Non solo una transizione ecologica, ma una vera e propria riforma strutturale per garantire competitività alle imprese e sollievo alle famiglie. È questo il cuore del documento presentato da Fire, Federazione Italiana per l’Uso Razionale dell’Energia durante le recenti audizioni presso l’Arera, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.
Il confronto tra la Federazione e l’Autorità entra nel vivo già oggi, in un incontro tecnico con il Collegio dell’Autorità volto ad approfondire le proposte avanzate per una gestione più intelligente delle risorse energetiche nazionali.
1. Riequilibrare i costi: elettricità vs gas
Il primo ostacolo all’efficienza individuato da Fire è il paradosso tariffario: oggi le tecnologie elettriche più virtuose, come le pompe di calore, rischiano di essere meno convenienti rispetto a quelle a combustibili fossili. Il motivo? Una struttura fiscale che carica pesantemente l’elettricità di oneri di sistema e imposte. La Federazione chiede un’istruttoria urgente per rimodulare questi pesi, evitando che il fisco diventi un freno all’adozione di soluzioni green.
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2. Consumatori protagonisti con la “Demand Response”
Il sistema energetico del futuro deve essere flessibile. La Federazione spinge sulla demand response, ovvero la possibilità per cittadini e aziende di modulare i propri prelievi in base ai costi e ai picchi di rete. Le proposte includono la revisione delle fasce orarie, l’introduzione di tariffe dinamiche e la semplificazione delle regole per accedere ai mercati della flessibilità, permettendo a tutti di beneficiare del calo dei prezzi legato alle rinnovabili.
3. Lotta alla povertà energetica
Per Fire, l’efficienza deve essere uno strumento di giustizia sociale. Di fronte a una povertà energetica in crescita, la Federazione propone di passare da semplici sussidi a interventi strutturali. L’idea è destinare parte delle risorse alla riqualificazione degli edifici occupati da famiglie vulnerabili, riducendo stabilmente i consumi e garantendo maggiore trasparenza sulle offerte commerciali e sul monitoraggio del bonus sociale.
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4. Il ruolo della cogenerazione (CAR)
Oltre il 50% dell’elettricità termoelettrica italiana è generata tramite cogenerazione ad alto rendimento, un pilastro per il settore manifatturiero. La Federazione degli energy manager mette in guardia contro normative troppo rigide che potrebbero penalizzare il comparto e propone regole che ne promuovano un uso flessibile, integrando combustibili a basso contenuto di carbonio per salvaguardare sicurezza energetica e competitività.
5. La sfida dell’Intelligenza Artificiale
Con l’esplosione dei Data Center legati all’IA, la domanda elettrica è destinata a impennarsi. Fire anticipa il problema chiedendo ad Arera l’introduzione di standard minimi di efficienza per le nuove infrastrutture, l’obbligo di monitoraggio dei consumi e tariffe specifiche che incentivino l’integrazione delle fonti rinnovabili in questi enormi hub tecnologici.
Costruire un sistema veramente resiliente
Secondo la Federazione degli energy manager, queste misure formano un pacchetto coerente in cui l’Autorità deve giocare un ruolo da regista. “Regole chiare, orizzonti temporali certi e controlli efficaci”, conclude il documento, sono i prerequisiti fondamentali per permettere all’efficienza energetica di trasformarsi da costo a opportunità, abbattendo emissioni e bollette per tutto il Sistema Paese.
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