Conoe, 2025 da record: 235 mila tonnellate di CO2 risparmiate

L'economia circolare degli oli esausti

L’impegno per la sostenibilità ambientale in Italia trova una delle sue massime espressioni nel bilancio dell’esercizio 2025 del Consorzio nazionale per la raccolta e il trattamento degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti. I numeri presentati dal Conoe delineano un quadro di efficienza operativa e solidità economica, confermando il ruolo centrale dell’ente nella transizione ecologica nazionale. Con oltre 82.000 tonnellate intercettate e una capacità di rigenerazione che sfiora la totalità del raccolto, la filiera italiana si pone come un modello di eccellenza, nonostante le sfide poste da un mercato internazionale sempre più complesso e dai nodi normativi ancora da sciogliere per proteggere il prodotto nazionale.

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Foto di Fulvio Ciccolo su Unsplash.

I numeri della raccolta e l’impatto ambientale

Nel corso dell’ultimo anno, l’attività istituzionale del Consorzio ha permesso di raggiungere il traguardo di 82.125 tonnellate di oli e grassi esausti raccolti. Questo dato rappresenta la quasi interezza della produzione derivante dalle attività professionali, che includono industria, ristorazione e artigianato. Guardando alla produzione nazionale complessiva, stimata in circa 300 mila tonnellate annue, emerge chiaramente la distinzione tra il comparto professionale, responsabile del 38% del totale, e quello domestico, che incide per il restante 62%.

Il vero successo del 2025 risiede nella capacità di trasformazione: oltre il 98% del quantitativo raccolto è stato avviato a processi di rigenerazione, trovando sbocco principalmente nella produzione di biodiesel. Tale processo non ha solo un valore energetico, ma un impatto climatico diretto, avendo evitato l’immissione in atmosfera di oltre 235.000 tonnellate di anidride carbonica, riducendo sensibilmente il ricorso ai combustibili fossili.

La sfida del mercato e la tutela della tracciabilità

Nonostante il successo operativo, il settore deve navigare in acque agitate a causa di dinamiche di mercato sfavorevoli. Il Conoe ha evidenziato come la collocazione degli oli esausti italiani sul mercato dei biocarburanti sia attualmente messa a rischio dalla pressione competitiva di prodotti d’importazione. La preoccupazione principale riguarda la tracciabilità di tali flussi esteri, spesso incerta, che si unisce alla mancanza di meccanismi incentivanti capaci di valorizzare pienamente la qualità e la virtuosità della filiera interna.

Per far fronte a questa situazione, il Consorzio ha già intrapreso un dialogo serrato con il Parlamento e i Ministeri competenti, con l’obiettivo di ottenere interventi normativi che possano salvaguardare gli sforzi compiuti dalle imprese nazionali.

Solidità economica e crescita della rete consortile

Il bilancio 2025 non brilla solo per le performance ecologiche, ma anche per i dati finanziari. Il risultato d’esercizio si è chiuso in positivo, mostrando una situazione patrimoniale robusta e indicatori di liquidità in netto miglioramento rispetto agli anni precedenti. Questa stabilità ha favorito l’espansione della base associativa: sono circa 400 le nuove imprese che si sono iscritte al Consorzio nell’ultimo anno, a testimonianza della crescente autorevolezza del Conoe quale ente di riferimento ex-lege per l’intera filiera.

La crescita del numero dei consorziati nei diversi comparti riflette una consapevolezza industriale sempre più orientata verso la responsabilità ambientale e la conformità normativa.

Digitalizzazione e innovazione per il futuro della filiera

Tra le direttrici strategiche che hanno caratterizzato l’azione del 2025 spicca l’accelerazione verso la tecnologia. Il Consorzio ha investito nello sviluppo di una piattaforma dedicata alla digitalizzazione dei dati di filiera, uno strumento essenziale per garantire trasparenza e monitoraggio costante dei flussi. Parallelamente, è proseguito il lavoro di supporto alla ricerca scientifica per individuare nuove applicazioni degli oli vegetali esausti, esplorando utilizzi alternativi a quello attuale.

Sul fronte territoriale, sono aumentate le convenzioni con enti pubblici e aziende di igiene urbana, mentre le attività di sensibilizzazione si sono concentrate soprattutto sui canali digitali per raggiungere una platea sempre più vasta di cittadini.

L’impegno per il recupero domestico degli oli esausti e la visione strategica

Commentando i risultati della Relazione al Bilancio, il presidente Tommaso Campanile sottolinea nella nota stampa come il Conoe rappresenti un esempio concreto di economia circolare in grado di unire sostenibilità e legame con il territorio. Pur confermando l’efficacia del lavoro svolto e il valore dei benefici ambientali ottenuti, Campanile ribadisce la necessità di non abbassare la guardia.

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Secondo il presidente del Consorzio, resta prioritario incrementare la raccolta specialmente tra le mura domestiche, dove si annida ancora la maggior parte del potenziale non recuperato. Per il futuro, l’obiettivo dichiarato è quello di potenziare le sinergie con i Comuni e gli enti locali affinché ogni goccia di olio possa essere sottratta allo smaltimento improprio e trasformata in una risorsa preziosa per il Paese.

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