Acque sotterranee: la Lombardia diventa un modello virtuoso nella gestione dell’inquinamento diffuso

Regione Lombardia rivoluziona la gestione ambientale del Nord Milanese. Con l’aggiornamento delle linee guida approvato a fine aprile, si passa ufficialmente da un approccio “sito-specifico” a una gestione territoriale integrata.

Lombardia acque sotterranee

Il provvedimento punta sul potenziamento degli enti locali, su analisi scientifiche avanzate e su una visione d’insieme per contrastare la contaminazione storica da solventi clorurati e cromo VI, non più riconducibile a singole sorgenti.

Le nuove norme sono state presentate a Palazzo Lombardia durante un convegno introdotto dall’assessore all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione. L’evento si inserisce tra gli incontri preparatori del Forum regionale per lo sviluppo sostenibile 2026.

Le principali novità del provvedimento

La delibera della Giunta regionale coinvolge 23 Comuni (dislocati tra Milano, Monza e Brianza, e Varese) e introduce criteri operativi all’avanguardia:

  • Valori di fondo antropico: individuazione delle concentrazioni di sostanze derivanti dalle attività umane storiche.

  • Nuovi parametri per la bonifica (Crb): vengono definite specifiche Concentrazioni di riferimento per la bonifica per sostanze come Pce (tetracloroetilene), Tcm (triclorometano) e cromo VI.

  • Superamento delle vecchie Csc: i nuovi parametri sostituiscono le Concentrazioni Soglia di Contaminazione (D.Lgs. 152/2006), garantendo valori sempre inferiori ai limiti di potabilità.

  • Monitoraggio a rete unica: introduzione di procedure operative standardizzate e controlli periodici.

L’intervento dell’assessore Giorgio Maione:

“La Lombardia si conferma un modello. Introduciamo un approccio moderno basato su rigore scientifico, monitoraggio costante e collaborazione tra istituzioni. Per la nostra Giunta, la sostenibilità passa inevitabilmente attraverso il lavoro di squadra e il coinvolgimento degli esperti e degli amministratori locali.”

Partner strategici: Arpa e Politecnico di Milano

Il successo di questo percorso si fonda su collaborazioni scientifiche di altissimo livello:

Arpa Lombardia

Ha il compito cruciale di gestire il nuovo centro di competenza sulle acque sotterranee, aggiornare la banca dati idrochimica, proseguire i monitoraggi e individuare tempestivamente eventuali nuove sorgenti di inquinamento.

Politecnico di Milano

Grazie a un accordo di collaborazione e a tre anni di lavoro, il Politecnico ha sviluppato modelli matematici avanzati in grado di simulare il comportamento delle acque sotterranee e anticipare gli scenari di diffusione della contaminazione.

Il Tavolo tecnico di coordinamento regionale

Vero e proprio “luogo di concertazione”, il Tavolo tecnico viene aggiornato ogni tre anni con decreto regionale. Il suo compito è condividere le scelte, valutare i risultati e coordinare tutti i soggetti coinvolti.

  • Coordinamento: direzione generale Ambiente e Clima, in sinergia con le DG Welfare, Enti Locali e Agricoltura.

  • Partecipanti: rappresentanti di Comuni, Province, Arpa, Ats, gestori del servizio idrico integrato e Ato (Ambiti territoriali ottimali).

I 23 Comuni interessati dal provvedimento

L’area di intervento si estende su tre province lombarde:

Provincia Comuni Coinvolti
Città Metropolitana di Milano Arese, Baranzate, Bollate, Bresso, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Cormano, Cusano Milanino, Garbagnate Milanese, Lainate, Milano, Novate Milanese, Paderno Dugnano, Pero, Rho, Senago, Sesto San Giovanni.
Provincia di Monza e Brianza Brugherio, Monza, Muggiò, Nova Milanese.
Provincia di Varese Caronno Pertusella, Origgio.

 


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