Valvole industriali, l’export italiano vola a 4,1 miliardi nel 2025

Il comparto delle valvole industriali e per impiantistica si conferma la vera locomotiva della meccanica italiana sui mercati internazionali. A certificarlo sono i dati dell’Ufficio Statistica di ANIMA Confindustria, divulgati da AVR (l’Associazione italiana costruttori valvole e rubinetti) in occasione dell’Industrial Valve Summit (IVS). Nel 2025, il settore ha registrato un valore complessivo dell’export pari a 4,1 miliardi di euro, segnando un balzo in avanti del 6,9% rispetto all’anno precedente.

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I numeri complessivi dell’associazione AVR descrivono una filiera in salute e fortemente proiettata oltreconfine: nel 2025 il fatturato totale ha toccato i 9,55 miliardi di euro, con una quota export che supera stabilmente il 60%.

La geografia del successo: exploit negli USA e spinta in Medio Oriente

La mappa delle esportazioni premia la capacità delle aziende italiane di intercettare i grandi investimenti infrastrutturali ed energetici globali.

Il Medio Oriente si consolida come l’area di riferimento principale, assorbendo da solo (grazie all’asse tra Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar) oltre un quinto delle vendite estere.

  • Arabia Saudita: resta il primo mercato di destinazione in assoluto con 611 milioni di euro (+13,3% rispetto al 2024).

  • Stati Uniti: mostrano la crescita più impetuosa in termini di volume assoluto, raggiungendo i 477 milioni di euro grazie a un balzo record del +30,4%.

  • Emirati Arabi Uniti & Norvegia: fanno registrare le accelerazioni percentuali più spettacolari, crescendo rispettivamente del +51,6% e del +54,8%, trainati da nuove commesse nell’impiantistica pesante.

  • Cina: subisce invece una leggera flessione, assestandosi a 311 milioni di euro (-1,7%).

“Il nostro settore conferma una chiara leadership tecnologica internazionale”, ha commentato Sandro Bonomi, Presidente di AVR. “Realizzare in Italia fiere specialistiche come IVS valorizza la nostra capacità produttiva all’interno della filiera globale dell’energia”.

Nuove rotte commerciali contro i venti geopolitici

Se lo scenario internazionale resta frammentato e complesso a causa delle tensioni geopolitiche, gli imprenditori italiani stanno già studiando le contromisure per bilanciare i mercati. Per i prossimi mesi, gli occhi del comparto sono puntati con forte interesse verso l’America: le aree del Mercosur (con Brasile e Argentina in testa) e il Canada sono considerate le piazze più strategiche e ricche di opportunità commerciali a breve termine.

La carta del nucleare e delle nuove energie

Il vero salto di qualità per la filiera italiana si gioca però sul terreno dell’innovazione tecnologica e della transizione energetica. Le aziende nazionali stanno rafforzando la loro presenza sia nel settore delle rinnovabili sia in quello, storicamente d’eccellenza, della gestione dell’energia nucleare.

Proprio le prospettive del comparto dell’atomo sono state al centro del focus tecnico “Entering the Nuclear: Opportunities for the Valve and Flow-Control Industry in traditional nuclear power and SMR/AMR Programmes”. Al convegno hanno preso parte figure chiave del settore, tra cui Giovanni Zimello (Working Group Internazionalizzazione di ANIMA) e Marcello Parodi (Supply Chain Manager di Ansaldo Nucleare).

Dal dibattito è emerso con chiarezza che l’Italia possiede un know-how di altissimo livello nelle valvole di sicurezza e controllo per impianti complessi. Competenze che AVR e ANIMA Confindustria stanno già spendendo ai tavoli europei e nazionali, promuovendo accordi e collaborazioni industriali con Paesi in forte espansione nucleare come Francia e Polonia. La componentistica italiana si candida così a diventare strategica sia per l’ammodernamento delle centrali esistenti, sia per lo sviluppo dei futuri reattori di nuova generazione (SMR e AMR).


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