14 miliardi di euro all’anno al 2035 per illuminare l’Africa

Allarme Iea: drammatica fotografia sulla via per raggiungere l'accesso universale entro il 2035

Quasi due persone su cinque in Africa vivono ancora senza accesso all’elettricità. Per colmare questo deficit e garantire l’accesso universale entro il 2035, l’Africa subsahariana necessita di un investimento cumulativo di quasi 140 miliardi di euro, pari a 14 miliardi di euro all’anno al 2035. Questo obiettivo contrasta in modo drammatico con i flussi finanziari attuali: nel 2023, sono stati impegnati meno di 2,3 miliardi di euro per nuove connessioni elettriche nella regione.

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Foto di Kayla Farmer su Unsplash.

Questa cifra rappresenta meno di un sesto del fabbisogno annuale. Se non si accelera drasticamente, avverte l’Iea nel rapporto speciale Financing Electricity Access in Africa, circa 600 milioni di individui  rimarranno senza accesso alla rete.

Accesso stagnante e prospettive demografiche

Nonostante gli sforzi, l’elettrificazione ha a malapena tenuto il passo con la crescita demografica del continente, lasciando l’Africa subsahariana ben lontana dagli obiettivi fissati. Il progresso nel ridurre il numero assoluto di persone senza accesso è rimasto bloccato, con un tasso di miglioramento insufficiente a recuperare pienamente i livelli pre-pandemici. Tra il 2019 e il 2024, in media, solo 16 milioni di persone all’anno hanno ottenuto l’accesso all’elettricità. La crisi non è solo una questione di connessione: anche dove disponibile, i costi elevati rendono l’elettricità spesso irraggiungibile per le famiglie a basso reddito.

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Dare luce all’Africa: piano Access e investimenti necessari

Lo scenario Access (Accelerating Clean Cooking and Electricity Services Scenario) delineato dall’Iea stabilisce il percorso per l’accesso universale, basato su un’accelerazione dei progressi storici e sull’adozione di soluzioni economicamente vantaggiose. I 14 miliardi di euro di investimento annuo richiesti per l’infrastruttura dovrebbero essere distribuiti su tre pilastri tecnologici:

  • espansione della rete: quasi la metà degli investimenti, circa 6,5 miliardi di euro all’anno, è destinata all’espansione delle reti elettriche esistenti:
  • mini-grid: circa un terzo degli investimenti, pari a 4,7 miliardi di euro all’anno, dovrebbe essere convogliato verso le mini-grid, fondamentali per le aree rurali;
  • sistemi solari domestici: oltre il 20% della spesa, circa 2,8 miliardi di euro all’anno, è richiesto per sistemi decentralizzati e autonomi.

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L’accesso universale, chiarisce l’Iea, richiede un approccio multi-tecnologico che sfrutti la combinazione ottimale di queste soluzioni.

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Investimenti attuali: eccessiva dipendenza da fondi pubblici

L’attuale panorama finanziario è caratterizzato da una grave scarsità di capitale e da una forte dipendenza da fonti pubbliche, lasciando il settore estremamente vulnerabile. Secondo i dati contenuti nel documento:

  • Il finanziamento totale di 2,3 miliardi di euro si è basato prevalentemente sul finanziamento pubblico internazionale, che ha toccato 1,7 miliardi di euro. Il finanziamento privato, invece, si è attestato a soli 600 milioni di euro, rappresentando meno del 30% dei flussi totali.
  • Il capitale proprio disponibile ha raggiunto solo 540 milioni di euro, ma è stato limitato e volatile, ostacolando la fase di sviluppo e crescita dei progetti.
  • I finanziamenti sono concentrati a livello geografico. La metà dei flussi è incanalata verso appena sei Paesi (Angola, Kenya, Mozambico, Nigeria, Senegal e Sudafrica), ignorando la maggior parte del continente. Inoltre, nonostante l’80% della popolazione senza accesso viva in aree rurali, mentre i finanziamenti sono ancora orientati in modo sproporzionato verso le aree urbane.

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L’Iea è categorica: per raggiungere gli obiettivi, il finanziamento privato deve aumentare notevolmente, arrivando a rappresentare oltre il 45% della spesa totale prevista nello scenario Access, ma ciò richiede un ambiente normativo e operativo molto più solido e attraente.

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La sfida finale dell’Iea: affrontare il gap di accessibilità

Il rapporto evidenzia che finanziare solo le infrastrutture di connessione non è sufficiente. È necessario uno sforzo aggiuntivo di almeno 1,9 miliardi di euro all’anno per garantire che i servizi energetici di base siano anche accessibili economicamente. Le analisi Iea rivelano che circa 220 milioni di persone in Africa (il 40% di coloro che non hanno accesso) non saranno in grado di permettersi il pacchetto base di servizi elettrici senza aiuti mirati.

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Per affrontare questa povertà energetica, l’Agenzia chiede un uso più strategico e catalitico dei fondi agevolati (concessional funds), che dovrebbero concentrarsi su:

  • comunità a basso reddito e popolazioni vulnerabili, come quelle che vivono in insediamenti informali o Stati fragili/coinvolti in conflitti (dove si concentra il 60% delle famiglie senza accesso);
  • assunzione di posizioni ad alto rischio per sbloccare capitali privati, ad esempio attraverso strutture di blended finance;
  • riduzione del costo del capitale, che in Africa è fino a quattro volte superiore rispetto ai Paesi avanzati.

In conclusione, il messaggio chiave del rapporto è chiaro: senza un cambio di marcia immediato e una partnership globale più efficace che converta i grandi obiettivi in flussi finanziari reali, l’Africa rischia di mancare l’obiettivo di elettrificazione per un’intera generazione.

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