Il 6 maggio è l’Overshoot Day Italia che indica il momento in cui si esauriscono le risorse naturali rinnovabili per l’anno. Introdotto dal Global Footprint Network, il concetto si basa sul confronto tra la domanda ecologica di un Paese e la capacità di rigenerare risorse come acqua, foreste e suolo fertile. Ciò significa che dal 7 maggio vivremo in debito ecologico, utilizzando risorse non rigenerate, in anticipo di un mese sull’Overshoot mondiale, previsto il 5 giugno.

Overshoot Day Italia: dal 7 maggio siamo in debito ecologico
La situazione è preoccupante: lo scorso anno l’Overshoot Day si è verificato a fine maggio. Significa che stiamo consumando, sempre più a ritmo crescente, più di quanto il Pianeta sia in grado di rigenerare. Con inevitabili conseguenze negative sugli ecosistemi.
La proiezione per l’Italia riflette un trend negativo ma che, a livello globale, riguarda tutte le nazioni sviluppate. Servirebbero le risorse di circa 3 Pianeti se tutti vivessero come noi italiani: lo ricorda il Wwf in un post pubblicato sul proprio sito istituzionale. Ci vorrebbero 1,7 Pianeti per soddisfare i bisogni della popolazione mondiale: “Rispetto a questa media globale, gli abitanti di un Paese come l’Italia, così come anche della Germania e della Francia, hanno un’impronta ecologica quattro volte la biocapacità disponibile”. Se tutti consumassimo come gli abitanti degli Stati Uniti servirebbero 5 Pianeti: non a caso gli Usa hanno avuto il loro Overshoot Day il 15 marzo scorso.
Per vivere come noi italiani servirebbero 3 Pianeti
La data dell’Overshoot day varia a seconda del Paese, e anche di anno in anno, a seconda delle politiche di sfruttamento delle risorse naturali. Il risultato è che stiamo sottoponendo la Terra a una pressione sempre maggiore. Spendiamo più risorse naturali di quelle di cui effettivamente disponiamo e immettiamo in atmosfera più CO2 della capacità che hanno gli ecosistemi di assorbirla: “Per soddisfare i consumi annui degli italiani sarebbero necessarie più di 4 Italie” evidenzia Wwf Italia.
Con 4 ettari pro capite, l’impronta ecologica degli italiani è notevolmente superiore alla capacità disponibile (pari a 1 ettaro). Nonostante questo trend negativo, l’Italia ha un’impronta più bassa della media europea (pari a 4,5 ettari procapite ) e di poco inferiore a quella di Francia e Germania (rispettivamente 4,3 e 4,5 ettari pro capite) ma superiore alla Spagna (3,9 ettari pro capite). In particolare, l’impronta del nostro Paese è determinata principalmente dai trasporti e dal consumo alimentare.
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