La Commissione EU ha proposto il 2 luglio una modifica alla legge europea sul clima, fissando un obiettivo climatico per il 2040 di riduzione del 90% delle emissioni nette di gas serra rispetto ai livelli del 1990, come richiesto dagli orientamenti politici al 2029. La proposta si basa sull’attuale obiettivo, giuridicamente vincolante dell’UE, di ridurre le emissioni nette di almeno il 55% entro il 2030 e definisce “un modo più pragmatico e flessibile per raggiungere l’obiettivo, in vista di un’economia europea decarbonizzata entro il 2050” si legge nella nota stampa.

Emissioni: taglio al 90% ricorrendo alla flessibilità
In linea con la Bussola della Competitività dell’UE, il Clean Industrial Deal e il Piano d’azione per un’energia accessibile, l’obiettivo climatico proposto per il 2040 tiene conto dell’attuale panorama economico, geopolitico e di sicurezza. Intende inoltre offrire a investitori e imprese “la prevedibilità e la stabilità di cui hanno bisogno nella transizione dell’UE verso l’energia pulita”. Mantenendo la rotta sulla decarbonizzazione, l’UE si impegna a stimolare gli investimenti nell’innovazione, creare più posti di lavoro e crescita, aumentare la resilienza agli impatti del cambiamento climatico puntando all’indipendenza energetica.
La proposta definisce un modo per raggiungere l’obiettivo al 2040 in modo diverso rispetto al passato. Un elemento centrale è la flessibilità che la Commissione prenderà in considerazione nella progettazione dei futuri strumenti legislativi. Tra questi rientrano un ruolo limitato per i crediti internazionali di alta qualità a partire dal 2036, l’utilizzo di assorbimenti permanenti nazionali nel sistema di scambio di quote di emissione (EU Ets). Concretamente, ciò potrebbe offrire a uno Stato membro la possibilità di compensare le difficoltà del settore dell’uso del suolo con un risultato superiore alla media nella riduzione delle emissioni derivanti da rifiuti e trasporti.
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Wwf: “Compensazioni internazionali inserite di soppiatto”
“Una riduzione del 90% delle emissioni di gas serra entro il 2040 non è un obiettivo ambizioso” replica il Wwf. La Commissione EU avrebbe introdotto “di soppiatto” le compensazioni internazionali e, facendo leva su “presunte future” rimozioni di carbonio, avrebbe inoltre “inserito nel cuore della proposta delle scappatoie, tra cui una che minerebbe il suo sistema di scambio di emissioni” commenta nella nota l’organizzazione ambientalista.
Il riferimento è al sistema di scambio delle emissioni EU Ets: “L’inclusione di tali rimozioni” avvisa il Wwf, “minerebbe l’integrità del sistema e ridurrebbe l’incentivo a ridurre le emissioni dell’industria pesante. Visti i difetti delle metodologie attualmente in esame, i cosiddetti sistemi di rimozione permanente potrebbero rivelarsi nulla di tutto ciò e costituire invece attività che danneggiano i sistemi naturali che assorbono carbonio in Europa”.
Tre gli obiettivi a cui si dovrebbe puntare, a parere del Wwf, ossia:
- riduzione delle emissioni;
- assorbimenti basati sulla natura;
- sistemi di rimozione del carbonio.
Questo per “evitare che i sistemi di rimozione sostituiscano i drastici tagli alle emissioni che sono necessari e per differenziare chiaramente il ruolo dei diversi tipi di assorbimenti”.
Il sistema Ets, aggiunge l’organizzazione ambientalista, “è in grado di fare il suo lavoro, ovvero di indirizzare la riduzione delle emissioni nei settori industriali. L’ultima cosa che la Commissione europea dovrebbe fare è danneggiare il futuro segnale di prezzo dell’Ets”.
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