Papua Nuova Guinea alla svolta energetica: piano da 483 milioni

Illuminare lo Stato dell'Oceania e guidare la transizione ecologica

Papua Nuova Guinea si trova a un punto di svolta fondamentale nel suo percorso verso un futuro sostenibile, resiliente e inclusivo. Nonostante una straordinaria ricchezza di risorse naturali, soltanto il 21% della popolazione ha oggi accesso all’elettricità, uno dei tassi più bassi dell’intera regione del Pacifico. Questa profonda disparità tra aree urbane e rurali ostacola lo sviluppo economico e acuisce le disuguaglianze sociali. Per rispondere a questa sfida, l’Autorità Nazionale per l’Energia della Papua Nuova Guinea, in collaborazione con l’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (Irena) nell’ambito dell’iniziativa Sids Lighthouses, ha tracciato una strategia quinquennale integrata nell’Energy Transition Assessment (Eta). Il piano d’azione stabilisce una tabella di marcia dettagliata dal valore complessivo stimato in circa 483,14 milioni di euro per guidare la transizione energetica e sostenere gli obiettivi di decarbonizzazione del paese.

Papua

Il rapporto pubblicato dall’Irena analizza in modo approfondito il potenziale del Paese e individua le barriere strutturali, proponendo interventi mirati per raggiungere gli obiettivi nazionali: garantire l’accesso all’elettricità al 70% delle famiglie entro il 2030 e la copertura universale con il 100% di fonti rinnovabili entro il 2050. Le raccomandazioni si articolano su sei aree prioritarie che spaziano dall’elettrificazione rurale all’efficienza di rete, fino alla decarbonizzazione dei trasporti e all’integrazione delle energie pulite nei settori produttivi.

Tra dipendenza dai fossili e divario di accesso

La geografia frammentata e la complessa morfologia del territorio della Papua Nuova Guinea rappresentano un ostacolo primario per le infrastrutture tradizionali. Circa l’87% dei 10,48 milioni di abitanti vive in aree rurali e remote, dove l’elettrificazione raggiunge appena il 13%, contro il 65% riscontrato nei centri urbani. La maggior parte della popolazione rurale si affida alla legna da ardere per cucinare e a sistemi solari domestici o lanterne a batteria per l’illuminazione quotidiana.

Papua-2

Sul fronte della produzione elettrica, la capacità installata totale si attesta a circa 900 megawatt. Nel 2023 la generazione complessiva è stata di 2.842 gigawattora, prodotta per il 66% da fonti non rinnovabili e per il 34% da fonti rinnovabili, con la preminenza di idroelettrico (29%), geotermico (3%) e bioenergie (1%). Nonostante le elevate riserve nazionali di gas naturale, il Paese continua a dipendere fortemente dalle importazioni di prodotti petroliferi raffinati, che nel 2023 hanno toccato la cifra di 865 milioni di euro.

Questa marcata dipendenza espone l’economia alla forte volatilità dei prezzi internazionali dei carburanti. A ciò si aggiunge una grave distorsione strutturale dei costi: il costo effettivo di produzione dell’elettricità sostiene una spesa indicativa di 2,80 euro al chilowattora, a fronte di tariffe al consumo bloccate dal 2013 attorno ai 0,20 euro/kWh per i clienti residenziali e 0,28 euro/kWh per quelli commerciali. Questo divario economico mette sotto severa pressione finanziaria la società statale Png Power Limited (Ppl), limitando la capacità di investimento nella manutenzione e nell’espansione della rete.

Leggi anche Rinnovabili più del carbone: economia blindata da shock geopolitici

Le sei aree di intervento strategico del piano Eta

Per affrontare la transizione in modo sistemico, la diagnosi dell’Irena definisce un piano d’azione concreto focalizzato su sei pilastri operativi. Il primo pilastro riguarda l’accelerazione dell’accesso all’energia nelle comunità rurali. L’estensione della rete nazionale risulta complessa e onerosa a causa del terreno impervio, dei contenziosi legati al regime fondiario consuetudinario (che copre il 97% delle terre) e dei frequenti atti di vandalismo. Il costo medio per collegare una famiglia alla rete è stimato in circa 1.550 euro, mentre per i sistemi isolati si attesta su 1.160 euro. Il piano prevede di incentivare le minireti rinnovabili decentrate, stabilire quadri normativi standardizzati per i prodotti solari fuori rete e implementare modelli di finanziamento sostenibili basati su partenariati pubblico-privati e sistemi di pagamento a consumo (pay-as-you-go).

Papua-3

Il secondo pilastro punta all’espansione delle soluzioni per la cottura pulita (clean cooking). Nel 2023, solo l’11% della popolazione possedeva tecnologie di cottura pulite, mentre l’87,8% continuava a dipendere dalla combustione tradizionale di biomassa. Questa pratica comporta elevati rischi socio-sanitari e impatti ambientali negativi. Il piano raccomanda un quadro strategico nazionale, l’introduzione di sussidi e microfinanziamenti mirati per l’acquisto di fornelli migliorati o elettrici e la creazione di una rete locale di tecnici qualificati per la manutenzione delle apparecchiature.

