Mentre le tensioni geopolitiche globali continuano a ridisegnare gli equilibri internazionali, il settore energetico europeo si è riunito a Madrid per lanciare un messaggio inequivocabile: il futuro dell’Unione dipende dalla sua capacità di produrre elettricità in modo autonomo e pulito. L’ANEV, Associazione Nazionale Energia del Vento, ha preso parte ai lavori promossi da WindEurope, sottoscrivendo la “Madrid Call to Action”, un appello urgente rivolto ai leader dell’UE affinché la transizione energetica si trasformi da obiettivo ambientale a pilastro della sicurezza nazionale.
Il balzo dell’eolico: un 2025 da record
L’Europa non parte da zero. La crisi energetica innescata dal conflitto in Ucraina ha impresso una accelerazione senza precedenti. I dati emersi durante il vertice sono emblematici:
Solo nel 2025, il settore eolico ha attirato investimenti per 45 miliardi di euro.
Oggi l’energia del vento copre circa il 20% della produzione elettrica totale del continente.
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Si tratta di una filiera industriale solida, che garantisce lavoro a centinaia di migliaia di persone e rappresenta lo scudo principale contro la volatilità dei prezzi dei combustibili fossili. Tuttavia, esiste un “collo di bottiglia”: nonostante la crescita delle rinnovabili, l’elettricità rappresenta ancora meno di un quarto del consumo energetico complessivo europeo.
Le richieste di ANEV: iter semplificati e reti moderne
In questo scenario, l’ANEV ha ribadito che l’Italia deve fare la sua parte con maggiore decisione. Per l’Associazione, non basta l’ambizione climatica; servono strumenti operativi per rendere i progetti cantierabili in tempi certi. Le priorità indicate per il contesto italiano sono tre:
- Semplificazione burocratica: abbattere le barriere che rallentano gli iter autorizzativi per i nuovi parchi eolici.
- Infrastrutture di rete: potenziare la rete elettrica nazionale per accogliere la nuova capacità produttiva.
- Competitività economica: garantire condizioni di mercato che rendano l’elettricità pulita accessibile a cittadini e imprese.
Un approccio pragmatico per l’indipendenza
La “Madrid Call to Action” non è solo un manifesto di intenti, ma propone un approccio concreto. L’obiettivo è duplice: sostenere l’offerta di energia pulita e, contemporaneamente, stimolarne la domanda industriale. Secondo i promotori, l’Europa deve diventare un polo attrattivo per gli investimenti globali, mantenendo alto il consenso sociale attraverso tecnologie mature e vantaggi economici tangibili per la collettività.
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Rendere l’elettricità “prodotta in Europa” il fulcro del sistema significa, in ultima analisi, costruire un’Unione più resiliente. Come evidenziato dai delegati a Madrid, trasformare le attuali sfide geopolitiche in un’opportunità industriale è l’unica via per garantire all’Italia e all’Europa un sistema energetico sovrano, sostenibile e, soprattutto, indipendente.
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