Protocollo di intesa sui rifiuti urbaniRegioni e città del Nord Italia sono le fuoriclasse della gestione circolare dei rifiuti, raccolta differenziata e riciclo. Nel 2019 hanno registrato un tasso del 55% per il riciclo dei rifiuti urbani, avvicinandosi ai target europei fissati per il 2025, 2030 e 2035. Il dato è superiore alla media nazionale. Treviso spicca con un tasso dell’87% di raccolta differenziata. La Valle d’Aosta non ha eguali nel riciclo degli imballaggi in plastica: ha già raggiunto l’obiettivo del 50% previsto per il 2025. La Liguria, al contrario, non tiene il passo con le altre regioni.

I numeri sono frutto del Rapporto sui rifiuti urbani e l’economia circolare nel Nord Italia. Presentato nel primo dei quattro workshop “Gestione circolare dei rifiuti nelle città e le nuove direttive europee” organizzato da Green city network, iniziativa della fondazione Sviluppo sostenibile, in collaborazione con Conai (Milano, 18 settembre 2020).

Riciclo rifiuti urbani: il campione

Il rapporto è frutto di un’analisi qualitativa a campione fra le città capoluogo di provincia e tra quelle medie e piccole (tra i 50.000 e i 15.000 abitanti) di 7 Regioni: Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta. Tra queste, come detto, la più virtuosa è Treviso con una produzione pro capite inferiore a 400 kg/ab/anno rispetto alla produzione pro capite media nelle province del nord Italia di 513 kg/ab/anno.

I numeri del Rapporto

L’indagine, commenta la Fondazione in nota stampa, mostra la buona riuscita negli ultimi decenni del sistema dei consorzi e dell’affermazione di attività industriali di riciclo di grandi quantità di rifiuti. In particolare, Veneto, Lombardia e Trentino hanno registrato le migliori performance per il recupero e il riciclo dei rifiuti di imballaggio. Le operazioni sono cresciute nel 2019 del +12%, portando a quota 70% il dato nazionale e superando il target del 65% entro il 2025 fissato dall’Unione europea.

Raccolta differenziata:

Oltre il 75% a Biella, Verbania, Vicenza, Cremona.

Oltre l’80% a Pordenone, Mantova, Belluno, Trento.

87% a Treviso.

33% a Genova.

Le novità per il 2020

Le difficoltà, comunque, restano. Le novità attese per il 2020 – il Piano d’azione europeo sull’economia circolare che approfondisce il tema della necessità di creare città più circolari; il recepimento delle quattro direttive del “pacchetto economia circolare e rifiuti” che modificano le precedenti direttive su rifiuti, imballaggi, discariche, rifiuti elettrici ed elettronici, veicoli fuori uso e pile; l’attuazione del nuovo Accordo di programma quadro nazionale Ani-Conai per la gestione dei rifiuti di imballaggio – forniranno innovativi riferimenti per la gestione dei rifiuti in città, evidenzia la Fondazione.

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