I vantaggi della geotermia come fonte rinnovabile sono strategici per la transizione energetica. A differenza di altre energie verdi, come il solare o l’eolico, la geotermia non soffre del problema della discontinuità: il calore della Terra è una risorsa sempre disponibile, 24 ore su 24 e indipendente dalle condizioni meteorologiche e stagionali. Proprio per queste caratteristiche, la geotermia potrebbe giocare un ruolo chiave nel mix energetico nazionale, contribuendo in modo stabile e sostenibile alla decarbonizzazione. Per trasformare questo potenziale in realtà, però, sono necessari strumenti di sostegno adeguati.
Nonostante l’attenzione del Governo già citata nel corso del G7 che si è svolto in Italia a Torino nel 2024, e la presenza nella Strategia energetica nazionale, mancano alcuni strumenti governativi che ne accelererebbero lo sviluppo come le aste previste dal Fer2 e la semplificazione autorizzativa agognata dal comparto.
Una risorsa che favorisce economia e occupazione
Un recente studio di The European House – Ambrosetti conferma il potenziale economico della geotermia: ogni gigawatt installato può generare fino a 8 miliardi di euro di valore aggiunto e oltre 6.000 nuovi posti di lavoro. Numeri che raccontano una risorsa capace non solo di fornire energia pulita, ma anche di attivare crescita e occupazione.
Investire in questa tecnologia genera quindi elevate esternalità positive locali, sia economiche (ogni 1 Euro investito in questa tecnologia attiva altri 2 Euro nel resto dell’economia) che sociali (tecnologia green a maggiore intensità occupazionale).
L’Italia vanta una posizione di leadership in termini di filiera tecnologica per la geotermia. Infatti, è il secondo Paese in UE – dopo la Germania – per valore della produzione industriale potenzialmente attivabile dalla filiera geotermica pari a 37,7 miliardi di Euro (il 23,7% del totale europeo e un valore più alto della somma del valore di produzione di Francia, Spagna e Polonia pari a 36,9 miliardi di Euro). Tra le aziende protagoniste a livello mondiale nel settore ci sono due italiane, Exergy e Turboden, – entrambe membri di Rete Geotermica – che esportano turbine, e sistemi per impianti geotermici a emissioni nulle in tutto il mondo.
Analizzando la pipeline dei progetti geotermici in Italia risultano 87 iniziative in corso: 2 in fase di sviluppo (geotermia tradizionale) e 85 in fase di progettazione e autorizzazione (78 impianti a ciclo binario e 7 tradizionali). La maggior parte di questi progetti appartengono a sviluppatori membri di Rete Geotermica e la loro attuazione permetterebbe di installare 800 MWe di capacità geotermica, mettendo in moto investimenti e ricadute economiche che potrebbero superare i 6 miliardi di euro.
Minore impatto ambientale rispetto alle altre fonti rinnovabili
La geotermia è la fonte rinnovabile con il minor consumo di suolo per energia prodotta. Infatti, rispetto agli impianti geotermici, le altre fonti rinnovabili (eolico e fotovoltaico) a parità di potenzia installata hanno un consumo di suolo medio ~63 volte superiore;
L’utilizzo di acqua degli impianti geotermici a emissioni nulle è pari a zero, rispetto ad una media di 0,55 litri/kWh relativa alle altre fonti rinnovabili (eolico e fotovoltaico).
Riciclo dei materiali e opportunità di riconversione dei vecchi pozzi di petrolio
A differenza di altre tecnologie energetiche rinnovabili, gli impianti geotermici ad emissioni nulle sono riciclabili potenzialmente al 100% in fase di smantellamento dell’impianto, garantendo un impatto positivo sul costo reale dell’impianto geotermico. Questo perché la maggior parte delle componenti di un impianto geotermico sono realizzate con materiali riciclabili (come acciaio, rame, plastica e alluminio) e i fluidi geotermici utilizzati negli impianti a emissioni nulle vengono reiniettati completamente nel sottosuolo durante tutto il ciclo di vita dell’impianto, creando sistemi chiusi e rinnovabili.
Un’opportunità di sviluppo in ottica sostenibile è rappresentata, infine, dalla conversione e il riutilizzo di pozzi petroliferi non più operativi – che in Italia superano i 5.000 – per la produzione geotermica, che consentirebbe la riduzione dei costi derivanti delle attività di esplorazione e perforazione e, contestualmente, la velocizzazione del processo di attivazione di progetti geotermici.
Materie prime critiche, una miniera senza scavi grazie alla geotermia
Assieme allo sviluppo di centrali geotermiche diventa possibile, per alcuni progetti, anche estrarre materie prime critiche, tra cui il litio, di cui l’acqua si è arricchita a seconda delle caratteristiche del territorio da cui proviene. Un‘altra opportunità importante data da questa risorsa energetica che vede l’Italia tra i protagonisti.
Secondo uno studio dell’International Energy Agency (IEA) l’Italia, insieme a Germania, Francia e Regno Unito presenta elevate concentrazioni di litio nelle brine geotermiche presenti nel suo sottosuolo (125-480 ppm).
L’estrazione di litio dai fluidi geotermici rappresenta un’opzione strategica per l’Italia e l’Europa sia per la maggiore sostenibilità ambientale e sociale rispetto alle modalità di estrazione tradizionali (ad esempio, l’estrazione di litio nei salar in Cile richiede un consumo idrico elevatissimo in una regione tradizionalmente arida e desertica), sia per ridurre la dipendenza europea dall’estero per la fornitura di litio.
La fonte rinnovabile ideale per la produzione di idrogeno verde
Oltre che per l’estrazione del litio la geotermia si rivela una fonte rinnovabile funzionale per la produzione di idrogeno verde, potendo garantire una fornitura di energia elettrica continua e stabile per alimentare gli elettrolizzatori. Requisito fondamentale per consentire la scalabilità della produzione di idrogeno a livello commerciale, che renderebbe la tecnologia competitiva a quella per la produzione di idrogeno tradizionale.
In sintesi, la geotermia non è soltanto una fonte rinnovabile: è una leva di sviluppo industriale, ambientale e sociale. Offre energia pulita e continua, sostiene la crescita economica, genera occupazione qualificata e apre nuove frontiere — dal riciclo dei materiali all’estrazione sostenibile di materie prime critiche, fino alla produzione di idrogeno verde.
Sostenere la geotermia significa investire nel futuro energetico del Paese, nella sua competitività industriale e nella creazione di un modello di sviluppo realmente circolare, indipendente e sostenibile.
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