IA nelle imprese, oltre l’efficienza per il futuro del business

Focus sul rapporto Deloitte

Il panorama tecnologico globale ha raggiunto un punto di svolta critico, segnando il passaggio definitivo dell’IA da semplice strumento di supporto a pilastro centrale delle strategie aziendali. Secondo il rapporto State of AI in the enterprise di Deloitte, l’accesso dei lavoratori a strumenti di intelligenza artificiale autorizzati è cresciuto del 50% in un solo anno, coprendo oggi circa il 60% della forza lavoro globale. Tuttavia, emerge una sfida senza precedenti: il 75% delle organizzazioni non è ancora riuscito a portare oltre il 40% dei propri esperimenti nella fase di produzione effettiva. Questo stallo evidenzia la difficoltà strutturale nel tradurre i test di laboratorio in soluzioni capaci di generare un impatto misurabile su scala industriale.

IA
Foto di Igor Omilaev su Unsplash.

IA, la trasformazione dei modelli di business

Attualmente, il mercato si divide in tre segmenti distinti. Circa il 34% delle imprese sta utilizzando l’IA per una trasformazione profonda, reinventando prodotti e modelli di business per creare nuove fonti di valore. Un altro 30% si limita a ridisegnare i processi chiave mantenendo intatta la propria struttura, mentre il restante 37% applica l’intelligenza artificiale solo in superficie, senza modificare i flussi di lavoro esistenti.

Sebbene la produttività sia un beneficio già riscontrato dal 66% dei leader, la crescita dei ricavi rimane un obiettivo ancora lontano: il 74% delle aziende spera di aumentare il fatturato grazie all’IA in futuro, ma solo il 20% dichiara di esserci già riuscito.

L’ascesa dell’intelligenza artificiale agente

Una delle tendenze più dirompenti del 2026 è l’affermazione della cosiddetta Agentic AI, ossia sistemi capaci di ragionare autonomamente, stabilire obiettivi e coordinare attività complesse interagendo con esseri umani o altri agenti. Quasi tre aziende su quattro prevedono di implementare queste soluzioni entro i prossimi due anni.

Tuttavia, la rapidità dell’adozione non è supportata da una vigilanza adeguata: solo il 21% delle imprese dichiara di possedere un modello di governance maturo per gestire i rischi derivanti dall’autonomia di tali sistemi. La preoccupazione principale rimane la sicurezza dei dati, indicata dal 73% dei leader, seguita dalla conformità normativa e dalla qualità dei modelli.

Robotica avanzata, veicoli autonomi e droni

L’integrazione tra il mondo digitale e quello materiale sta accelerando attraverso l’IA fisica, che include robotica avanzata, veicoli autonomi e droni. Il 58% delle aziende utilizza già queste tecnologie, con una previsione di crescita fino all’80% entro il 2028. In questo ambito, i costi rappresentano la barriera principale: un progetto di automazione può richiedere investimenti massicci in infrastrutture fisiche, che possono variare da centinaia di migliaia a diversi milioni di euro per la modifica degli impianti e l’integrazione dei sistemi.

Parallelamente, il concetto di Sovereign AI è diventato una priorità geopolitica ed economica. Oltre l’80% delle aziende considera la sovranità tecnologica moderatamente o estremamente importante per la pianificazione strategica. Il luogo in cui la tecnologia viene costruita è diventato un fattore decisivo: il 77% dei leader valuta il paese d’origine di un fornitore prima di procedere all’acquisto, riflettendo la volontà di ridurre la dipendenza da infrastrutture estere e garantire l’indipendenza strategica.

Il fattore umano nella ridefinizione del lavoro

Nonostante l’automazione sia destinata a trasformare radicalmente l’occupazione — l’82% delle imprese prevede che almeno il 10% dei ruoli sarà completamente automatizzato entro tre anni — l’84% non ha ancora ridisegnato la natura stessa del lavoro intorno alle nuove capacità dell’IA. La carenza di competenze tecniche rimane il principale ostacolo all’integrazione.

Al momento, la maggior parte delle aziende (53%) si concentra sulla formazione per aumentare la familiarità generale con l’IA, ma solo una minoranza sta effettivamente ristrutturando percorsi di carriera e modelli operativi per valorizzare le qualità unicamente umane come il giudizio critico, la creatività e l’empatia.

Leggi anche Come l’intelligenza artificiale sta ridisegnando l’architettura dei dati


Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita

Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Un team di professionisti curioso e attento alle mutazioni economiche e sociali portate dalla sfida climatica.