Papua Nuova Guinea: come accelerare il potenziale rinnovabile

Il terzo pilastro è dedicato al rafforzamento della valutazione delle risorse e della pianificazione. Il potenziale rinnovabile della Papua Nuova Guinea è di primaria grandezza: il potenziale idroelettrico sfruttabile è stimato tra 82.000 e 110.630 megawatt, a fronte di una capacità installata attuale di soli 324,64 megawatt. L’irraggiamento solare garantisce un potenziale teorico per impianti su larga scala fino a 6.825 megawatt. La posizione geografica lungo la Cintura di Fuoco offre inoltre consistenti risorse geotermiche, attualmente sfruttate in un unico impianto commerciale da 50 megawatt sull’isola di Lihir per le attività minerarie. Il piano Eta prevede la creazione di un archivio centrale dei dati energetici gestito dall’Autorità Nazionale per l’Energia, l’adozione di un codice di rete aggiornato per integrare le fonti variabili e la definizione di accordi chiari di condivisione dei benefici con le comunità locali proprietarie dei terreni.

Papua-4

Il quarto pilastro, a cui è destinato ben il 94,5% delle risorse finanziarie previste dal piano (457 milioni di euro), si focalizza sull’efficienza energetica della rete e degli usi finali. Le perdite di rete di Ppl raggiungono il 26%, generando sprechi economici stimati in circa 112 milioni di euro all’anno. L’azione prioritaria riguarda l’ammodernamento delle infrastrutture di trasmissione e distribuzione attraverso tecnologie avanzate come i sistemi Scada, l’installazione di contatori intelligenti e la compensazione sincrona. Dal lato della domanda, si propone la definizione di uno standard minimo di prestazione energetica per gli elettrodomestici, l’obbligo di acquisti verdi nelle forniture pubbliche e l’incentivazione di società di servizi energetici (Esco).

Dalla decarbonizzazione dei trasporti ai Saf per l’aviazione

Il quinto pilastro mira a decarbonizzare il settore dei trasporti, responsabile di circa 2,59 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica (pari al 44% del totale nazionale), con il trasporto su strada che copre l’86% di tale quota. Il parco veicolare è destinato a crescere da 155 mila unità nel 2005 a oltre 600 mila entro il 2030. Le linee guida propongono di incentivare la mobilità elettrica fissando un obiettivo del 15% di nuove immatricolazioni elettriche entro il 2030, supportato da sgravi fiscali, dallo sviluppo di stazioni di ricarica e da studi di impatto sulla stabilità della rete.

Nei settori marittimo e dell’aviazione si punta all’ammodernamento dell’efficienza portuale, all’introduzione dell’alimentazione elettrica da banchina (cold ironing) e all’analisi di fattibilità per l’uso di biocarburanti e carburanti sostenibili per l’aviazione (Saf) derivati da scarti agricoli.

Infine, il sesto pilastro intende integrare le energie rinnovabili nei settori chiave dell’economia. Nell’agricoltura, che genera il 26% del prodotto interno lordo e occupa la maggior parte della popolazione rurale, la diffusione del solare per il pompaggio dell’acqua, la trasformazione dei prodotti e le catene del freddo può abbattere le perdite post-raccolto. Nelle strutture sanitarie e scolastiche isolate, l’elettrificazione mediante micro-reti solari garantisce la continuità operativa dei servizi medici di emergenza, la conservazione dei vaccini e l’accesso agli strumenti didattici digitali. Vengono inoltre previsti interventi per la gestione dei rifiuti tramite processi di conversione in energia e l’alimentazione solare delle torri di telecomunicazione e dei sistemi idrici potabili.

Modelli di governance e strumenti di sostenibilità finanziaria

L’attuazione del Piano d’Azione Eta richiede un solido quadro istituzionale guidato dal Consiglio Esecutivo Nazionale e coordinato dall’Autorità Nazionale per l’Energia, affiancati da un Comitato Consultivo per l’Energia e gruppi di lavoro tecnici specifici. Per raccogliere i 483,14 milioni di euro necessari al finanziamento degli interventi nel decennio 2025-2035, il piano propone una strategia multilivello che combina diverse fonti di capitale.

Oltre alle allocazioni dei bilanci statali e provinciali, si prevede un forte ricorso a prestiti agevolati e fondi a fondo perduto messi a disposizione da partner multilaterali e bilaterali, tra cui la Banca di Sviluppo Asiatica, la Banca Mondiale, il Fondo Verde per il Clima e le agenzie di cooperazione internazionale di Australia, Giappone, Unione Europea e Nuova Zelanda. Un ruolo centrale sarà svolto dai partenariati pubblico-privati, sostenuti da un sistema tariffario riformato che renda bancabili i progetti per i produttori indipendenti di energia.

L’efficacia degli interventi sarà verificata mediante un sistema strutturato di monitoraggio e valutazione, comprensivo di un riesame intermedio fissato per il 2030 e di una valutazione finale al 2035. Questo percorso consentirà alla Papua Nuova Guinea non solo di abbattere le proprie emissioni in conformità con gli impegni dell’Accordo di Parigi, ma anche di guidare una transizione energetica equa e inclusiva, capace di generare stimati 5.500 nuovi posti di lavoro diretti entro il 2030 e di offrire un’opportunità di riscatto economico per l’intero Paese.

Leggi anche Transizione energetica tra rinnovabili, materie prime critiche e smart mobility


Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita

Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Un team di professionisti curioso e attento alle mutazioni economiche e sociali portate dalla sfida climatica.