assoluta), seguita dalla capacità di prendere decisioni basate sui dati (11%) e dalla creazione di una solida cultura del dato all’interno dell’organizzazione.

Sicurezza e resilienza in un ambiente in costante mutamento

In un contesto di crescente instabilità geopolitica, la protezione degli asset fisici e digitali è diventata una priorità esistenziale. Il miglioramento della gestione della cybersecurity è indicato dal 36% dei leader come il beneficio più atteso dal raggiungimento degli obiettivi tecnologici, superando persino la crescita dei nuovi ricavi (35%) e l’efficienza operativa (35%).

L’IA gioca un doppio ruolo in questo scenario: da un lato potenzia le difese attraverso la scansione predittiva delle minacce, dall’altro fornisce strumenti sofisticati ai cyber-criminali. Parallelamente, la gestione del rischio e la resilienza operativa sono citate come benefici chiave dal 29% delle aziende, riflettendo la necessità di proteggere infrastrutture critiche e proprietà intellettuale.

Il fattore umano e le competenze del futuro

La trasformazione tecnologica non può prescindere dall’evoluzione del capitale umano. Il report sottolinea che il 96% dei leader dell’energia ritiene che la gestione di agenti di IA diventerà una competenza lavorativa fondamentale entro i prossimi cinque anni. Per prepararsi a questo cambiamento, oltre il 60% delle organizzazioni sta già assumendo specialisti in intelligenza artificiale e rafforzando la collaborazione cross-funzionale.

La sfida principale rimane l’adozione quotidiana e il superamento delle resistenze interne. Per questo motivo, la creazione di una cultura dell’IA è considerata una missione critica per evitare soluzioni frammentate e garantire che la tecnologia supporti effettivamente il lavoro umano anziché essere percepita come una minaccia.

Oltre l’intelligenza artificiale le nuove frontiere dell’innovazione

Mentre l’IA domina l’agenda attuale, altre tecnologie emergenti stanno guadagnando terreno. L’edge computing, oggi adottato dal 17% delle organizzazioni, è previsto in crescita fino al 57% per supportare l’elaborazione dei dati in tempo reale. La realtà virtuale e aumentata (VR/AR) vedranno un balzo dal 16% al 48% per applicazioni di formazione immersiva e visualizzazione dei prodotti. Anche il quantum computing è all’orizzonte, con la crittografia post-quantistica che vede una proiezione di crescita dal 14% al 50%.

Infine, le tecnologie everything-as-a-service (XaaS) passeranno dal 13% al 47%, riflettendo la preferenza per modelli basati su abbonamento che riducono i costi iniziali e aumentano la scalabilità. Questo ecosistema tecnologico integrato, supportato da modelli di governance federati adottati da quasi la metà delle aziende, delinea il percorso verso un futuro energetico più smart, sicuro e sostenibile.

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