Africa e povertà energetica: un miliardo senza fornelli puliti

Nuovi impegni e investimenti segnano un’inversione di rotta

Mentre il mondo celebra passi da gigante nell’accesso a sistemi di cottura puliti, l’Africa subsahariana si trova ancora a fronteggiare una crisi energetica silenziosa che affligge un miliardo di persone. Un quarto della popolazione mondiale, pari a due miliardi di individui, cucina ancora su fuochi aperti o fornelli rudimentali, inalando fumi tossici e spendendo ore preziose nella ricerca di combustibili come legna da ardere o sterco animale.

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Foto di Emmanuel Offei su Unsplash.

In Asia e America Latina, quasi 1,5 miliardi di persone hanno ottenuto accesso a soluzioni moderne negli ultimi quindici anni, dimezzando il divario. Ma in Africa, la tendenza è stata inversa: il numero di persone senza accesso è cresciuto, colpendo oggi circa quattro famiglie su cinque. Lo rivela il nuovo rapporto dell’Iea.

Africa: costo umano e ambientale insostenibile

La mancanza di un accesso a metodi di cottura puliti non è solo una questione di disagio, ma una vera e propria emergenza con conseguenze devastanti. Ogni anno, si contano 815.000 morti premature nella sola Africa, causate dall’inquinamento atmosferico domestico. Donne e ragazze sono le più colpite: trascorrono in media quattro ore al giorno a procurarsi combustibile e a cucinare, un tempo sottratto all’istruzione o ad attività retribuite, perpetuando un circolo vizioso di povertà e disuguaglianza.

L’impatto ambientale è altrettanto preoccupante. La dipendenza dalla legna da ardere contribuisce alla perdita di 1,3 milioni di ettari di foresta ogni anno, una risorsa vitale che si sta rapidamente esaurendo. L’insieme di queste dinamiche e delle emissioni dirette derivanti dai metodi di cottura tradizionali equivale a un quarto delle attuali emissioni di CO2 legate all’energia, aggravando la crisi climatica globale.

Cucina pulita: impegni e progressi post-Summit 2024

Fortunatamente, il panorama sta iniziando a cambiare. Il Summit del 2024 sulla Cucina Pulita in Africa, organizzato dall’Agenzia, ha segnato un punto di svolta. L’evento ha generato circa 1,9 miliardi di euro in impegni da parte del settore pubblico e privato e promesse politiche da dodici governi africani. Da allora, oltre 400 milioni di euro sono già stati erogati, superando la media annuale necessaria per onorare pienamente gli impegni finanziari entro il 2030.

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L’Iea ha monitorato attentamente i progressi, rilevando che oltre il 70% degli africani senza accesso vive in Paesi che hanno rafforzato i loro quadri politici per la cucina pulita dal 2024, con 40 nuove politiche in vigore. Dieci dei dodici Paesi africani rappresentati al Summit hanno annunciato o implementato nuove politiche, con la Tanzania e il Kenya in testa per i miglioramenti nella copertura.

Gli ultimi cinque anni hanno visto un’accelerazione degli sforzi in paesi chiave come Kenya e Nigeria, che hanno esteso l’accesso al 2,7% della loro popolazione ogni anno, un tasso paragonabile alle esperienze di successo globali. Anche gli investimenti in infrastrutture per la cucina pulita stanno crescendo, trainati in gran parte dal settore privato. Nel 2023, si stima siano stati investiti circa 580 milioni di euro in infrastrutture, fornelli e hardware per la distribuzione del carburante, con un aumento annuale del 10%, spinto dalla crescita delle infrastrutture di distribuzione del Gpl. Le proiezioni indicano che gli investimenti nel settore della cucina in Africa raggiungeranno nuovi massimi nel 2025.

Un futuro più pulito è possibile: lo scenario Access dell’Iea

L’analisi Paese per Paese dell’Iea suggerisce che l’Africa potrebbe raggiungere il pieno accesso a una cucina pulita in circa quindici anni, eguagliando i migliori tassi di progresso osservati altrove. Il nuovo scenario Access (Acceleration Clean Cooking and Electricity Services Scenario) delinea un percorso in cui tutti i Paesi africani replicano i tassi di successo storici di altre nazioni con caratteristiche simili.

Questo scenario prevede che circa 80 milioni di persone otterranno accesso a una cucina pulita ogni anno in Africa, un ritmo sette volte superiore a quello attuale. Le città saranno le prime a raggiungere il pieno accesso, con quasi il 95% della popolazione urbana africana che ne beneficerà entro il 2035. L’Africa meridionale dovrebbe raggiungere l’accesso universale per prima, seguita dall’Africa occidentale, orientale e centrale.

Per raggiungere questo obiettivo, sarà fondamentale ampliare la disponibilità di una serie di combustibili e tecnologie. L’analisi Access, basata su una mappatura inedita delle infrastrutture esistenti, rivela che oltre il 60% delle persone che otterranno l’accesso entro il 2040 lo farà tramite Gpl. Tuttavia, altre soluzioni come l’elettricità (17%), il bioetanolo e il biogas (11%) e le cucine a biomassa avanzate (10%) giocheranno un ruolo cruciale.

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