L’intelligenza artificiale si candida a diventare il motore della transizione energetica italiana, abbattendo uno dei muri più alti: la burocrazia e la lentezza nelle fasi preliminari. La Business Unit Green Energy di Proger ha lanciato una nuova piattaforma tecnologica capace di trasformare radicalmente la fase di “origination” (la ricerca e selezione dei siti) per i nuovi impianti fotovoltaici.

I numeri parlano di un cambio di paradigma senza precedenti: laddove prima occorrevano oltre nove mesi di analisi manuali, oggi bastano meno di quattro settimane per individuare una pipeline di potenziali siti, completare le verifiche tecniche e avviare i primi contatti con i proprietari terrieri. A regime, l’obiettivo è scendere a soli quindici giorni.
Come funziona: l’integrazione tra GIS e algoritmi
Il cuore del sistema risiede nell’integrazione tra i Sistemi Informativi Geografici (GIS) e algoritmi di Intelligenza Artificiale. La piattaforma è in grado di analizzare istantaneamente una mole enorme di dati territoriali:
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Morfologia del suolo e livelli di irraggiamento solare.
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Vincoli paesaggistici, ambientali e archeologici.
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Prossimità alla rete elettrica per facilitare la connessione.
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Dati catastali e fonti aperte per l’identificazione automatizzata dei proprietari fondiari.
Questa automazione non si limita al fotovoltaico tradizionale, ma si adatta con precisione anche all’agrivoltaico e ai sistemi di accumulo, fornendo agli sviluppatori una dashboard centralizzata per monitorare lo stato di avanzamento di ogni progetto in tempo reale.
Sbloccare i capitali: l’obiettivo PNIEC 2030
L’intervento tecnologico arriva in un momento critico. Nonostante nel 2025 la produzione fotovoltaica in Italia sia cresciuta del 25% (superando i 43 GW di capacità installata), le nuove installazioni hanno subito una flessione del 5%. Il rallentamento è dovuto principalmente alle difficoltà autorizzative e alla complessità delle analisi preliminari.
“L’origination è una fase ad alta intensità di lavoro manuale e con elevato grado di incertezza”, spiega Rocco Marsico, Direttore della Business Unit Green Energy di Proger. “L’utilizzo dell’IA migliora la qualità della selezione iniziale, con effetti diretti sulla solidità delle pipeline e sulla capacità di mobilitare i capitali lungo tutta la filiera”.
Per raggiungere gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), l’Italia dovrà raddoppiare la propria capacità rinnovabile entro il 2030. Un traguardo che richiede investimenti massicci, stimati tra i 70 e i 90 miliardi di euro.
Dallo scouting al cantiere: un vantaggio competitivo
La strategia di Proger punta a coprire l’intera catena del valore: dalla due diligence tecnica e legale al permitting, fino alla progettazione esecutiva e al ruolo di contraente generale (EPC).
In un Paese dalla geografia complessa e con una normativa stratificata come l’Italia, l’uso dell’IA non è solo un esercizio di efficienza, ma un vantaggio competitivo distintivo che attrae operatori internazionali, oil companies e gestori di infrastrutture strategiche, pronti a scommettere sull’indipendenza energetica del Paese.
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