L’Italia brucia: l’apocalisse forestale è concentrata al Sud

Monitoraggio congiunto Ispra e Snpa

L’Italia ha vissuto un’estate di fuoco in cui il bilancio della devastazione supera le peggiori stime. I dati ufficiali confermano una ferita profonda per il patrimonio naturale del Paese. Nel periodo compreso tra il 15 giugno e il 15 settembre 2025, la superficie totale percorsa dagli incendi sul territorio nazionale ha raggiunto l’impressionante cifra di 78.797 ettari. Questo drammatico scenario è dettagliato nel report Ecosistemi terrestri ed incendi boschivi in Italia, redatto da Ispra e Snpa, che pone l’attenzione sulla distribuzione e la tipologia degli ecosistemi distrutti. La maggior parte della superficie bruciata (circa il 40%) è stata classificata come terreni agricoli, ma la perdita in termini di patrimonio forestale resta critica.

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Foto di Karsten Winegeart su Unsplash.

Incendi: la stagione in Italia ​oltre il ​limite

L’analisi condotta sulla sola superficie a copertura esclusivamente forestale nel periodo di riferimento è sconcertante. Complessivamente, 10.037 ettari di superficie forestale sono stati percorsi dalle fiamme, costituendo quasi il 13% dell’area totale bruciata.

 

La categoria forestale più colpita in assoluto sono state le foreste di latifoglie sempreverdi, che includono in gran parte leccete e macchia mediterranea, con 5.026 ettari distrutti. Questo dato, pari a circa il 50% del totale forestale bruciato, evidenzia la vulnerabilità dei fragili ecosistemi mediterranei. Seguono le latifoglie decidue (come querceti e faggete) con 2.488 ettari e le conifere (come pinete costiere e abetaie) con 2.015 ettari andati in fumo. Un altro dato allarmante riguarda la tutela del territorio: quasi il 40% degli ecosistemi forestali colpiti si trovava all’interno di Aree naturali protette.

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La mappa della devastazione: Sicilia in ginocchio

La distribuzione degli incendi è stata fortemente sbilanciata verso l’Italia meridionale. Le regioni di Sicilia, Calabria e Campania sono state le più colpite in termini di superficie forestale bruciata, e la somma delle loro perdite boschive supera il 70% della superficie totale nazionale.

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La Sicilia detiene il primato per la maggior superficie complessiva percorsa dal fuoco (41.308 ettari) e per la maggiore superficie a copertura esclusivamente forestale (3.369 ettari). Per quanto riguarda il rapporto tra superficie totale e boschiva, la Campania mostra il tasso più alto tra le regioni più colpite (30%) e la Sardegna il secondo (25%).

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Le province a fuoco: Enna e Cosenza oltre i 1.000 ettari

A livello provinciale, l’emergenza si è fatta sentire in modo drammatico in due aree specifiche del Sud Italia, le uniche ad aver superato la soglia dei 1.000 ettari di superficie forestale distrutta:

  • Enna (Sicilia): 1.117 ettari di foreste bruciate.
  • Cosenza (Calabria): 1.045 ettari di foreste bruciate.

Queste due province, insieme a Caltanissetta, Salerno e Foggia, sono tra le prime dieci in Italia per l’entità dei danni boschivi. Le prime dieci province più colpite appartengono tutte a regioni meridionali, confermando come l’emergenza incendi si configuri primariamente come una crisi ecologica e territoriale del Mezzogiorno.

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