Il Parlamento accelera sul quadro normativo per le nuove tecnologie di decarbonizzazione, mentre esperti e istituzioni definiscono i rischi geopolitici legati alle risorse strategiche e alla sicurezza nazionale. Inoltre i maggiori temi e risposte dello svolgimento di interrogazioni a risposta immediata al Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.
Il DDL su Idrogeno e CCUS incassa il primo “sì” tecnico dalla Commissione Bilancio
Il provvedimento, che definisce il quadro per la cattura della CO2 e la regolazione dell’idrogeno, è stato confermato come “collegato” alla manovra di bilancio. Il testo passa ora all’esame della Commissione Ambiente.
Il percorso dell’Italia verso la decarbonizzazione compie un passo avanti burocratico ma decisivo. Lo scorso 21 aprile, la Commissione Bilancio del Senato ha sciolto le riserve sul disegno di legge delega AS.1836, il provvedimento che punta a riorganizzare l’intera filiera della cattura del carbonio (CCUS), lo sviluppo dell’idrogeno e il monitoraggio delle emissioni di metano.
Sotto la guida del presidente Nicola Calandrini (FdI), la Commissione ha esaminato la natura del testo, confermandone la qualifica di “collegato alla manovra di finanza pubblica”. Si tratta di un passaggio fondamentale per garantire al DDL una corsia preferenziale nell’iter legislativo e una coerenza diretta con gli obiettivi del Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP) 2025.
I pilastri del provvedimento: tra delega e nuove competenze
Il DDL si sviluppa su quattro articoli chiave che mirano a colmare i vuoti normativi in settori tecnologici di frontiera:
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Cattura e stoccaggio della CO2 (Art. 1): il Governo riceve la delega per adottare, entro un anno, una disciplina organica sulla cattura, il trasporto e lo stoccaggio geologico del biossido di carbonio. È il tassello che serve all’industria “hard-to-abate” (cementifici, acciaierie) per gestire le proprie emissioni.
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ARERA Autorità per l’idrogeno (Art. 2): in recepimento della direttiva UE 2024/1788, l’ARERA viene ufficialmente designata come regolatore dei mercati dell’idrogeno. Per far fronte ai nuovi compiti, è previsto un potenziamento della pianta organica con 12 nuove unità.
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Taglio alle emissioni di metano (Artt. 3-4): il provvedimento individua le autorità responsabili per il rispetto dei regolamenti europei sul metano e definisce il relativo sistema sanzionatorio, dando al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) il potere di stipulare convenzioni per i controlli tecnici.
Il nodo dei tempi e la conformità al Bilancio
Durante la seduta, il presidente Calandrini ha chiarito un punto procedurale non trascurabile: sebbene il DDL sia stato presentato a marzo (oltre il termine teorico di gennaio previsto dalla legge 196/2009), la prassi consolidata considera tale scadenza come “ordinatoria”. La presentazione tardiva, dunque, non inficia lo status di collegato, poiché il testo rispecchia fedelmente gli obiettivi programmatici fissati dal Governo nel DPFP dello scorso ottobre.
I prossimi passi
Dopo il parere favorevole sulla coerenza economica e l’omogeneità dei contenuti, la parola passa all’Aula del Senato. Il Presidente di Palazzo Madama, sulla base delle indicazioni della Bilancio, formalizzerà la legittimità del testo accertando che non contenga “disposizioni estranee” alla materia finanziaria.
Concluso questo passaggio, il testimone passerà alla Commissione Ambiente ed Energia, che entrerà nel merito tecnico e politico degli articoli per definire i dettagli di una riforma che promette di ridisegnare l’assetto infrastrutturale dell’energia pulita in Italia.
Question time con il ministro Pichetto Fratin
Nella seduta di mercoledì 22 aprile, alle ore 15 ha avuto luogo lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata al Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin sui seguenti argomenti:
- chiarimenti in merito alla partecipazione dell’Italia alla Conferenza internazionale di Santa Marta e iniziative per un percorso di progressivo superamento delle fonti fossili (Simiani – PD-IDP).
- “L’Italia sostiene un approccio realistico ai cambiamenti climatici” ha risposto il Ministro Pichetto Fratin sottolineando il percorso vero la transizione energetica in atto nel Paese, sottolineando che le centrali a carbone sono ancora attive per questioni geopolitiche.
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- Stato di attuazione degli interventi previsti dall’accordo di programma per la messa in sicurezza e bonifica del sito di interesse nazionale “Bacino del Fiume Sacco” (Zaratti – AVS.
