Riscaldamento a biomasse legnose contro la povertà energetica

Produzione di biocombustibili legnosi riduce la dipendenza dai fossili: rapporto Aiel

Un’efficace pianificazione forestale e l’adozione del principio dell’uso a cascata delle biomasse sono fondamentali per valorizzare il patrimonio boschivo, generare valore locale e ridurre le importazioni. È questo il focus del rapporto Aiel, l’associazione che riunisce le aziende che operano lungo la filiera bosco-legno-energia: Riscaldare l’Italia senza fossili: il ruolo chiave delle biomasse. Secondo i dati, le foreste italiane coprono oltre 11 milioni di ettari, pari a quasi il 40% del territorio nazionale. Negli ultimi dieci anni, la superficie forestale è cresciuta del 5%, un aumento che però è dovuto principalmente all’abbandono delle attività agro-silvo-pastorali, non a politiche attive.

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Foto di Ian su Unsplash.

Solo il 15,3% della superficie forestale è gestita attivamente, e il prelievo legnoso si attesta tra il 18% e il 37% dell’incremento annuo, ben al di sotto della media europea del 73%. Questo sottoutilizzo rende il Paese fortemente dipendente dall’estero per l’approvvigionamento di legna, pellet e cippato.

Aiel: biomasse legnose volano economico e sociale

La filiera italiana delle biomasse legnose è un settore robusto che conta oltre 14.000 imprese, genera un fatturato superiore a 4 miliardi di euro e impiega più di 72.000 addetti. Questa filiera rappresenta un’importante risorsa di prossimità, strettamente legata al territorio. Sotto il profilo occupazionale, la filiera legno-energia genera fino a 15 volte più ore di lavoro locali rispetto al metano e oltre 7 volte più ore rispetto al gasolio.

biomasse-3Ogni unità di energia prodotta da legna locale attiva 23 ore di lavoro distribuite tra selvicoltura, taglio, produzione, trasporto e installazione degli impianti. Questo impatto occupazionale incide in modo particolare sulle aree montane e interne del Paese. La produzione di biocombustibili legnosi, inoltre, contribuisce a ridurre la dipendenza dalle fonti fossili, valorizzando le risorse locali e sostenendo un’economia di tipo circolare. Questo aspetto è cruciale, considerando che l’Italia importa il 79% delle fonti energetiche utilizzate, a fronte di una media europea del 62%.

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Benefici ambientali e lotta alla povertà energetica

Una gestione forestale attiva non è solo un imperativo economico, ma anche ambientale. Le attività di gestione forestale contribuiscono alla cura del patrimonio boschivo, rafforzando la prevenzione del dissesto idrogeologico e il rischio di incendi, che può essere ridotto fino al 90%. In un contesto di cambiamento climatico, una pianificazione forestale responsabile migliora l’assorbimento e il sequestro del carbonio.

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L’uso delle biomasse rappresenta una soluzione strategica per la decarbonizzazione dei consumi energetici, in particolare nel settore del riscaldamento residenziale, responsabile di oltre il 60% delle emissioni nazionali di CO2 equivalente. Le emissioni delle biomasse si collocano tra 25 e 29 kg di CO2 eq. per megawattora (MWh), a fronte dei 250-326 kg/MWh generati da gasolio, Gpl e gas naturale. Ciò comporta una riduzione di oltre il 94% delle emissioni climalteranti. Il riscaldamento a biomassa si rivela anche una soluzione tangibile per combattere la povertà energetica, che in Italia affligge 2,2 milioni di famiglie.

 

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Modernizzare il parco impianti: la sfida dell’innovazione tecnologica

Per massimizzare questi benefici, è indispensabile modernizzare il parco impianti italiano. Sebbene le emissioni di PM10 da riscaldamento a biomasse si siano ridotte di oltre il 40% in un decennio, i dati mostrano che il 79% dei generatori installati è ancora obsoleto, classificato con 2 stelle. Questi apparecchi sono responsabili di oltre il 90% delle emissioni totali di PM10. L’accelerazione del ricambio tecnologico, con l’obiettivo di sostituire i vecchi generatori a 2 stelle con modelli a 4 stelle o superiori, rappresenta una strategia efficace e pragmatica per ridurre sensibilmente le emissioni inquinanti.

Per sbloccare il pieno potenziale della filiera legno-energia, il comparto avanza tre richieste prioritarie:

  • istituzione di un tavolo interministeriale permanente: per coordinare le politiche legate alla gestione sostenibile delle risorse forestali e allo sviluppo delle filiere industriali ed energetiche connesse;
  • valorizzazione del tessuto produttivo nazionale: è essenziale che le politiche pubbliche riconoscano il valore strategico di questo tessuto economico, composto in gran parte da imprese italiane, spesso localizzate in aree interne e montane;
  • accelerazione del ricambio tecnologico degli impianti: promuovere incentivi stabili e accessibili per la sostituzione degli apparecchi obsoleti con modelli moderni ad alte prestazioni, riconoscendo il ruolo dei biocombustibili certificati.

In conclusione, in un contesto di sfide energetiche e climatiche, la valorizzazione della filiera foresta-legno rappresenta un pilastro fondamentale per un’economia wood-based e per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione dell’Italia. Il documento evidenzia che le biomasse legnose sono una risorsa strategica che, se gestita correttamente, può contribuire in modo decisivo a un futuro energetico più sostenibile, autonomo e socialmente equo.

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