Non solo grandi impianti: crescono il modello delle CER in Toscana e il trasferimento tecnologico con la Fondazione NEST. Intanto Ardian debutta in Germania, Tozzi Green accende il Brindisino.
L’eolico industriale tra Germania e Puglia
La spinta sui grandi impianti industriali da fonti rinnovabili (FER) si conferma il motore trainante della decarbonizzazione a livello continentale, attirando l’interesse sia dei giganti del private investment che delle eccellenze dell’ingegneria italiana.
Il maxi-investimento di Ardian nel Mare del Nord
A livello europeo, Ardian ha annunciato il debutto ufficiale del suo fondo Ardian Clean Energy Evergreen Fund (ACEEF) nel mercato tedesco. Il colosso globale ha acquisito un portafoglio eolico onshore greenfield in Sassonia con una capacità complessiva prevista di 132 MW.
L’operazione, strutturata in partnership con lo sviluppatore locale 3Energy GmbH, fa da “progetto ancora” per la creazione di una più ampia piattaforma di energia pulita in Germania. Sotto il profilo finanziario, il portafoglio beneficerà del 100% di ricavi contrattualizzati per 20 anni grazie al meccanismo tariffario statale tedesco EEG (feed-in tariff), blindando i flussi di cassa dalle oscillazioni di mercato. I primi cantieri (per un lotto iniziale di 14 MW) partiranno entro la fine dell’anno.
Tozzi Green cresce nel Mezzogiorno: attivo il parco di San Pancrazio Salentino
Parallelamente, sul fronte nazionale, il Gruppo Tozzi Green ha completato e messo in funzione un parco eolico onshore da 45 MW a San Pancrazio Salentino (Brindisi), in Puglia. L’impianto è composto da 9 aerogeneratori Ming Yang da 5 MWe ciascuno e garantirà una produzione annua stimata superiore a 115 GWh, sufficiente a soddisfare il fabbisogno elettrico di circa 43.000 famiglie. Nei suoi 25 anni di esercizio previsti, il parco eviterà l’emissione di oltre 1,16 milioni di tonnellate di CO2.
leggi anche: NextGeo si aggiudica un contratto da 9 milioni di euro con TenneT per l’eolico offshore nel Mare del Nord
Con l’avvio di questo impianto, la potenza installata totale di Tozzi Green sale a 261 MW (di cui l’82% in Italia). L’opera rientra nel Piano Industriale 2025–2030 del Gruppo ravennate, che prevede investimenti superiori a 400 milioni di euro per raggiungere i 500 MW di potenza installata entro il 2030.
“Guardiamo con fiducia allo sviluppo delle rinnovabili in Italia”, ha dichiarato Andrea Tozzi, AD del Gruppo. “È l’unica possibilità concreta per incrementare l’offerta energetica interna, essere più autonomi dal resto del mondo e far risparmiare miliardi di euro a famiglie e imprese”.
La svolta dal basso: la CER “Sienaenergie” conquista anche Chiusdino
Se i grandi impianti garantiscono i volumi produttivi, l’efficienza sociale della transizione si gioca sul territorio attraverso il modello delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).
In Toscana, la CER “Sienaenergie” continua la sua rapida espansione istituzionale e territoriale con l’adesione formale del Comune di Chiusdino. Salgono così a 7 i comuni associati al progetto (che include già Monteriggioni, Sovicille, Radicondoli, Radda e Greve in Chianti), mentre la base associativa complessiva ha ampiamente superato quota 400 aderenti.
L’allargamento della rete punta a fornire ai cittadini uno strumento condiviso per produrre e scambiare energia pulita a chilometro zero, contrastando l’aumento delle bollette e aumentando la consapevolezza ecologica. “In tempi così delicati per l’approvvigionamento energetico”, ha commentato il Sindaco di Chiusdino, Luciana Bartaletti, “questa adesione consentirà alla cittadinanza di conseguire vantaggi tangibili dal punto di vista economico, sociale e ambientale tramite una rete collettiva”.
Ricerca e riconversione: accordo strategico tra Fondazione NEST e Tecnopolo Mediterraneo
Dietro la crescita delle infrastrutture vi è la necessità di un costante trasferimento tecnologico. Per questa ragione, la Fondazione NEST (Network for Energy Sustainable Transition) – l’unico partenariato esteso nazionale dedicato all’energia sostenibile – ha siglato un accordo di collaborazione con l’istituto di ricerche Tecnopolo Mediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile.
L’intesa, che proietta le attività nel panorama post-PNRR, intende mettere a sistema laboratori, competenze e brevetti per accelerare il passaggio dalla sperimentazione scientifica all’implementazione su scala industriale.
L’alleanza assume una valenza strategica prioritaria per il rilancio e la riconversione industriale dell’area di Taranto, sede del Tecnopolo (istituito dai Ministeri dell’Università e della Ricerca, delle Imprese e del Made in Italy, e dell’Economia e delle Finanze).
“Taranto rappresenta oggi uno dei luoghi simbolo delle sfide della transizione energetica e ambientale”, ha sottolineato Francesco Cupertino, Presidente di Fondazione NEST. “Essere parte di questo percorso significa mettere la ricerca al servizio dei territori, creando nuove opportunità di occupazione sostenibile”.
Una visione condivisa dal presidente del Tecnopolo, Antonio Messeni Petruzzelli, che ha ribadito come la sinergia saprà generare un impatto reale sul tessuto produttivo locale attirando partner e finanziamenti di respiro internazionale.
Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.