- Il Ministro qui ha ribadito l’attività costante di supporto tecnico operativo sul monitoraggio delle azioni in corso, ma lamentando una assenza di fondi e efficacia operativa. Insoddisfatto l’interrogante che ha ribadito come oltre all’assenza di azioni concrete, c’è nell’aria anche il tentativo di espansione di una industria bellica.
- Iniziative urgenti per ridurre il costo dell’energia per le imprese e le famiglie e garantire la continuità produttiva dei settori industriali strategici, alla luce della crisi nel Golfo Persico (Boschi – IV-C-RE) al centro quali azioni per fronteggiare la crisi prevista di crisi di 10miliardi di euro e costo carburante e prezzo al carrello;
- “Il costo dell’energia è al centro dell’attenzione del Governo” ha affermato il Ministro che ha detto di guardare nel decreto bollette non solo a misure di breve periodo, ma anche di carattere strutturale come il tentativo di disaccoppiamento del prezzo dal gas, come anche lo sviluppo di contratti a lungo termine.
- Elementi e iniziative in materia di diversificazione delle fonti energetiche, al fine di garantire la sicurezza e la continuità dell’approvvigionamento energetico a imprese e cittadini (Bignami – FDI).
- “Stiamo lavorando per garantire incremento da biometano” ha sottolineato Pichetto evidenziando le diverse azioni per rilanciare le rinnovabili.
- Iniziative volte a bloccare l’espansione della vespa velutina in Italia, in particolare nelle province di Lucca e Massa-Carrara (Montemagni – LEGA).
- Il Ministro ricorda come la regione Toscana ha avuto accesso ai fondi. Ricorda inoltre come il Crea stia valutando e sperimentando un sistema innovativo.
- Iniziative per lo sviluppo dell’eolico offshore, con particolare riferimento alle procedure competitive previste per l’anno in corso (Lupi – NM(N-C-U-I)M-CP).
- Il Ministro ha ricordato come il Fer2 prevede supporto per rinnovabili lontani dalla competitività di mercato. Contingente massimo previsto di 3,8 GW con offshore galleggiante e palificato. Ma è prevista una analisi breve per effettuare una revisione del decreto specifica sull’offshore del Fer 2.
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Al Senato intanto si è discussa la “Conversione in legge del decreto-legge 3 aprile 2026, n. 42, recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali, nonché in favore delle imprese” che viene rinviato.
Materie prime critiche
Il 22 aprile, la Commissione Esteri ha svolto, l’audizione di rappresentanti del Cesi, sui risvolti geopolitici connessi all’approvvigionamento delle materie prime critiche.
“La chiusura dello stretto di Hormuz ci ha messo di fronte al dramma di essere vincolati a dei colli di bottiglia” spiega il direttore del CeSI, Centro Studi Internazionali, Marco Di Liddo. Non solo petrolio e gas, rimarca, ma anche prodotti industriali strategici. Il collegamento tra materie prime critiche è molto più forte di quello che c’è con l’energia per la produttività industriale. “Chi controlla silicio e attimonio controlla le materie prime per realizzare chip nei computer come nei super computer”, quindi anche dell’intelligenza artificiale generativa. Se non sei su questi sviluppi “rimani indietro” sui beni “ad alta tecnologia”. Come anche le tecnologie legate alle energie rinnovabili. Una problematica non solo europea ma anche degli Usa. Non a caso riflette il relatore sono arrivate le pressioni degli Usa sulla Groenlandia, terreno ricco di materie prime minerali e ittiche. Logica che segue anche l’ipotesi di una costituzione di un deposito cauzionale aperto ai “paesi amici” sempre degli Usa. Quindi va posta attenzione non solo alla Cina ma anche alla politica Usa. Sui tratta di una vulnerabilità per l’Europa e l’Italia che non è solo economica ma di sicurezza nazionale. Serve quindi agire con “partnership”, e “catena di produzione corta” conclude Di Liddo. La Cina ha un limite ricorda Alexandru Fordea, analista responsabile del Desk Geoeconomia del Ce.S.I., di “non essere disposta a trattare alla pari” i paesi africani e in questo l’Europa ha già saputo posizionarsi.
