Emissioni di metano: verso l’approvazione del DDL 1836 e le indicazioni dell’UE sulle importazioni

Entra nel vivo all’8ª Commissione del Senato l’esame del DDL 1836, il disegno di legge volto a designare le autorità nazionali competenti per l’attuazione del Regolamento UE 2024/1787 sulle emissioni di metano nel settore energetico e a definirne il relativo quadro sanzionatorio. Il termine per la presentazione degli emendamenti al testo governativo è fissato per domani, 28 luglio.

In questa fase cruciale, l’associazione Amici della Terra ha inviato una nota alla Commissione richiamando l’emendamento già presentato durante l’audizione dello scorso 24 giugno. La proposta mira a valorizzare le competenze e il ruolo operativo di ISPRA e del SNPA (Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente) nell’ambito dei controlli ambientali richiesti dalla normativa europea.

Il contesto nazionale: tecnologie pronte e filiera matura

L’urgenza di completare l’iter legislativo italiano è stata ribadita anche nel corso dell’ultimo incontro di MonitorCH4, la manifestazione promossa da Amici della Terra e incentrata sulle tecnologie di monitoraggio e abbattimento del metano.

Leggi anche: “Ignorare il gas significa ignorare la realtà” il dibattito a Monitor CH4

Dal confronto tra gli operatori della filiera è emerso un quadro rassicurante: l’applicazione del Regolamento agli impianti dell’Unione Europea non presenta particolari criticità operative. L’esperienza maturata in Italia dimostra infatti che le tecnologie per la misurazione, la rendicontazione e la verifica (MRV), così come i programmi per il rilevamento e la riparazione delle perdite (LDAR), sono già ampiamente disponibili e operative sul campo.

Le indicazioni di Bruxelles sulle importazioni e scenari geopolitici

Sul fronte unionale, la Commissione Europea è di recente intervenuta sul tema delicato delle emissioni legate ai combustibili fossili importati da Paesi terzi, una questione resa ancor più complessa dalle recenti tensioni geopolitiche e dalla crisi in Medio Oriente.

Con due nuove raccomandazioni, Bruxelles ha chiarito che le sfide legate alle importazioni possono essere gestite attraverso gli strumenti già contenuti nel Regolamento, senza la necessità di apportare modifiche o rinviare le scadenze. Nello specifico, le linee guida europee forniscono indicazioni chiare su:

  • Applicazione delle sanzioni agli importatori in caso di mancata conformità;

  • Clausole contrattuali facoltative da inserire nei nuovi accordi di fornitura;

  • Soluzioni pratiche per soddisfare gli obblighi di monitoraggio, rendicontazione e riparazione delle perdite anche lungo le catene di approvvigionamento estere.

Le prospettive per l’Italia

L’evoluzione del quadro europeo conferma che il percorso di attuazione del Regolamento UE 2024/1787 non subirà battute d’arresto. Per l’Italia diventa quindi fondamentale approvare in tempi brevi il DDL 1836. Un passaggio normativo essenziale per garantire al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) un ruolo di regia efficace e per dotare il Paese di un sistema sanzionatorio chiaro, proporzionato e concretamente applicabile.


Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita

Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Un team di professionisti curioso e attento alle mutazioni economiche e sociali portate dalla sfida climatica.