Rifiuti inerti e nuove norme EoW: nasce il Tavolo Interassociativo per monitorare il DM 127/24
L’entrata in vigore del DM 127/24, il regolamento che disciplina la cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waste) per i rifiuti inerti da costruzione e demolizione, segna un passaggio cruciale per l’economia circolare in Italia. Per gestire questa transizione e monitorarne gli effetti reali sul mercato e sulle operazioni di recupero, ANPAR (Associazione Nazionale Produttori Aggregati Riciclati) ha annunciato l’istituzione di un Tavolo di Lavoro Interassociativo.
Un’alleanza strategica per la filiera
L’iniziativa non vede ANPAR isolata, ma al centro di una coalizione che aggrega i principali protagonisti della filiera: ANCE (Costruttori edili), Utilitalia (Imprese dei servizi pubblici), ANEPLA (Produttori estrattivi) e NADECO (Demolitori e bonificatori).
L’obiettivo del Tavolo è duplice:
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Raccolta dati: monitorare in modo analitico l’impatto tecnico ed economico delle nuove norme.
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Dialogo istituzionale: elaborare una posizione condivisa da presentare al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), affinché il monitoraggio ministeriale possa basarsi su evidenze concrete fornite dagli operatori sul campo.
L’Economia Circolare come sforzo corale
La creazione di questo coordinamento nasce dalla convinzione che la transizione verso modelli circolari non possa essere calata dall’alto o gestita da singoli attori. La complessità del recupero dei rifiuti di origine minerale richiede una visione d’insieme che consideri l’intera vita del materiale: dalla demolizione selettiva al trattamento, fino al suo effettivo riutilizzo nei cantieri.
“L’Economia Circolare si attua solo mettendo insieme tutte le parti che operano in un settore”, spiegano le associazioni in una nota congiunta. Condividere le criticità legate al regolamento EoW è dunque il primo passo necessario per conciliare due obiettivi apparentemente divergenti ma complementari: la massima tutela dell’ambiente e la sostenibilità economica delle imprese di recupero.
Prospettive future
Il Tavolo Interassociativo si propone come interlocutore tecnico permanente nei confronti del MASE. Nelle prossime settimane, il gruppo di lavoro inizierà la raccolta delle segnalazioni e delle casistiche operative per identificare eventuali colli di bottiglia normativi o necessità di chiarimenti interpretativi, garantendo che il mercato degli aggregati riciclati possa continuare a crescere in un quadro di certezza giuridica e operativa.
Recupero tessile
Il 20 aprile la Commissione Attività produttive, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul settore tessile, anche alla luce della recente evoluzione della normativa europea ha svolto l’audizione di rappresentanti di Federmanager.
L’appuntamento è stato trasmesso in diretta anche sul canale satellitare.
Rischio idrogeologico
La Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico del territorio italiano ha svolto il 22 aprile l’audizione di Valentina Palli, sindaca di Russi.
Artico: il Comitato permanente sulla politica estera per l’artico della Commissione Esteri, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle dinamiche geopolitiche nella regione dell’Artico, ha svolto il 21 aprile l’audizione del direttore generale per l’Europa e la politica commerciale del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Nicola Verola.
La Commissione Attività produttive della Camera, nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2024/1788, relativa a norme comuni per i mercati interni del gas rinnovabile, del gas naturale e dell’idrogeno, che modifica la direttiva (UE) 2023/1791 e che abroga la direttiva 2009/73/CE, ha svolto e seguenti audizioni: rappresentanti di Federchimica; del Cluster tecnologico nazionale energia; Proxigas; Domenico Borello, professore ordinario di sistemi per l’energia e l’ambiente presso il dipartimento di ingegneria meccanica e aerospaziale della Sapienza università di Roma; rappresentanti di Conflavoro PMI; rappresentanti delle associazioni dei consumatori aderenti al Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (CNCU).
Tutela equidi: in Commissione Agricoltura, audizione
Il 21 aprile la Commissione Agricoltura svolge l’audizione di rappresentanti della Lega Anti Vivisezione (LAV), di Animal Equality, di Italian Horse Protection, di Horse Angels, della Federazione italiana sport equestri (FISE) e dell’Associazione allevatori Cavallo del Catria, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge recanti “Norme per la tutela degli equidi e loro riconoscimento come animali di affezione”.
Sempre il 21 aprile la Commissione Attività produttive ha svolto l’audizione di rappresentanti di H2IT – Associazione Italiana Idrogeno, nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2024/1788, relativa a norme comuni per i mercati interni del gas rinnovabile, del gas naturale e dell’idrogeno, che modifica la direttiva (UE) 2023/1791 e che abroga la direttiva 2009/73/CE (Atto n. 395).
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